Già Senior Advisor per l’Innovazione del Dipartimento di Stato americano con Hillary Clinton e consigliere tecnologico della campagna di Barack Obama, l’esperto di politiche tecnologiche presenta a Palazzo San Giorgio la sua nuova opera
La storia familiare (e personale) di Alec Ross è già un “sogno” e ben lo riassume l’agenzia Ansa: “I bisnonni emigrarono da Campo di Giove e Cansano, piccoli centri della provincia dell’Aquila, verso gli Stati Uniti in condizioni di estrema povertà. Da quel viaggio nasce un filo generazionale che lo porta, decenni dopo, fino a Washington e alla Casa Bianca”.
Alec Ross è esperto di politiche tecnologiche e il 4 giugno alle ore 16,30, nella sala consiliare Battaglia di Palazzo San Giorgio, sarà il protagonista della rassegna “Consonanze”, in dialogo (d’autore) con Francesco Cicione, Presidente di Entopan e ideatore del paradigma dell’Innovazione Armonica. Modera Demetrio Naccari Carlizzi. Sarà questa l’occasione per la presentazione del suo nuovo volume: THE ITALIAN DREAM. RIPRENDERSI IL FUTURO (Feltrinelli, 2026).
Tre gli appuntamenti tra Calabria e Sicilia – dal 3 al 5 giugno – aperti al pubblico, nell’ambito di Consonanze – Dialoghi d’Autore, la rassegna culturale promossa da Entopan e Feltrinelli, in partnership con Harmonic Innovation Group, che toccheranno – oltre a Reggio Calabria – Caraffa di Catanzaro e Catania, per un confronto che attraversa i grandi nodi del nostro tempo: innovazione e comunità, tecnologia e umanesimo, il futuro dell’Italia e del Mezzogiorno.
L’opera ha già conquistato le prime pagine dei quotidiani nazionali: un editoriale sul Corriere della Sera firmato da Walter Veltroni lo ha indicato come una pietra miliare da cui far ripartire una seria riflessione su come costruire – davvero – il futuro dell’Italia.
La premessa del libro di Alec Ross è semplice. Molto più complessa l’analisi: perché il nostro Paese, traboccante di genio, bellezza, “cervelli” e voglia di fare, non riesce a decollare e resta impantanato nelle sabbie immobili di un domani che sembra non arrivare mai?
“Gli Stati Uniti – scrive l’autore nel descrivere l’opera – hanno l’American Dream. La Cina, l’India, persino la Francia hanno saputo raccontare una visione del proprio futuro che mobilita energie, ambizioni, aspettative collettive. L’Italia no. Eppure il nostro è un Paese ammirato, desiderato, invidiato: per la sua cultura, per la sua arte, per la qualità della vita, per quel talento tutto italiano nel tenere insieme bellezza, gusto e profondità. Ma la domanda resta: perché una nazione così amata fuori dai suoi confini fatica a immaginarsi nel futuro?”.

Ed ecco che “The Italian Dream” diventa “un viaggio alla ricerca di una risposta. E una proposta”.
Alec Ross, americano con radici italiane, “dopo una lunga carriera ai più alti livelli dell’amministrazione pubblica statunitense ha scelto, per una parte dell’anno, di vivere e insegnare in Italia. Uno sguardo straniero e insieme familiare, capace di vedere l’Italia con la giusta distanza dell’outsider e l’empatia di chi si sente, in parte, a casa”.
“Il libro – si legge sul sito Feltrinelli – si muove su un doppio binario: da un lato il racconto personale – viaggi, incontri, lezioni, esperienze – e dall’altro un’analisi ampia dei nodi culturali, economici e sociali che bloccano l’Italia: la sfiducia, la paura del rischio, la nostalgia per il passato. Otto coppie di opposti (Giovane e Vecchio, Innovazione e Tradizione, Fiducia e Sfiducia, Ottimismo e Pessimismo…) diventano gli assi attorno a cui costruire una riflessione profonda ma accessibile, mai accademica, piena di energia civile. Ross non idealizza l’Italia, ma nemmeno la condanna: la interroga, la provoca e infine le parla”.
