Iniziato oggi il Vertice G7 a Taormina, l’evento principale dell’anno di Presidenza italiana del G7.
La rinomata località siciliana ha accolto Capi di Stato e di Governo, rappresentanti delle organizzazioni internazionali, oltre 2.000 delegati e quasi 2.000 giornalisti.
Alle 11.30 si è tenuta la cerimonia di apertura al Teatro Greco, dove il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha dato il benvenuto al Primo Ministro del Canada Justin Trudeau, al Presidente della Francia Emmanuel Macron, alla Cancelliera Federale della Germania Angela Merkel, al Primo Ministro del Giappone Shinzo Abe, al Primo Ministro del Regno Unito Theresa May, al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.
Dopo la tradizionale foto di famiglia i leader sono stati salutati dal passaggio delle Frecce Tricolori.
I lavori si sono protratti per l’intero pomeriggio. A seguire il concerto dell’Orchestra Filarmonica della Scala al Teatro Greco, seguito dalla cena di gala offerta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Alla fine dei lavori della prima giornata, i sette leader del G7 hanno firmato la dichiarazione contro il terrorismo. Resta invece sospesa la questione dell’accordo di Parigi sul clima.
Il G7 di Taormina si dovrebbe chiudere, come atteso, con un comunicato finale ‘snello’.
Le misure di sicurezza
Sono state predisposte diverse misure finalizzate ad incrementare i livelli di sicurezza, necessarie in considerazione della partecipazione al meeting dei maggiori rappresentanti dei Governi dei Paesi membri del G7 e dell’attuale contesto internazionale.
L’ENAC ha informato che, in occasione del vertice, sono stati emessi dei NOTAM (Notice to Airmen – avviso ai naviganti) di chiusura dello spazio aereo su Taormina e sulle aree circostanti.
Tale decisione fa seguito alla decisione del temporaneo ripristino dei controlli di frontiera per i G7 di Bari e di Taormina dal 10 al 30 maggio.
E’ stata disposta l’istituzione di un ‘"Area ad accesso riservato" ed una "Zona di massima sicurezza", alle quali potranno accedere, secondo le modalità indicate unicamente soggetti e mezzi preventivamente autorizzati dall’Autorità di P.S. o in possesso di badge.
Sono state istituite la Zona di Massima Sicurezza, l’Area ad Accesso Controllato e l’Area di Sorveglianza ed Allarme e, nel contempo, sono state dettate disposizioni relative al porto di Giardini Naxos.
La storia dei Summit
L’origine dei Summit delle grandi economie industrializzate risale al 1975, quando il Presidente francese Valéry Giscard d’Estaing invitò i Leader della Repubblica federale di Germania, del Regno Unito, dell’Italia, degli Stati Uniti e del Giappone a Rambouillet per discutere della crisi economico-finanziaria successiva allo shock petrolifero del 1973-1974. I colloqui di Rambouillet sancirono quelle caratteristiche peculiari che contraddistinguono il foro ancora oggi: senso di informalità tra Leader; schiettezza del dialogo; trattazione dei grandi temi di attualità internazionale; intimità della location del Vertice; presenza di funzionari di fiducia dei Capi di Stato e di Governo ( i c.d. “Sherpa”); brevità dell’incontro; sottoscrizione di una dichiarazione congiunta contenente impegni politici di alto livello.
Lo “spirito di Rambouillet” convinse il Presidente americano Gerald R. Ford a convocare nel giugno del 1976 un secondo incontro a Portorico, che consacrò formalmente l’ingresso del Canada nel consesso. Di qui il nome originario di Gruppo dei Sette o G7. Il Vertice successivo si tenne a Downing Street, nella residenza del Primo Ministro britannico, il 7 e l’8 maggio del 1977. La concomitante Presidenza britannica del Consiglio europeo consentÏ al Regno Unito di invitare anche l’allora Comunità Economica Europea, che prese parte alle discussioni del secondo giorno di lavoro. A Londra i sette Leader si impegnarono a contribuire alla crescita economica globale, al rilancio dell’occupazione, ad una maggiore cooperazione in seno alle organizzazioni internazionali, all’aumento e alla diversificazione della produzione energetica e al sostegno al commercio internazionale. Trascorsero vent’anni dal Summit di Londra del 1977 alla costituzione ufficiale del "Gruppo degli 8" o G8, con l’ingresso della Russia.
