Annuncio pubblicitario

Dopo 27 anni, la ricerca giapponese sui Bronzi di Riace rischia lo stop per 8000 euro

11 Giu 2022 | Cultura e Società

L’appello del prof Hada e la campagna di crowdfunding

Ottomila euro: tanto basterebbe per consentire al prof Hada Koichi, impegnato da 27 anni nelle ricerche sui Bronzi di Riace, di portare a compimento i suoi studi, il suo libro, e di poter presentare le indagini di una intera vita in riva allo Stretto, durante il convegno sulla bronzistica antica – al quale è invitato – e che si terrà a settembre a Reggio Calabria, per il cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Guerrieri.

Senza questi fondi, la ricerca del prof Hada dovrà fermarsi e il contributo scientifico del ricercatore giapponese mancherà all’appello nella ricorrenza tanto annunciata. Un peccato, visto che il bisogno più impellente, intorno a queste statue, è certamente la conoscenza, più che un feticistico, a tratti scomposto, esibizionismo.

Si racconta in breve questa storia dai risvolti amari, addolcita solo dalla lodevole tenacia di questo ricercatore quasi settantenne che, dall’altra parte del pianeta, non si dà per vinto e lancia una campagna di crowdfunding per giocarsi l’ultima carta possibile.

E pensare che quando il prof Hada arrivò con la sua nutrita équipe in città, nel laboratorio di restauro allestito per le statue di Riace, al Consiglio regionale, l’eco di questa attenzione scientifica dal Giappone intorno ai bronzi magnogreci aveva conquistato anche l’attenzione nazionale.

Ovunque si parlava degli studi del Giappone sugli amati guerrieri di Riace.

Ingoiando la delusione di non poter più avere accesso ai fondi che fino a ora lo hanno sostenuto nel proprio Paese – semplicemente perché è andato in pensione dall’università nella quale svolgeva l’attività di ricercatore – Hada non si è dato comunque per vinto.

Ed eccoci alla raccolta dei fondi.

Il prof Hada (primo da sinistra) con l’équipe e il restauratore dei Bronzi, Nuccio Schepis

La ricerca è delle più interessanti, tanto da essere già stata presentata al Museo di Reggio e all’Università di Messina in diverse occasioni: a partire da una acuta, costante e appassionata osservazione, il prof Hada ha delineato le proprie teorie sulla tecnica di fusione usata dagli artisti del V sec. a. C. e sui minuti dettagli relativi all’assemblaggio delle più piccole porzioni di quei corpi bronzei, tanto incantevoli quanto misteriosi, capolavori di austera e solenne bellezza.

Una ricerca arrivata a studiare le terre di fusione delle statue – e lo sterco animale con il quale erano state impastate per risalire alla terra di origine degli artisti – e che ha portato l’équipe sino alle antiche fonderie tibetane per mettere a confronto la tecnica di fusione delle statue dei Buddha con quella utilizzata per i Bronzi di Riace.

Studi a dir poco affascinanti che la pandemia ha frenato, a causa dell’impossibilità di viaggiare.

E che la penuria di finanziamenti ha finito per affaticare, rischiando di fermarli definitivamente.

Ed ecco che il prof Hada, 68 anni, si affida a una piattaforma per conquistare almeno una parte degli obiettivi cui lavora praticamente da una vita.

Avviata da qualche giorno, la raccolta di fondi andrà avanti fino al 14 luglio ed è importante che si raggiunga l’obiettivo perché queste ricerche possano finalmente giungere a compimento.

L’indirizzo della piattaforma che offre tutte le informazioni e la possibilità di contribuire è https://readyfor.jp/projects/greekbronze.

Obiettivo decisamente non impossibile, si diceva: circa ottomila euro (un milione di yen) potrebbero consentire al ricercatore di portare a termine i propri di studi e di affrontare senza angosce il viaggio per presentarle, a settembre, a Reggio Calabria.

Le donazioni partono da circa 35 euro: ecco perché anche un piccolo contributo può essere essenziale per raggiungere l’obiettivo.

La parola al prof Hada

“Sono Koichi Hada, un ricercatore specializzato in arte antica occidentale – si racconta il professore per spiegare le ragioni della campagna – e negli ultimi 40 anni ho perseguito con i miei studi i seguenti tre temi principali: scultura in bronzo dell’antica Grecia, pittura greca antica ed Ekphrasis (descrizione di opere d’arte per iscritto), antica arte celtica”.

