di ANTONIETTA CATANESE
Attesa finita per l’ottava edizione di “Reggio in jazz”, che domani sera aprirà un Teatro Cilea della grandi occasioni con nomi internazionali da non perdere.
L’associazione Naima (in collaborazione con Lievito) conferma e rilancia il proprio impegno con una edizione che si annuncia tra “le migliori di sempre”.
Da Giuseppe Tuffo (anima della rassegna) a Tony Maida (cuore dell’organizzazione), passando per tutto il nutrito staff del sodalizio che non si è risparmiato per mettere a punto un appuntamento per palati raffinati, l’entusiasmo è alle stelle.
Centrata, con slancio, anche quest’anno, la scommessa di dare alla città una rassegna ancora una volta di spessore internazionale.
Presentato ieri ufficialmente, il cartellone conta infatti su un poker di stelle certamente note ai jazzofili, ma davvero imperdibili per chiunque ami la buona musica.
“Abbiamo per Reggio in Jazz 2016 – annuncia Tuffo in conferenza stampa – ospiti di eccezione. I tre artisti internazionali, ed il nostro conterraneo Giampiero Locatelli, sono davvero il meglio che si potesse proporre”.
E Tuffo offre qualche “chicca” da intenditore: “Nicola Conte è conosciutissimo all’estero (Giappone Russia Inghilterra ad esempio), dove questo artista è davvero coccolato e apprezzato dalla critica. A me – continua – piace molto di Conte che nei suoi viaggi intercontinentali trovi brani che hanno avuto poca fortuna e li riarrangi usando il proprio, specialissimo linguaggio. Ecco perché oggi Conte riesce a confezionare un prodotto fruibile anche ai meno addetti ai lavori. La sua miscellanea di musiche sarà domani sera apprezzata sia da chi conosca e pratichi il jazz, sia da chi si avvicini adesso a questo genere”.
Seconda serata e seconda grande occasione: “Sabato sera avremo questo quartet di neri americani – prosegue il presidente di Naima – che ho voluto fortemente.
Parliamo di Ambrose Akinmusire: è stato definito dalla critica americana l’astro nascente del jazz: un trombettista piacevolissimo che ho scoperto su youtube e che mi ha subito conquistato.
A settembre, trovandomi al San Francisco jazzfest ho scoperto che nel programma c’era anche lui. E questo dice tutto. Di lui si ama particolarmente il fatto che abbia lasciato i virtuosismi per dare spazio alle pause che, in musica, sono molto, molto importanti".
"La pausa – continua ancora – il silenzio, nel brano, è musica. Nel 2011 ha ottenuto il primo premio per il disco giudicato come migliore dell’anno nel settore”.
Infine si arriva all’apoteosi: domenica il teatro Cilea si veste di gala per la “Lady del jazz”: “L’ultima vera lady del jazz”, commenta Tuffo – Dee Dee Bridgewater. Cinquanta anni di jazz arrivano nella nostra città con una stella che voglio raccontare attraverso un aneddoto, non avendo lei bisogno alcuno di presentazioni: a sette anni riunì la famiglia e disse: “Io voglio trasferirmi a Parigi e diventare una grandissima cantante jazz". Crediamo ci sia straordinariamente riuscita. Le sue collaborazioni con tutti i mostri sacri viventi, e non, lo conferma. Presenterà domenica una composizione tratta dal suo ultimo cd”.
Soddisfatti dunque, mentre si attende che la città dia a questo piccolo grande miracolo musicale la giusta risposta.
Per Tony Maida, che guida le fila dell’organizzazione della rassegna, “Una edizione che trasuda fatica e passione, dalla quale ci si aspetta tantissimo”.
“Voglio riconfermare – ricorda Maida – i due appuntamenti che quest’anno fanno da corona e cornice a Reggio in Jazz: la presenza della "Takabum Street Band" dall’11 al 13, alle 11 e alle 18, ogni giorno sul Corso Garibaldi, con la musica che scende in strada".
"Ma anche la mostra nel foyer del teatro Cilea con le opere, ovviamente su tema jazz, dell’artista Maurizio De Marco”.
“Noi lavoriamo da febbraio a questa edizione – puntualizza Maida a nome di tutta la squadra – e credo davvero sia fenomenale. Ma vorrei anche ricordare che noi siamo mossi dalla passione. Non siamo imprenditori dello spettacolo. Stiamo ancora rincorrendo archetti introvabili, tavolini tondi e tovaglioli neri, per soddisfare le richieste che artisti di questo calibro comportano. Del resto anche il Cilea è un teatro impegnativo. E noi non ci siamo risparmiati perché tutto fosse all’altezza di quanto proposto. Tutto autofinanziato – incalza – perché solo la Provincia ci ha sostenuti. Il dispendio di energie è enorme proprio perché non abbiamo nessun aiuto, e lo dico senza alcuna polemica. Umbria Jazz, per fare un esempio, ha un milione e mezzo di euro dagli enti e un milione dagli sponsor".
"E allora – chiude – noi continuiamo ad impegnarci col massimo della passione, ma vogliamo sensibilizzare gli enti a supportare iniziative che, a lungo andare, non possono contare solo sulle proprie forze. Questa iniziativa vuole essere uno stimolo per la città. Uno stimolo a crescere, anche con la musica. Speriamo venga colto”.
E allora musica sia! Con tre speciali appuntamenti che non tradiranno le aspettative.
Al link http://www.quellochenonho.net/news.php?leggi=20161026131258 i profili degli artisti, le info sui biglietti e il programma completo.
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