Gli anni ’90 segnano l’ampliamento dell’agenda dei Capi di Stato e di Governo. In occasione dei Vertici si iniziò infatti a discutere anche di grandi temi "globali" e "trasversali", come il cambiamento climatico e l’istruzione, e più tecnici, come la lotta alle pandemie e i crimini transnazionali. A Birmingham, nel 1998, ebbe inizio la consuetudine di separare le riunioni ministeriali Esteri e Finanze dal Vertice dei Capi di Stato e di Governo.
I successivi Vertici di Colonia (1999) e di Okinawa (2000) consolidarono l’affinità di vedute dei Leader sulle grandi questioni economiche e politiche internazionali. Furono gli anni del ritorno allo all’originale “spirito di Rambouillet”: gli otto Paesi condividevano economie nazionali di simili dimensioni, un alto livello di sviluppo economico ed istituzionale, la piena convertibilità della valuta nazionale e la dedizione agli scopi e ai principi della collaborazione internazionale.
Infine, alla vigilia del nuovo millennio in risposta all’esigenza di affrontare con un approccio più tecnico e approfondito le grandi questioni internazionali discusse dai G8 iniziarono a svolgersi anche le prime riunioni Ministeriali tematiche.
La Comunità Economica Europea (poi diventata Unione Europea) partecipò per la prima volta come membro non enumerato del G7 nel 1977, su invito della Presidenza di turno britannica. Il ruolo della Comunità fu inizialmente circoscritto agli ambiti di sua competenza esclusiva assegnategli dal Trattati di Roma, quali commercio e agricoltura. A partire dal Summit di Ottawa del 1981 l’Unione Europea prese parte a tutte le discussioni. Anche se non presiede il foro, a seguito della sospensione della Russia dal formato “a otto” Bruxelles ha ospitato il Vertice del G7 nel 2014. L’UE è rappresentata ai Summit dal Presidente della Commissione Europea e, dal 2009, anche dal Presidente del Consiglio Europeo. Inoltre, a seconda delle materie trattate e dal livello di partecipazione degli incontri tecnici, viene solitamente rappresentata dai Commissari competenti. L’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune partecipa alle riunioni dei Ministri degli Esteri.
Nel 2001, sotto Presidenza italiana, fu inaugurato il tradizionale “segmento africano” dei Vertici dei Capi di Stato e di Governo. E fu proprio a Genova che venne presentato il Nuovo Partenariato per lo Sviluppo dell’Africa (NEPAD). Da quel momento in poi, parallelamente alle discussioni dei Leader, anche le economie emergenti ed i Paesi del Medio Oriente iniziarono a prender parte agli incontri. Dopo aver ospitato nel 2005 a Gleneagles i rappresentanti di Algeria, Etiopia, Ghana, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Tanzania nel 2007, con il Vertice di Heiligendamm ebbe inizio un dialogo strutturato tra il Gruppo degli 8 e alcune delle economie emergenti (Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa) sui temi degli investimenti, dell’energia, dell’innovazione e dello sviluppo, conclusosi nel 2009 sotto Presidenza italiana.
A partire dal biennio 2008-2009, di fronte alle turbolenze dei mercati finanziari, alle gravi conseguenze causate dall’impennata dei prezzi delle materie prime e alla propagazione sistemica della crisi economico-finanziaria, si è assistito alla progressiva affermazione del G20 quale “principale foro della nostra cooperazione economica internazionale” (Comunicato finale del Vertice G20 di Pittsburgh, tenutosi nel settembre 2009) e alla conseguente rifocalizzazione dell’agenda dei Vertici G8 su temi globali e di carattere prevalentemente politico e trasversale, senza tuttavia abbandonare l’ originale impegno al rafforzamento della governance economica e finanziaria. Con la sospensione della Russia nell’aprile 2014, il Gruppo è tornato ad riunirsi in formato G7.
