Si è aperta, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la 34esima assemblea
annuale dell’Anci sul tema: "#cittàpuntozero. Immagina il domani, governa l’oggi", che si svolge
dall’11 al 13 ottobre alla Fiera di Vicenza.
I lavori, presieduti dal Presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, sono stati aperti dai saluti
del Presidente dell’Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, del Sindaco di Vicenza, Achille Variati, del
Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Il Presidente Anci, Antonio Decaro, ha svolto quindi la relazione.
La cerimonia di apertura si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella che ha, innanzitutto
voluto esprimere "riconoscenza per l’importante occasione di incontro e di confronto" offerta al Paese. E
ancor più, per "l’impegno incessante, quotidiano, talvolta al limite delle forze personali" che i sindaci
profondono "nelle comunità, nei grandi come nei piccoli centri, tra i cittadini che pongono problemi e
chiedono risposte importanti per la loro vita, per l’ esercizio dei propri diritti, per il progredire della
società".
"Gli ottomila Comuni sono il tessuto connettivo della nostra Repubblica – ha continuato Mattarella – dal
più grande al più piccolo hanno tutti la medesima dignità. Rappresentano, nel loro insieme, le differenti
esperienze presenti nel Paese e la vocazione all’unità. Rappresentano la storia, con i tesori e la cultura
prodotti nei territori, e al tempo stesso sono la frontiera dove si affronta la sfida con i tempi nuovi, e
con le innovazioni necessarie per divenire artefici del nostro futuro.
Ciascuno di voi – come è naturale – è espressione di parte politica, quella risultata prevalente nella
competizione democratica. I sindaci, però, amministrano i destini della loro intera comunità e operano
nell’interesse di tutti, non solo di chi li ha votati e dello schieramento politico che li ha proposti. Ciascun
Sindaco è mosso da un rapporto di autentico affetto con il suo Comune, rapporto che matura sempre
più nel corso del suo mandato".
Quindi un passaggio sull’unità:"Naturalmente, la molteplicità delle nostre realtà comunali non è
frammentazione. Se i divari crescessero fino a provocare fratture, l’Italia – e ogni sua regione –
smarrirebbe la propria identità; e la qualità, che tutto il mondo ammira.
E’ una sfida cruciale per i Comuni e per gli amministratori locali, che rappresentano l’istituzione
democratica più prossima alle necessità e alle domande dei nostri concittadini.
Si tratta di un impegno difficile. Da sindaci diventate i volti e le braccia della Repubblica, la quale vive
della partecipazione dei cittadini affinché la comunità nazionale e quelle locali crescano in libertà e
migliorino il nostro modello sociale.
La forza della nostra democrazia sta nella capacità di rispettare la pluralità e di comprendere quando è
in gioco il bene comune che richiede un impegno condiviso. Il senso più profondo delle istituzioni sta
proprio nella coscienza dell’interesse generale, che mai va smarrita nel confronto, a volte aspro, sui
cambiamenti da realizzare".
"Questo appuntamento di Vicenza – continua il Presidente Mattarella – è un’occasione importante per
ribadire le vostre proposte (lavoro al cambiamento climatico, dalla nuova progettazione degli spazi del
vivere a quello della sicurezza) e, per quanto mi riguarda, le tengo ben presenti.
Non entro nel merito di queste proposte, perché il giudizio non compete al Capo dello Stato. Registro
che, in diverse occasioni, i vostri suggerimenti sono stati preziosi, e hanno avuto ancor più forza
quando sono scaturiti da un largo consenso fra voi.
Da poco è stata approvata, con un’ampia maggioranza parlamentare, la legge sui Piccoli Comuni. Un
passo significativo verso uno sviluppo più inclusivo e sostenibile. Le risorse sono ancora esigue, tuttavia
si è avviato un processo che dà valore alla riqualificazione dei centri storici, anche di quelli più piccoli,
che si propone di contrastare lo spopolamento di paesi e borghi, che deve rafforzare i servizi nelle aree
più interne, promuovendo investimenti, turismo, economie locali, colture di qualità, cura dell’ambiente.
E’ un impegno a cui ora occorre, costantemente, tener fede, con il contributo delle Regioni, con la
partecipazione delle forze sociali e imprenditoriali, con una capacità di progettazione che sappia
utilizzare i fondi europei e, al tempo stesso, stimolare la creatività dei giovani. Ai giovani soprattutto va
consegnato il testimone di una rigenerazione e di un rilancio dei Piccoli Comuni: si può contrastare lo
spopolamento se si pensa e si guarda anzitutto ai giovani".
Sul diritto alla mobilità il Presidente guarda alle periferie: "Chi vive nelle aree interne, lontano dalle
grandi arterie delle reti infrastrutturali, spesso in collina o in montagna, o nelle piccole isole, ha diritto
all’accesso a questi canali entro i quali scorre la vita contemporanea, per potersi sentire, giustamente,
cittadino a pieno titolo.
E’ necessario, quindi, un concorde impegno per ridurre le distanze, riguardino esse le opportunità
professionali o i servizi di istruzione e sanitari: vanno rilanciati i servizi pubblici di mobilità sul lato
dell’offerta, senza nascondersi dietro alle carenze di una domanda dirottata altrove.
