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Il valore costituzionale dello sport: dialogo con Luca Pancalli

29 Nov 2022 | Approfondimenti e Opinioni, Cultura e Società, Mondo, Politica, Sport

Numerosi argomenti, aspetti, sfaccettature del mondo dello sport sono stati al centro del dialogo che abbiamo avuto con Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico (CIP). Adesso che una nuova tappa è stata raggiunta sulla strada che porta al traguardo dell’inserimento dello sport nella Costituzione, abbiamo voluto affrontare con lui vari temi: dal valore costituzionale dello sport, alla necessità di una sua dimensione europea (intesa come tutela dei minori, inclusione sociale, lotta alle partite truccate, al doping, alla corruzione, alla violenza e al razzismo); dall’accessibilità alla sicurezza; dall’esigenza di aprire le porte delle scuole allo sport, alla libera e uguale partecipazione femminile; dall’urgenza di realizzare i grandi eventi sportivi in direzione del green building e del recupero di centri urbani e periferie, senza sprechi di energie all’analisi delle differenze tra i Paesi dell’Unione Europea e, in Italia, tra Nord e Sud; dagli imminenti mondiali per atleti trapiantati e dializzati alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, passando dai successi del movimento paralimpico italiano a Tokyo alle speranze per il prossimo appuntamento di Parigi.

Luca Pancalli, da una vita nello sport, ha iniziato con il pentathlon moderno, conquistando diversi titoli italiani e un posto in Nazionale Juniores. A Vienna, durante una frazione di gara a cavallo, ha riportato una frattura delle vertebre cervicali, una lesione midollare e la paralisi degli arti inferiori. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, è tornato a gareggiare a livello paralimpico nel nuoto, dove ha conquistato 15 medaglie ai Giochi paralimpici, 10 ai Mondiali e 6 agli Europei. Nel 2000 è stato eletto presidente della Federazione italiana sport disabili (FISD) che, tre anni dopo, con legge dello Stato, grazie ad un suo intenso impegno personale, è diventata il Comitato italiano paralimpico dove è stato confermato leader. In Italia ha ricevuto diverse onorificenze, ma è stimato anche fuori dai confini del Bel Paese. Nel 2011 arriva il Paralympic Order, il più alto riconoscimento attribuito dall’IPC (International Paralympic Committee) alle persone che si sono distinte nel mondo dello sport paralimpico. È stato anche vicepresidente del CONI, commissario straordinario della Federazione italiana giuoco calcio e segretario generale dello European Paralympic Committee. È membro del Governing dell’International Paralympic Committee, primo italiano a ricoprire questo incarico. Nel 2021 è stato confermato alla presidenza del Comitato italiano paralimpico. Nello stesso anno, su iniziativa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Il 14 giugno 2022 la Camera, con 365 voti favorevoli, 2 contrari e 14 astenuti, ha approvato il testo di modifica dell’art. 33 della Costituzione in materia di attività sportiva e già approvato il 23 marzo, in prima deliberazione, dal Senato. Siamo partiti da qui, in questo lungo viaggio, per declinare il diritto allo sport che inizia con l’affidamento esplicito alla Repubblica del compito di promuovere e diffondere l’attività sportiva quale essenziale strumento formativo e di crescita individuale. L’idea di inserire lo sport all’interno della nostra Carta costituzionale aveva fatto capolino nel 2009 con la proposta di legge dell’on. Manuela Di Centa, già sciatrice di fondo, alle spalle cinque edizioni dei Giochi olimpici invernali con sei medaglie conquistate. Successivamente, nel 2013, venne presentata una nuova proposta di legge dall’attuale sottosegretario, con delega allo sport, Valentina Vezzali, ex schermitrice, grande protagonista del fioretto internazionale, pluridecorata ai Giochi olimpici ad Atlanta, Sydney, Atene, Pechino e Londra. Attualmente, nella Costituzione italiana l’unico riferimento allo sport è presente all’art. 117 che inserisce l’ordinamento sportivo tra le materie di legislazione concorrente. La legge più importante del Paese, quella che stabilisce ciò che ciascuno di noi può essere, non annovera alcun riferimento specifico all’attività sportiva o allo sport in generale.

Presidente, è in corso il percorso di approvazione della riforma per l’inserimento dello sport in Costituzione. Il testo del disegno di legge costituzionale prevede un solo articolo che va a modificare l’art. 33 della Carta costituzionale con l’aggiunta del seguente comma: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme». Come tutte le proposte di riforma costituzionale, l’iter prevede una doppia lettura e quindi il testo, dopo le prime due approvazioni, ritornerà alla Camera e poi ancora al Senato, per la seconda lettura e votazione. Pensa che nonostante la crisi di governo e le nuove elezioni alle porte lo sport riuscirà ad unire ancora la politica alla Camera ed al Senato?

Ne sono assolutamente certo perché il dibattito che si è innescato e che ha portato all’approvazione della modifica della nostra Costituzione ha dimostrato come ci sia una totale convergenza da parte delle forze politiche in campo sull’importanza della valenza dello sport sotto il profilo educativo, sociale e del benessere psicofisico. Quindi ritengo che lo sport riuscirà ancora una volta ad unire la politica. Inserire lo sport in questa declinazione molto ampia significa finalmente attribuirgli la capacità di essere strumento politico per intervenire sulla vita dei cittadini e per metterli nelle condizioni di costruire quei percorsi di benessere che sono fondamentali all’interno di un sistema, molto più ampio, socio-sanitario e di welfare. Una sola critica. Avrei aggiunto, tra i valori dello sport, quello culturale. Secondo me è una grave carenza perché lo sport aiuta anche a produrre cultura. Si pensi al tema che è stato innescato, grazie anche allo sport, sullo ius soli piuttosto che sullo ius scholae. Oggi è evidente, molti atleti che vestono la maglia azzurra hanno storie di provenienza molto diverse rispetto al passato. Quindi lo sport è un forte strumento di identità culturale.

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