Come funziona il G7
Il G7 è un foro di dialogo di massimo livello tra i Leader delle principali democrazie industrializzate del mondo. Le sue caratteristiche principali sono il carattere intergovernativo del processo preparatorio, la sua informalità, la capacità di discutere e trovare in tempi rapidi e di comune accordo soluzioni alle principali questioni globali.
La Presidenza di turno
Il mandato viene assunto a rotazione da ciascun Paese che ne fa parte, con il seguente ordine: Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Italia e Canada. L’Unione Europea partecipa al G7 come membro non enumerato e pertanto non presiede né ospita i Vertici.
Dall’1 gennaio al 31 dicembre 2017 l’Italia esercita la Presidenza di turno del G7, un ruolo svolto altre cinque volte nella storia del Gruppo dei 7 con la responsabilità di: proporre e identificare le priorità d’azione ed i relativi settori d’intervento; ospitare e organizzare gli incontri tecnici ed informali preparatori al Vertice dei Capi di Stato e di Governo, così come tutte le riunioni Ministeriali; predisporre le bozze dei documenti di supporto ed i testi finali, tra cui il Comunicato adottato dai Leader, che riassume le principali questioni globali discusse durante l’anno. Sebbene quest’ultimo non abbia carattere vincolante, si tratta di un testo di importanza fondamentale, in quanto i Capi di Stato e di Governo del G7 vi assumono impegni di indirizzo politico che intendono seguire di comune accordo.
Il Vertice dei Capi di Stato e di Governo
Il Vertice annuale dei Capi di Stato e di Governo si svolge solitamente a metà anno ed è l’evento più visibile durante l’intero anno di Presidenza G7. E’ appunto il caso del Summit di Taormina che riunisce, oltre ai Leader G7, anche i vertici di selezionate Organizzazioni Internazionali e i Capi di Stato e di Governo dei Paesi di outreach e dei Paesi ospiti della Presidenza.
Le riunioni Ministeriali
A partire dal Vertice di Birmingham del 1998 ed in considerazione del graduale ampliamento dell’agenda dei lavori del Vertice G7 dei capi di Stato e di Governo, si è diffusa la prassi di affiancare al tradizionale svolgimento del Summit l’organizzazione di analoghe riunioni a livello ministeriale. Sebbene il numero e l’oggetto delle riunioni Ministeriali sia a discrezione della Presidenza di turno, tra una Presidenza e l’altra vengono mantenute le tradizionali riunioni dei Ministri degli Affari Esteri e quelle dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali. Oltre a queste si sono sinora tenute riunioni dei Ministri competenti in materia di Ambiente, Energia, Sviluppo, Lavoro, Giustizia e Affari Interni, Ricerca Scientifica, Agricoltura. L’Italia ospiterà nel 2017, per la prima volta nella storia del G7, una riunione dei Ministri della Cultura prevista il 30 e il 31 marzo 2017.
Le Ministeriali, pur svolgendosi in parallelo, godono di autonomia rispetto al Vertice dei Capi di Stato e di Governo. Alcune delle conclusioni più rilevanti delle riunioni Ministeriali vengono riflesse nel Comunicato finale del Vertice annuale dei Capi di Stato e di Governo del G7.
Gli Sherpa, i Direttori Politici e i Sous-Sherpa esteri
Sono tre le figure istituzionali che seguono i lavori preparatori del G7: lo “Sherpa”, il “Political Director” (PD) e il “Foreign Affairs Sous-Sherpa” (FASS). Lo Sherpa (appellativo ispirato metaforicamente ai portatori d’alta quota delle vette himalayane) è il rappresentante personale per il G7 del Capo di Stato o di Governo per tutte le aree tematiche che costituiscono l’agenda dei lavori del Vertice. È inoltre responsabile del processo che precede il Summit e sovraintende il negoziato per la stesura del Comunicato finale. In particolare, gli Sherpa comunicano attraverso regolari contatti le posizioni e le proposte sulle principali questioni internazionali dei rispettivi Capi di Stato o di Governo, con i quali hanno un dialogo diretto e costante. In Italia la carica di Sherpa è tradizionalmente ricoperta da un diplomatico di alto rango.
