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Addio a Raffaella Carrà. Il lungo tributo all’artista da Mattarella a Treccani, da Draghi ad Arbore, Baglioni e Del Piero

7 Lug 2021 | Mondo

È scomparsa all’età di 78 anni Raffaella Carrà, l’amatissima showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva.

Prima dell’avvio della semifinale degli Europei, Italia-Spagna, nel mitico stadio Wembley di Londra ha risuonato la sua “A Far l’amore comincia tu” che ha fatto da colonna sonora al riscaldamento degli azzurri, poi vincitori sugli spagnoli. I funerali venerdì 9 luglio alle 12 nella Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli. Mentre comincia ufficialmente mercoledì con un corteo funebre l’estremo saluto di Raffaella Carrà, scomparsa a causa di una malattia sconosciuta per suo volere al grande pubblico e nota solo ai suoi cari.

“Il programma del corteo – si legge in una nota di Rai News – prevede la partenza dalla sua abitazione di Via Nemea 21, un minuto di sosta per il pubblico, poi il saluto a Raffaella nei luoghi che l’hanno vista protagonista: – Auditorium RAI del Foro Italico (largo Lauro de Bosis) – RAI di Via Teulada 66 – Teatro delle Vittorie – RAI di Viale Mazzini 14 – Campidoglio (Sala Protomoteca). L’apertura della camera ardente sarà alle ore 18.00 e si protrarrà fino a mezzanotte. L’ingresso sarà dalla Cordonata e poi, attraverso Piazza del Campidoglio e la scalinata del Vignola, accesso alla Sala Protomoteca. Giovedi  8 luglio la camera ardente sarà aperta dalle ore 08.00 alle 12.00 e poi dalle ore 18.00 a mezzanotte. Venerdi  9 alle ore 12 l’ultimo saluto”.

“Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”. Con queste parole Sergio Japino, il suo ex compagno, aveva dato il triste annuncio. Nel suo comunicato diffuso dalle agenzie le prime notizie ufficiali: “Raffaella Carrà si è spenta alle ore 16.20 di oggi, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia. Una forza inarrestabile la sua, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei. Donna fuori dal comune eppure dotata di spiazzante semplicità, non aveva avuto figli ma di figli – diceva sempre lei – ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad “Amore”, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore”.

“Nelle sue ultime disposizioni  – si legge infine nella nota – Raffaella ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Nell’ora più triste, sempre unica e inimitabile, come la sua travolgente risata. Ed è così che noi tutti vogliamo ricordarla. Ciao Raffaella”. 

Mattarella: “Raffaella Carrà ha trasmesso un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo”. Draghi: “Con il suo talento ha portato il nome dell’Italia nel mondo”

Il dolore per la scomparsa di Raffaella accomuna tutti. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è «Profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un’artista popolare, amata e apprezzata da diverse e numerose generazioni di telespettatori in Italia e all’estero. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso – con la sua bravura e la sua simpatia – un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo».

E anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha appreso con profonda tristezza della sua scomparsa: “Con il suo talento e la sua professionalità ha avuto un ruolo decisivo nel diffondere la cultura dello spettacolo in Italia. La sua risata e la sua generosità hanno accompagnato generazioni di italiani e portato il nome dell’Italia nel mondo. Agli amici e ai nipoti vanno le più sentite condoglianze di tutto il Governo.

Anche il mondo della cultura è in prima linea nel riconoscere la sua grandezza.

L’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani, guidato dall’ex Ministro ai beni culturali Massimo Bray, sottolinea anche la sua capacità di determinare dei mutamenti sul piano linguistico: “Il segno che ha lasciato sulla cultura nazional-popolare del nostro paese non è testimoniato solo dall’entusiasmo con cui generazioni diverse hanno cantato e ballato “Tanti auguri”, “Rumore” o “A far l’amore comincia tu”, ma anche, sul piano linguistico, dalla duratura fortuna del neologismo “carrambata” per indicare un incontro inatteso con una persona con cui si erano persi i contatti. Il sostantivo, scherzoso ma efficace, era nato a seguito del grande successo della trasmissione televisiva “Carràmba che sorpresa”, condotta appunto da Raffaella Carrà nella seconda metà degli anni Novanta, durante la quale si assisteva tipicamente al ricongiungimento tra parenti e amici dopo decenni di distanza”.

“Con la scomparsa di Raffaella Carrà se ne va la Signora della televisione italiana. Una donna di grande talento, passione e umanità che ci ha accompagnato per tutta la vita. Addio Raffaella”. Così il Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Durante la sua lunga carriera Raffaella Carrà è diventata un’icona della musica e della televisione italiana, riscontrando grandi consensi anche all’estero, soprattutto in Spagna. Il quotidiano El Paìs ricorda la sua ultima intervista, nell’ottobre del 2020: “Raffaella non pensava alla pensione, non le piaceva questa parola, ma diceva di essere felice per tutto quello che ha fatto”.

Il giornalista Carlo Massarini ricorda “L’intervista al David Letterman Show dell’86” e spiega come questa dica molto di Raffaella Carrà: “la disinvoltura, l’inglese perfetto, lo humour, la capacità di stare a suo agio in una poltrona non facile, di stare allo scherzo, a volta anche di prendere in mano la situazione, come all’inizio, in cui ‘chiede’ di non essere paragonata come conduttrice a un uomo, come Ed Sullivan o Johnny Carson, ma a due donne, Barbara Walters e Ann Margret. Paragone forse un pò assurdo, ma bello che voglia sottolineare che è ‘a girl’, o meglio ‘a woman’ anche se senza presunzione sottolinea che è ‘only Raffaella Carrà’. Gentile, genuina, buona di cuore, spiritosa, brava, poliglotta.  Se ne è andata una gran donna”.  Mentre Vauro affida alla sua matita il ricordo e il saluto.

