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Tennis, Wimbledon… e vinsero quasi tutti felici e contenti (Treccani)

17 Lug 2021 | Sport

Domenica 11 luglio Londra è stata il crocevia dei sogni di riscatto dell’Italia sportiva e non solo. In una straordinaria giornata di sport, dalla finale prestigiosa del tennis sull’erba di Wimbledon a quella degli europei di calcio sull’erbetta del Wembley Stadium, alla fine hanno vinto tutti, o quasi.

Ha vinto Matteo Berrettini che ha raggiunto la finale di Wimbledon riscrivendo, con i suoi sogni proibiti, la storia del tennis italiano. Sul Centre Court, con la vittoria in quattro set sul polacco Hubert Hurkacz, è diventato il primo italiano a raggiungere la prestigiosa finale di Wimbledon. L’Italia ha dovuto attendere 144 anni per aggiudicarsi una finale all’All England Club. Fino all’arrivo di un venticinquenne romano con un berretto al contrario che si è sentito totalmente a suo agio sull’erba londinese.

Tutto troppo facile nei primi due set: 6-3, 6-0 contro il polacco che aveva sconfitto nei quarti di finale il suo idolo Roger Federer e al turno precedente il numero due del mondo, il russo Daniil Medvedev. Dal 2-3 del primo set Matteo ha vinto 11 game consecutivi in poco meno di un’ora. Poi Hurkacz ha conquistato a sorpresa il terzo set al tie-break. Infine, Berrettini con un break nel gioco di apertura del quarto set, ha portato a casa la finale con il punteggio di 6-3, 6-0, 6-7, 6-4.

«Non ho parole. Ho bisogno di un paio d’ore per capire cosa è successo. Ho giocato una grande partita», ha dichiarato dai microfoni a bordo campo Berrettini che ha anche ammesso: «Non l’ho mai sognato perché mi sembrava troppo».

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di Francesco Alì

Portavoce di “Quello che non ho”, associazione per i diritti e la democrazia, è autore per l'Atlante geopolitico dell'Enciclopedia Treccani. Ha realizzato “Quello che non ho”, primo diario scolastico per i diritti e ha fondato l’omonimo giornale on-line

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