Lo Sherpa è coadiuvato da un rappresentante di alto rango del Ministero degli Affari Esteri (Direttore Politico), responsabile dei temi di politica estera e di sicurezza e da un altro rappresentante del Ministero degli Esteri (Sous-Sherpa esteri) responsabile solitamente di temi trasversali, quali l’ambiente, gli aspetti economico-sociali e lo sviluppo. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze si occupa, invece, dei temi economico-finanziari dell’agenda del Vertice.
Ad alcune tematiche particolarmente complesse e tecniche sono inoltre dedicati gruppi di lavoro costituiti “ad hoc”.
I gruppi di lavoro
Per dare seguito agli impegni assunti dai Capi di Stato e di Governo nel corso degli anni e per approfondire le discussioni sulle materie più tecniche, sono stati costituiti Gruppi di lavoro composti da esperti dei Paesi G7. Sotto l’egida degli Sherpa, dei Direttori Politici e dei Sous-Sherpa esteri gli esperti discutono temi specifici quali la salute, la sicurezza alimentare, lo sviluppo, l’energia, la tutela dell’ambiente, la non proliferazione e il supporto alle attività di mantenimento e consolidamento della operazioni di pace delle Nazioni Unite.
Il dialogo con le economie emergenti, con i Paesi in Via di Sviluppo e con le Organizzazioni Internazionali
Il coinvolgimento delle economie emergenti, dei Paesi in Via di sviluppo e delle Organizzazioni Internazionali ha seguito di pari passo la progressiva evoluzione dei temi trattati dal Gruppo dei 7. All’interesse iniziale per questioni legate esclusivamente alla stabilità finanziaria e al coordinamento macroeconomico, si è affiancata la sensibilità verso altri temi cruciali: dallo sviluppo dell’Africa ai cambiamenti climatici, dalla sicurezza alimentare alla risoluzione delle crisi internazionali. E’ stata l’Italia nel 2001 a Genova ad inaugurare il tradizionale “segmento africano” dei Vertici dei Capi di Stato e di Governo, caratterizzato da sessioni di dialogo tra i Leader G7 e i Paesi africani invitati dalla Presidenza di turno.
Il dialogo con la società civile
La società civile è un interlocutore fondamentale delle Presidenze G7 di turno. Svolge un ruolo di mobilitazione e di advocacy sia nell’ottica di avvicinare le istituzioni ai cittadini, che di promuovere e sovraintendere il mantenimento degli impegni assunti dai Leader. L’Italia ha attivato un dialogo costante con tutti i rappresentanti dei cd. “engagement groups” del G7 (Business7, Civil7, ThinkThank7, Labour7, Science7, Women7 e Youth7) che, oltre a presentare le loro raccomandazioni di policy ai Leaders e alle istituzioni sui temi dell’agenda del G7, organizzeranno nel corso dell’anno di Presidenza rispettivi Vertici paralleli.
Logo e identità
Il logo della Presidenza italiana del G7 rappresenta graficamente i valori che sono alla base del Summit di Taormina: umanesimo, cultura e dialogo. Ideali e principi che il nostro Paese intende porre alla base dell’azione del G7, attraverso proposte che siano in grado di cogliere l’essenza della terra che li ospita.
La sequenza di semicerchi concentrici sintetizza la struttura del Teatro greco, di cui vengono esaltate forme e colori: le cromaticità usate sono il blu per rappresentare l’istituzionalità e il verde per rievocare le tinte del Mediterraneo, storicamente culla dei valori europei dell’umanità, e luogo di incontro e scambio fra popoli. Le linee diventano sinuose, anche grazie alla trasparenza, creando l’unione tra un teatro, per definizione spazio di dialogo e confronto, ed un abbraccio, scelto per ricordare la concordia e la speranza, due tra i presupposti fondanti del Vertice.
Una terra, quella siciliana, simbolo del fenomeno migratorio, dell’accoglienza in chiave umanitaria e di una nuova vita per quanti fuggono da guerra e povertà. Una finestra sul Mar Mediterraneo emblema della coesistenza tra culture diverse, amicizia tra i popoli e innata ospitalità.