La presentazione del volume The Italian Dream a Palazzo San Giorgio il 4 giugno sarà una occasione preziosa per confrontarsi su temi non più rinviabili e delegabili, in questo tempo nel quale la fiducia ha lasciato il passo a un biglietto di sola andata, per i nostri giovani, verso realtà che hanno invece compreso l’importanza di responsabilizzare e gratificare le nostre menti migliori.
Alec Ross invita, allora, a “recuperare il gusto della visione, a tornare a sognare in grande, a credere che un’Italia diversa sia non solo desiderabile, ma possibile”.
Come? Lo dice chiaramente: “L’Italia è già un sogno. Ma non ha ancora imparato a costruire il proprio futuro. Per riprenderselo, deve smettere di scegliere tra sogno e realtà e iniziare a usarli insieme”.

“A differenza dei miei due libri precedenti, scritti per un pubblico globale e tradotti in 24 lingue, questo libro è scritto per l’Italia e gli italiani, e parla dell’Italia e degli italiani – il post di Ross su Linkedin nell’annunciare la pubblicazione – ho scritto questo libro perché credo che l’Italia stia attraversando una fase decisiva. Per troppo tempo, troppo del dibattito sul futuro dell’Italia è rimasto intrappolato tra la romanticizzazione del passato e la rassegnazione verso il futuro. Io rifiuto entrambe.
Non credo che i problemi dell’Italia siano semplici, né che possano essere risolti attraverso nostalgia, cinismo o imitazione”.
“The Italian Dream – continua Ross – nasce dalla convinzione che l’Italia possa riprendersi il futuro costruendo un modello di rinnovamento radicato non nell’imitazione dell’America o di qualsiasi altro Paese, ma nei propri punti di forza: creatività, comunità, artigianalità, know-how industriale, bellezza, qualità della vita e un rinnovato senso di fiducia collettiva”.
E sgombra il campo in anticipo: “Questo non è principalmente un libro sulla sinistra contro la destra. È un libro sulle tensioni più profonde che l’Italia deve saper attraversare se i prossimi 30 anni saranno più forti degli ultimi 30, come innovazione e tradizione, giovani e anziani, apprendimento e superficialità, ottimismo e pessimismo, breve termine e lungo termine, unità e divisione”.
“Ho scritto questo libro in Italia, vivendo tra Bologna e gli Stati Uniti, parlando con imprenditori, artisti, lavoratori, studenti, educatori, scienziati, leader politici e cittadini in tutto il Paese”.
La speranza dell’autore? “Che contribuisca, anche solo in piccola parte, a una conversazione più ambiziosa e fiduciosa sull’Italia e sul suo futuro”.
L’appuntamento è a Reggio Calabria il 4 giugno alle 16,30 a Palazzo San Giorgio. Per un dialogo che apra nuove prospettive, da una città che, di prospettive, ha più che mai bisogno.
ll dialogo tra Alec Ross e Francesco Cicione si svilupperà a partire dai temi del libro: il filo conduttore sarà la grande responsabilità a cui l’umanità è chiamata nell’affrontare il salto tecnologico e nell’acquisire la capacità di discernimento tra ciò che genera opportunità e futuro buono, e ciò che genera rischio e distopia.
Al centro del confronto, una tensione generativa tra due concezioni di innovazione e progresso. Da un lato Ross, con la sua visione progressista americana che guarda a individuo, merito, mercato, innovazione come motori del cambiamento; dall’altro Cicione, che di quella visione accoglie la spinta intrecciandola però fortemente e senza compromessi e con prioritaria rilevanza su tutto agli elementi di comunità, cultura e antropocentrismo etico. The Italian Dream diventa così il terreno comune su cui le due prospettive si incontrano, si confrontano e cercano una sintesi possibile.
“Alec Ross – sono le parole di Francesco Cicione – è uno dei pensatori che meglio sanno leggere il rapporto tra innovazione, persone e territori. Ci accomunano molte idee, pur nella peculiarità delle diverse esperienze e delle prospettive. Sono davvero molto felice e grato che il nostro dialogo avvii il ciclo di presentazioni pubbliche del suo nuovo libro, dopo l’anteprima alla BBS. The Italian Dream è un libro generoso e necessario, che parla all’Italia con la libertà di chi la osserva da una prospettiva inedita e la passione di chi ne condivide le radici. Le sue analisi incrociano in maniera fertile i temi dell’innovazione armonica. Sono certo che da questo dialogo, come è già successo in passato, scaturiranno prospettive inedite e importanti sulle risposte di cui il nostro tempo ha bisogno”.