Accanto a questa direttrice di impegno, va perseguita, con altrettanta fermezza, la strada che porta a
rivitalizzare, rinnovare, sostenere le metropoli italiane; le bellissime città di provincia e i centri d’arte,
che sono mete sempre più ambite e apprezzate del turismo internazionale.
Le città sono snodi sempre più decisivi tanto per la qualità dello sviluppo del Paese quanto per la qualità
della vita dei suoi cittadini".
Quindi uno sguardo sulla competizione internazionale che "si gioca proprio sulla capacità delle città di
offrire un ambiente sempre più all’altezza dei migliori standard, e insieme una forza innovativa, un
contesto di eccellenza con laboratori di ricerca e reti tecnologiche di elevato livello.
Rendere le nostre città più attraenti, più funzionali, più moderne, più ecosostenibili, è un grande
obiettivo strategico del Paese.
La qualità dell’abitare, la disponibilità dei servizi, il miglioramento della mobilità, sono anzitutto servizi
alla persona, ma il loro valore incide sulla sicurezza collettiva, sulla crescita, sulla partecipazione attiva
dei cittadini, sull’educazione dei giovani, sulla tenuta complessiva delle reti di comunità.
Dove l’ambiente è migliore c’è più sicurezza, si diffondono minori timori e diffidenze, si crea più fiducia e
più solidarietà. I Comuni sono particolarmente esposti su questa linea: lo testimoniano i sacrifici della
polizia locale".
Per Mattarella "occorrono programmi mirati, investimenti ben selezionati. Più investimenti di quanto
non abbiano consentito in questi anni i limiti di bilancio a causa di una crisi economico-finanziaria, di
eccezionale gravità e durata, dalla quale siamo finalmente usciti.
Altrettanto importante è passare da una logica di emergenza, di interventi tampone, a una logica di
medio e lungo periodo. Tenendo, naturalmente, conto che le risorse si recuperano anche evitando, a
tutti i livelli, sprechi e migliorando gli standard di efficienza.
In questa impresa, che è comune a tutte le istituzioni del nostro Paese, devono poter convergere risorse
pubbliche ed energie private, finanza locale e fondi europei, mettendo in comune le pratiche migliori e
gli esperimenti riusciti, restituendo dignità e ruolo di raccordo alla funzione pubblica".
"Per costruire il futuro occorre pensarci, e impegnarvisi, fin d’ora – sostiene il Presidente – ridurre le
distanze tra centro e periferia, tra grandi aree urbane e aree interne, tra Nord e Sud, è un grande
obiettivo a cui i sindaci d’Italia possono dare un contributo essenziale".
Sul fronte dell’immigrazione: "Si tratta di fenomeni inediti, di portata globale, che richiedono non di
essere rimossi mentalmente ma di essere governati – come si sta cercando di fare – se si vuole evitare di
esserne travolti nei prossimi anni. Questi fenomeni provocano difficoltà e diffondono timori, di cui
tenere adeguatamente conto. Siamo chiamati ad affrontarli con intelligenza, con umanità, con capacità
di visione, con fermezza nel contrasto delle organizzazioni criminali.
All’Europa, di cui siamo parte, chiediamo di essere all’altezza del proprio ruolo nel mondo, della propria
dignità e della propria cultura. La solidarietà dell’Europa non è solo garanzia di efficacia. E’ anche
garanzia di sicurezza per tutto il Continente.
La solidarietà e l’equa distribuzione delle responsabilità, che noi chiediamo ai nostri partner dell’Unione
europea, dobbiamo farla vivere anche nel nostro Paese.
I Comuni, i vari territori, le Regioni devono essere impegnati ad armonizzare gli interventi, a sostenere,
con il concorso dello Stato, le responsabilità e le opportunità dell’integrazione possibile. Nessuno può
voltare le spalle dicendo ”non mi riguarda” perché nella realtà non è così: gli oneri e le responsabilità
vanno divisi equamente".
Infine, "Il Comune è l’istituzione democratica nella quale più si riconoscono i cittadini. Indebolire i
Comuni, oltre che gravemente rischioso, non sarebbe coerente, proprio perché il cittadino avrebbe la
sensazione di un indebolimento della Repubblica.
Un’autentica semplificazione amministrativa, giuridica, delle procedure può diventare un utile fattore di
rilancio delle politiche locali, oggi talvolta frenato da sovrapposizioni e incertezze nei poteri.
Anche i Comuni, ovviamente, sono chiamati a fare la loro parte. Mettendo insieme servizi dove è
conveniente; realizzando unioni dove questo è condiviso e può migliorare le prestazioni per i cittadini".
Non poteva mancare un passaggio sulle Città metropolitane: "Certo si impone una riflessione sull’attuale articolazione del sistema delle autonomie locali, proprio a partire dalle Città metropolitane e dalle Province. E’ fondamentale che i cittadini avvertano queste istituzioni locali come proprie e non come burocratiche sovrastrutture. E’ necessario che i servizi essenziali abbiano sempre poteri e risorse a cui fare riferimento".
"I Comuni, ieri come oggi, sono radici e sensori della Repubblica. Voi avete la possibilità e anche la
responsabilità – questo l’appello finale di Mattarella – di concorrere a farli diventare questo motore, il volano di una crescita di qualità nuova".