Silvio Berlusconi sottolinea: “Raffaella Carrà è stata uno dei simboli della televisione italiana, forse il personaggio più amato. Con i suoi programmi ha saputo parlare a generazioni molto diverse, avendo la capacità di rimanere sempre al passo coi tempi e senza mai scadere in volgarità. Mancherà a milioni di telespettatori che l’hanno amata per il suo stile e a tutti quelli che – come me – hanno avuto l’opportunità di conoscerla e di lavorarci assieme. Io le ho voluto molto bene”.

Ovviamente sono tante le attestazioni di stima e i messaggi di dolore che arrivano dal suo mondo dello spettacolo. A cominciare da Pippo Baudo, estremamente commosso, che ricorda: “Aveva studiato ballo, era diventata anche una grande ballerina. Quando fece coppia con Mina, c’era un’asimmetria notevole tra le due, perché Mina è più alta di lei, eppure lei annullava questa asimmetria. E poi, è una delle poche soubrette italiane, forse l’unica, che ha avuto successo nei paesi ispanici”.

E poi Renzo Arbore: “Siamo addoloratissimi, era un simbolo, il simbolo della bella televisione. Di quella che era la più bella televisione del mondo, quella della Rai. Con lei su chiude il sipario su quel tipo di bella televisione educativa, istruttiva, elegante, allegra, semplice ma musicale. Gli storici credo che con Raffaella parleranno della fine di quella che è stata la bella epoque della televisione”.

Mentre, Milly Carlucci rivede “Con emozione Carramba che sorpresa” e propone “Sarebbe bello intitolare l’Auditorium Rai del Foro Italico alla grande raffaella carrà”.

Fabio Fazio, dalle pagine della Stampa, la saluta così “Ciao mia regina del sabato sera, sei stata una magnifica parte della vita di tutti noi. Raffaella Carrà era il sabato sera. Era la serata più importante della settimana: l’evento. Non si poteva perdere nemmeno un secondo a cominciare dalla sigla. Ci si presentava puntuali davanti al televisore come se si fosse trattato di una prima teatrale. Era elegante Raffaella: era elegante quella televisione che costruiva l’estetica di un Paese ingenuo ma pieno di dignità. Raffaella Carrà era la sintesi di tutto ciò. La sua intelligenza e il suo anticonformismo preparavano il futuro. I testi di quelle indimenticabili sigle apparentemente innocenti parlavano di diritti e di libertà. La sua ironia serviva a mediare forma e contenuto. Raffaella, pur essendo la sola grande diva della Tv italiana, era una donna semplice, allegra e felice. Solare.  Un talento straordinario e una professionista unica. Con lei ho debuttato il 10 ottobre del 1983 in quello che sarebbe diventato un programma cult della Tv italiana. Ancora una volta enormemente innovativo: Pronto Raffaella. Non potrò mai dimenticare la prima volta che l’ho vista. Era come vedere la televisione tutta in una volta. Una apparizione. 

“Siamo senza parole. Questa volta la sorpresa ce l’hai fatta tu. Ciao Raffaella”. Così Claudio Baglioni dalla sua pagina ufficiale Facebook.

E “Non riesce a trovare le parole” su Twitter neanche la cantante Patty Pravo. Mentre Gianni Morandi manifesta “dolore e incredulità” dalla pagina di Instagram,  pubblicando un video di “Il mio canto libero” in cui lui e Raffaella cantano insieme il grande successo di Lucio Battisti.

“Che tristezza. Sono rimasta incredula. Credo che nessuno se l’aspettasse. Buon viaggio all’ICONA per antonomasia della TV e dello spettacolo. Sentite condoglianze ai suoi cari e a tutt* quell* che da oggi restano orfan* della loro REGINA”. Così Loredana Bertè dalla sua pagina Facebook, una delle prime ad esprimere il suo dolore e l’ammirazione per la donna simbolo di tutti i colori dell’arcobaleno.

Zucchero nel saluto e nel ricordo si affida ad un messaggio internazionale: “Ciao Raffaella, icona libera, brava e bella. Ciao Rafaella, icon of freedom, talent and beauty. Lots of love”. E Vasco Rossi parla della “Più bella e più brava di sempre”.

“Hai dato sempre tutto di te con l’onestà di una meravigliosa artista e una meravigliosa persona”, questo il saluto a “Raffa nostra” da parte di Giorgia.

Anche dal calcio arrivano riconoscimenti e ricordi. Dalle note che risuonano allo stadio di Londra prima della semifinale Italia-Spagna alle parole di Alex De Piero: “Un mito irraggiungibile che rimarrà per sempre nei nostri cuori. Attrice, cantante, ballerina, presentatrice con il tuo modo elegante di intrattenere il pubblico ci hai fatto divertite per anni in tv. Con te abbiamo sognato, cantato e ballato. In Italia e nel mondo. E non dimenticherò mai quella sera a “Carramba” quando mi hai insegnato il “Tuca Tuca”. Con la tua energia, la tua vivace intelligenza nel saper mettermi a mio agio nel tuo mondo”.

Immagine di copertina da pagina Facebook di Alessandro Del Piero

di Francesco Alì

Portavoce di “Quello che non ho”, associazione per i diritti e la democrazia, è autore per l'Atlante geopolitico dell'Enciclopedia Treccani. Ha realizzato “Quello che non ho”, primo diario scolastico per i diritti e ha fondato l’omonimo giornale on-line

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