“Sono estremamente contento di questa occasione – le parole di Alec Ross in vista dei tre appuntamenti – offertami da Francesco e dalla rassegna Consonanze. Portare il dibattito sull’innovazione al Sud è un dovere, perché la contrapposizione tra Sud e innovazione, al netto di una narrazione distorta, non esiste né è mai esistita. È importante riconoscere le competenze dei tanti gruppi di lavoro d’eccellenza che già alimentano il cambiamento, e infondere ancora più energia, progettualità e speranza a chi – come Entopan e Harmonic Innovation Group – sta disegnando una terza via europea all’innovazione partendo proprio dal Sud Italia”.
Calendario degli incontri
- Mercoledì 3 giugno 2026 – ore 18.30 | Entopan, Caraffa di Catanzaro (CZ)
Evento aperto al pubblico. Alec Ross dialoga con Francesco Cicione. Modera Antonio Viscomi - Giovedì 4 giugno 2026 – ore 16.30 | Sala Consiliare “Pietro Battaglia” – Palazzo San Giorgio, Reggio Calabria
Evento aperto al pubblico. Alec Ross dialoga con Francesco Cicione. Modera Demetrio Naccari Carlizzi - Venerdì 5 giugno 2026 – ore 11.00 | Aula Magna del Palazzo Centrale – Università di Catania
Alec Ross dialoga con Francesco Cicione. Con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Enrico Foti. Moderano Santina Giannone e Raffaele del Monaco
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- Alec Ross è autore di bestseller e Distinguished Professor presso la business school della Bologna Business School. Il suo libro più recente, The Italian Dream: Riprendersi il Futuro, si muove su un doppio binario: da un lato il racconto personale – viaggi, incontri, lezioni, esperienze – e dall’altro un’analisi ampia dei nodi culturali, economici e sociali che bloccano l’Italia: la sfiducia, la paura del rischio, la nostalgia per il passato. Otto coppie di dualism (tra cui Giovane e Vecchio, Innovazione e Tradizione, Fiducia e Sfiducia, Ottimismo e Pessimismo) diventano gli assi attorno a cui costruire una riflessione profonda ma accessibile, mai accademica, piena di energia civile. Ross non idealizza l’Italia, ma nemmeno la condanna: la interroga, la provoca e infine le parla.
- È anche l’autore di I Furiosi Anni Venti e Il Nostro Futuro. I suoi libri sono stati tradotti in 24 lingue e sono diventati bestseller in 5 continenti.
- È Board Partner presso Collective Global, una società globale di venture capital, e siede nei consigli di amministrazione di aziende nei settori della tecnologia, della manifattura, dei media, dell’educazione, del beverage, della salute e della cybersecurity.
- Ha ricoperto il ruolo di Distinguished Senior Fellow presso la Johns Hopkins University e di Senior Fellow presso la Columbia University School of International & Public Affairs. I suoi scritti sono apparsi in pubblicazioni come The Wall Street Journal e Foreign Policy. I suoi articoli accademici sono stati pubblicati come copertine su riviste come SAIS Review of International Affairs e NATO Review.
- Durante l’amministrazione Obama, ha ricoperto il ruolo di Consigliere per l’Innovazione del Segretario di Stato, un incarico creato appositamente per lui al fine di modernizzare la pratica della diplomazia e portare soluzioni innovative per promuovere gli interessi di politica estera degli Stati Uniti.
- Alec ha svolto il ruolo di Coordinatore per il Comitato di Politica Tecnologica e dei Media nella campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008 e ha fatto parte del team di transizione presidenziale Obama-Biden.
Tra i riconoscimenti ricevuti, figurano:
- Premio Distinguished Honor del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
- Premio Internet & Society dell’Università di Oxford
- Top 100 Global Thinkers di Foreign Policy Magazine
- Premio Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori, “per il suo impegno sulla frontiera del cambiamento, il suo sguardo verso il futuro e il suo passo nella realtà di un mondo che, per cambiare, non può tradire la fiducia dei consumatori”.