Il “concept” alla base del logo riprende dunque anche l’unione fra passato e futuro in un confronto da cui devono scaturire i nuovi orizzonti dell’umanità di fronte alle minacce dell’estremismo e della radicalizzazione violenta, contribuendo alla crescita, allo sviluppo sostenibile e alla prosperità socio-economica.
Organizzazione e costi
La Macchina Organizzativa del G7
Il G7 è per l’Italia una priorità politica in termini di standing internazionale, temi dibattuti, immagine-Paese, di relazione con i partner like-minded, di outreach con altri Paesi. Ma la Presidenza italiana del G7 è anche una grande sfida organizzativa. Sono infatti previsti oltre 50 incontri ad alto livello (politico o alti funzionari), che vedranno la presenza di oltre 20 fra Capi di Stato e di Governo per il Vertice, circa 200 Capi Delegazione in occasione delle 10 riunioni ministeriali per un’affluenza complessiva di oltre 6.000 delegati e 4.000 giornalisti.
Per affrontare tale significativo sforzo organizzativo, la Presidenza del Consiglio ha istituito una Struttura di Missione ad hoc denominata “Delegazione per l’Organizzazione della Presidenza del G7”. L’obiettivo è quello di avere una sola centrale di committenza per tutti i servizi della Presidenza, evitando la frammentazione dei centri di spesa e favorendo razionalizzazione ed efficienza nella gestione complessiva della spesa. Questo significa che la Delegazione G7 si occupa della logistica, dei trasporti, degli allestimenti, degli accrediti, dell’ospitalità e di tutti gli altri servizi connessi alla Presidenza Italiana del G7 (Vertice di Taormina, 10 Ministeriali ed oltre 40 eventi a livello tecnico).
Come vengono spesi i finanziamenti: le procedure di gara
Il budget assegnato alla Delegazione G7 è pari a 37.5 milioni di Euro gestiti senza alcun tipo di deroga, in piena applicazione della normativa vigente ed in particolare del nuovo Codice degli Appalti. Nonostante le tante peculiarità che fanno della Presidenza G7 un evento eccezionale, la Delegazione G7 opera al pari di ogni altro ufficio della Pubblica Amministrazione nell’alveo dei limiti per consumi intermedi e delle altre norme di contenimento della spesa pubblica (rappresentanza, auto blu, cellulari, etc.) introdotti negli ultimi anni dal Governo.
Al fine di assicurare la massima trasparenza e controllo di legittimità nella gestione degli acquisiti, la Delegazione G7 ha sottoscritto un Protocollo di Vigilanza Preventiva con l’ANAC, i cui estremi sono rinvenibili sul sito dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Entrando nel dettaglio di alcune macro-voci di costo, l’affidamento dei servizi congressuali è avvenuto attraverso una gara europea affidata a CONSIP S.p.A. per un valore complessivo di 25.3 Milioni di Euro, suddivisa in 4 Lotti: 12.4 per il Vertice; 10.5 Milioni per le 10 Ministeriali e gli altri eventi di livello politico; 1.8 per tutte le altre riunioni di livello tecnico (circa 40). A cui si aggiungono 600 mila Euro per la piattaforma che gestisce gli accrediti di tutti i delegati ufficiali, della stampa, dei tecnici e degli addetti alla sicurezza. Tutte le informazioni sulla gara sono disponibili sul sito della Consip.
È la prima volta che l’acquisizione di beni e servizi strumentali all’organizzazione della Presidenza Italiana del G7 avviene attraverso una gara europea. E’ importante evidenziare che, oltre ai risparmi generati dalla leale competizione sui prezzi offerti dalla diverse aziende partecipanti, la gara per accordi-quadro offre l’ulteriore vantaggio per cui le cifre messe a bando sono da considerarsi come tetto massimo di spesa. I costi effettivamente sopportati verranno individuati, di volta in volta, sulla base dei servizi realmente utilizzati. L’obiettivo è quindi quello di poter razionalizzare il più possibile la spesa complessiva su una voce di costo particolarmente importante rispetto al budget complessivo.