Ed ecco il racconto del prof Hada Koichi su questo intenso legame tra il Giappone e i Bronzi di Riace

“Ho visto per la prima volta i Bronzi di Riace nel 1995 – scrive – ho visitato il Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, giungendovi in ​​treno da Roma con Paolo Moreno dell’Università di Roma Tre, che all’epoca era il mio maestro. Da allora, in 27 anni, ho esaminato un totale di circa 60 bronzi greci in situ, ma i Bronzi di Riace sono sempre rimasti al centro della mia ricerca: la mia tesi di dottorato di ricerca”La grande scultura in bronzo nel mondo mediterraneo antico”(2003), il mio libro “La scultura greca antica in bronzo: dati di base ed evidenze” (2008), e la mia successiva esplorazione e riproduzione delle tecniche di costruzione di bronzi greci antichi (2009-2019 ), la presentazione di relazioni e articoli sui risultati in Giappone (2010, 2011, 2013, 2015) e in Italia (2016, 2018), e cinque articoli in italiano (2021)”.

“In qualità di membro del comitato scientifico – fa sapere Hada – mi dovrei recare anche a Messina per le mie ricerche e l’auspicabile completamento della ricerca”.

Perché la raccolta fondi? “Molto semplicemente – racconta il ricercatore – per l’esaurimento dei fondi per la ricerca: negli otto anni dal 2011 al 2018, abbiamo ricevuto tre sovvenzioni per la ricerca scientifica dalla Japan Society for the Promotion of Science (JSPS). Le ricevetti io, in qualità di ricercatore principale, e abbiamo compiuto progressi significativi nelle nostre ricerche sulla Scultura greca antica in bronzo (2011-2013, 2016-2018, due progetti per un totale di circa 27 milioni di yen) ed Ekphrasis della pittura greca e romana antica (2012-2015, circa 3 milioni di yen)”.

“In seguito, però – continua l’accademico –  ho perso la mia qualifica di ricercatore scientifico, presso l’Università Nazionale di Belle Arti e Musica di Tokyo. La domanda per la sovvenzione è stata continuamente respinta e ho, infine, rinunciato. Anche richieste di sovvenzioni private sono state respinte molte volte. Perciò la scelta di affidarsi al crowdfunding”.

“Per me – è l’appello di Hada – che ora ho 68 anni, i prossimi anni saranno la fase finale e conclusiva dei miei 40 anni di ricerca”. “È amareggiante che la mia ricerca, acclamata a livello internazionale, sia largamente ignorata in Giappone – confessa Hada nel chiedere un sostegno – ma continuerò, fino alla mia scomparsa, a pubblicare i risultati dei miei studi sul mio sito web e nei miei articoli e libri”.

La pubblicazione delle ricerche sul web per la massima diffusione e i doni ai sostenitori

L’idea di fondo è concludere le ricerche e renderle pubbliche, attraverso il sito internet, per poterle far viaggiare velocemente sul binario veloce e aperto del web.

Da ricordare che i lavori più rappresentativi del prof Hada sono pubblicati sul sito personale dell’accademico (https://www.greek-bronze.com).

“I fondi – chiarisce – verranno utilizzati per la presentazione di ricerche all’estero, le spese di viaggio per il convegno in Italia, l’acquisto di attrezzature e altre spese necessarie, le spese di acquisto per i libri che vengono inviati ai sostenitori e le spese di produzione di medaglie da donare a chi sosterrà la raccolta”.

Il prof Hada ha previsto, infatti, quattro tipi di ringraziamento per coloro che sosterranno la ricerca: password al sito con le ricerche valida per un anno. Possibilità di visualizzare molte pagine del sito personale che non sono aperte al pubblico. Importo di sostegno 5.000 yen (40 € circa).

Password valida per un anno e libro monografico “Riace” 10.000 yen. Password valida per un anno e una medaglia con il disegno di una moneta antica 50.000 yen (400 € circa). Password valida per un anno, libro monografico “Riace” e due medaglie con il disegno di monete antiche 100.000 yen (800 € circa).

In un mondo nel quale i fondi per la ricerca si raccattano nei residui di cassa, compiere un piccolo gesto per consolidare questo ponte culturale tra Reggio Calabria e il Giappone sarebbe un contributo a chi ai Bronzi di Riace, anche da lontano, ha dedicato studi e passione.

*Le immagini a corredo dell’articolo sono state messe a disposizione dal prof. Hada Koichi

Ti potrebbe interessare…