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Coronavirus, Conte firma DPCM: stop a bar, ristoranti, palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri. Gli interventi di Franceschini, Bray e Landini

25 Ott 2020 | Politica

Conferenza stampa del premier alle 13.30

Secondo quanto si apprende dall’Ansa, il premier Giuseppe Conte ha firmato nel corso della notte il nuovo Dpcm con le misure restrittive anti-Covid, tra le quali la chiusura alle ore 18 di tutti i ristoranti, bar e gelaterie.

Il governo starebbe cercando di accelerare le misure di ristoro da 1,5-2 miliardi per le categorie messe più in difficoltà. Un Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato nelle prossime ore. Il Dpcm sarà in vigore da domani al 24 novembre.

Alle 13:30, sempre secondo quanto si apprende dall’Ansa, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare le nuove misure del Dpcm.

Ieri pomeriggio, il ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato il Comitato tecnico scientifico, una riunione con gli esperti necessaria per analizzare le possibili nuove misure per frenare la crescita dei contagi.

Stabile, infatti, l’aumento dei contagi da Covid in Italia: secondo il bollettino diramato dal ministero della salute sono 19.644 i nuovi casi individuati nelle ultime 24 ore, a fronte di 177.669 tamponi effettuati, circa 4.300 meno di ieri.

Intanto, così si esprime su twitter il Ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini:​ “Un dolore la chiusura di teatri e cinema. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura”.

Proprio ieri, il Ministro Franceschini aveva annunciato “Ulteriori 5 milioni di euro vengono destinati agli operatori dello spettacolo viaggiante, portando a 10 milioni di euro il totale delle risorse disponibili per sostenere questa categoria che, come visto nella manifestazione nazionale di Piazza del Popolo a Roma di giovedì, è in grande sofferenza”. Lo aveva dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo al momento della firma del decreto che destina altri 5 milioni di euro del fondo emergenza spettacolo e cinema, istituito con il decreto legge Cura Italia, al ristoro degli operatori dello spettacolo viaggiante. Tali risorse si vanno ad aggiungere ai 5 milioni di euro, provenienti dal medesimo fondo, già stanziati con il decreto dello scorso 28 aprile.

In questa delicatissima fase, interviene anche il direttore dell’Enciclopedia Italiana Treccani che, dalle pagine dell’Atlante Treccani, scrive: “È in questi momenti così difficili che una classe dirigente responsabile deve mostrare la sua capacità di assumere decisioni e di essere punto di riferimento per tutti i cittadini. Non è il momento di ‘individuare’ i colpevoli della situazione in cui viviamo a causa della seconda ondata della pandemia da Covid-19. Avremmo potuto cogliere questa occasione per capire che la politica di ‘prevenzione’ dovrà essere al centro della buona politica dei prossimi anni (nella sanità come nella tutela del paesaggio) e speriamo che ciò che sta accadendo serva per orientare le scelte del prossimo futuro”.

L’ex ministro dei beni culturali del Governo Letta sostiene che “Occorre anzitutto utilizzare un linguaggio che spinga tutti noi cittadini a condividere e mostrare un convinto senso di responsabilità in ogni nostro comportamento. Evitando di usare parole che possano evocare, anche solo metaforicamente, scenari bellici: nemico invisibile, siamo in trincea, combattiamo la guerra più pericolosa -, ma scegliendo, invece, parole che invitino a ricostituire quel senso di comunità e solidarietà che avevamo tutti apprezzato nella prima fase di chiusura totale”.

Responsabilitàconsapevolezzasolidarietàrispettocomunità” sono le parole che per Massimo Bray vale la pena di ripetere e riempire di significato che, tra le scelte prioritarie, indica la scuola e la tutela del lavoro, visto che “i numeri prospettici sulle possibili conseguenze sull’occupazione sono preoccupanti”.

E sul fronte lavoro, è molto preoccupato il Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini che, intervistato su Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “Conte ci deve convocare e dare una risposta su blocco licenziamenti, legge di Bilancio e fondi europei, altrimenti ci mobiliteremo”. “Ora è il momento di un piano straordinario per il lavoro, non di licenziare”.

di Francesco Alì

Portavoce di “Quello che non ho”, associazione per i diritti e la democrazia, è autore per l'Atlante geopolitico dell'Enciclopedia Treccani. Ha realizzato “Quello che non ho”, primo diario scolastico per i diritti e ha fondato l’omonimo giornale on-line

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