di ANTONIETTA CATANESE
Buona la prima per “Reggio in Jazz 2016”, che ha aperto ieri sera la sua ottava edizione regalando una scossa jazz alla città sin dal Corso Garibaldi.
Un grande successo, tra la gente, quello della “Takabum street band” che ha sfilato per le vie del centro portando arte ed allegria.
Uno spettacolo non solo musicale, quello della Takabum tra percussioni e fiati, ma di colore e autentico brio, per il collettivo che miscela “funk e easy tra composizioni originali e riadattamenti dei più celebri brani della tradizione jazzistica”.
Conclusa tra applausi scroscianti l’esibizione della street band sotto il patio del grande teatro reggino, porte aperte e foyer che incornicia i quadri di Maurizio De Marco il passaggio obbligato per calarsi in una nuova magia.
Nicola Conte, in settetto, fa subito decollare con caldissime note il primo appuntamento di “Reggio in Jazz”, dopo il saluto al pubblico dagli organizzatori dell’associazione Naima, Peppe Tuffo e Tony Maida. Che, a proposito di “decolli”, non perdono l’occasione per fare un dovuto appello alle istituzioni a sostenere realtà come queste, a partire proprio dalla garanzia di collegamenti sicuri e veloci che possano portare in questa terra, anche grandi artisti come quelli scelti per la rassegna di Naima.
Conte ed i suoi musicisti sbarcavano sullo Stretto ieri per la prima volta.
Entusiasti di calcare il palco del Cilea: “Ci troviamo qui per la prima volta – ha salutato il pubblico del Cilea l’artista pugliese noto nel mondo – e capiamo lo sforzo realizzato dall’associazione Naima per realizzare questa rassegna. Siamo felici di farne parte”.
Pietro Lussu (pianoforte), Daniele Tittarelli (saxophones), Luca Fattorini (double bass), Marco Valeri (drums), Francesco Lento (trumpet), Charlotte Wassy (singer): con Conte è questo il team che ieri sera ha regalato un paio d’ore di autentica magia ai reggini.
“Un viaggio attraverso le differenti sfumature della musica nel mondo – ha spiegato il chitarrista – alla ricerca di una nuova spiritualità, nella musica e nell’arte, a rintracciare echi di diverse culture”.
Un concerto in due parti: la prima più afro ed acustica, la seconda disegnata su matrice elettronica.
Da “Spirit of nature” e “Black spirit”, passando per “African other blues”, Conte porta il pubblico sulle ali del suo “Free souls”. Il suo ultimo album, con incursioni in pezzi che riarrangia da altri artisti ma connotandoli col suo inconfondibile tratto in grado di spaziare tra continenti e sonorità diverse ma ben associate.
E sembra di vederle volare sulla platea del Cilea le sue note per “Anime libere”, con la voce di Charlotte Wassy ad intrecciare orditi ora con la tromba, ora con il sax e il piano, ora su ritmi afro puri, che il drummer Marco Valeri riproduce con timbri tribali o carioca lungo le traiettorie di un live molto emozionale.
Conte e la sua chitarra. Inseparabili. Un amplesso di note che sbocciano sul tappeto ritmico di contrabbasso e batteria, dall’incedere a tratti ipnotico, tra gli arabeschi di sax e tromba.
Fino ad aprire la seconda parte del concerto, quella più elettronica.
Dal pianoforte al sintetizzatore, dal contrabbasso al basso elettrico lo scenario muta. Restano intatte le emozioni.
Dall’Etiopia al Brasile, dal primo brano strumentale alla voce di Charlotte che torna e diventa ancora più protagonista: in “Sometimes I Feel Like” e in “The mistery of man” l’atmosfera diventa un fraseggio languido, un gioco musicale a sette davvero ben riuscito.
Applausi sentiti e bis finale per Nicola Conte Combo, che saluta il suo pubblico reggino per lasciare quel palco, questa sera, a Ambrose Akinmusire.
“Definito dal New Yorker “elettrizzante giovane trombettista e sottile band leader, con un suono dall’ispirazione unica”, Akinmusire è ritenuto dalla critica una delle nuove stelle del jazz.
Strumentista dall’inconfondibile stile eclettico e raffinato, vanta collaborazioni di grande prestigio come quelle con Jon Henderson, JoshuaRedman e Steve Coleman. Il suo album di debutto con la Blue Note Records, “When The Heart Emerges Glistening”, è per la critica uno dei migliori progetti degli ultimi tempi”.
Ambrose, trombettista virtuoso, sarà sul palco tra poche ore con il pianista Sam Harris, il bassista Harish Raghavan e il batterista Justin Brown.
E domani sera gran finale con l’ouverture del pianista reggino Giampiero Locatelli e a seguire il grande live della lady del jazz: Dee Dee Bridgewater .
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