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Nel mondo oltre 167.000 vittime di Covid, negli Usa 2.000 in 24 ore

30 Gen 2016 | Archivio

Il Ministero della Salute, con una nota ufficiale, fa il punto sul Covid-19, diffondendo dati e riflessioni dell’OMS.
Mentre i contagi a livello mondiale superano i 2,4 milioni e i decessi superano quota 167.000 (dati John Hopkins University), l’Organizzazione Mondiale della Sanità a torna, infatti, a mettere in guardia. “L’allentamento delle misure di lockdown non significa la fine della pandemia”, ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus ribadendo che ‘tutti i Paesi coinvolti devono assicurarsi di essere in grado di individuare, testare, isolare e curare ogni caso’ di Covid-19.

“Solo gli Stati Uniti – secondo i dati diffusi dall’OMS – hanno registrato in 24 ore altri 1.997 decessi legati al coronavirus, per un totale di oltre 40.000, mentre proseguono le proteste contro i lockdown in diversi stati”.

“In Spagna si registra un altro calo nel numero di decessi: sono 399 quelli contanti nelle ultime 24 ore – riferisce il ministero spagnolo della Sanità – ma il totale delle vittime è di 20.852, i contagi sono invece oltre 200mila”.

“In Germania, invece, sono oltre 141.672 i contagi e 4.404 le vittime” registrate dall’istituto Robert Koch.

Eu Covid-19 Data Portal

“Intanto la Commissione Ue ha deciso di lanciare una nuova piattaforma comune, EU Covid-19 Data Portal, a livello europeo per aiutare scienziati e ricercatori a conservare, condividere e analizzare le loro informazioni sul coronavirus”.
Lo ha annunciato la presidente dell’esecutivo europeo Ursula von der Leyen. “Lavorando insieme per migliorare i test e le cure, nonché condividendo le competenze per sviluppare un vaccino, vinceremo contro questo virus”, ha scritto su Twitter von der Leyen. “Invito tutti i ricercatori a unirsi in questa piattaforma di raccolta dati”.

Covid-19 – Situazione nel mondo

La nota del Ministero della Salute ricorda che “Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19. La Cina ha reso immediatamente pubblica la sequenza genomica che ha permesso la realizzazione di un test diagnostico in modo tempestivo.
Il 30 gennaio l’OMS ha dichiarato l’epidemia di Coronavirus in Cina Emergenza internazionale di salute pubblica.
L’OMS ha elevato la minaccia per l’epidemia di coronavirus al livello mondiale a livello “molto alto” il 28 febbraio 2020.
L’11 marzo 2020 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito la diffusione del Covid-19 non più una epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta.
Il 13 marzo l’OMS ha dichiarato che l’Europa sta diventando il nuovo epicentro della pandemia.

La situazione internazionale, secondo gli ultimi dati OMS (Fonte: Health Emergency Dashboard, 22 Aprile), fotografa 2.402.250 casi confermati nel mondo dall’inizio dell’epidemia e 163.097 morti così suddivisi:

Cina
84.253 casi confermati clinicamente e in laboratorio
4.642 morti (dato al 22 Aprile)

Europa
(Ultimi dati OMS, inclusa Italia, fonte Dashboard Who European Region, 21 Aprile, ore 10)

1.188.324 casi confermati
106.374 morti

Primi cinque Paesi per trasmissione locale in Europa

Spagna 200.210 casi (20.852 morti al 21 Aprile)
Italia 183.957 casi (24.648 morti al 21 aprile) – Fonte: Dipartimento Protezione Civile
Germania 143.457 casi (4.598 morti al 21 aprile)
Regno Unito 124.743 (16.509 morti al 21 aprile)
Francia 114.743 casi (20.265 morti al 21 aprile)

America
(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 22 Aprile, ore 10.00)

Stati Uniti 751.273 casi, 35.884 morti

Canada 35.383 casi, 1.611 morti

Messico 8.261 casi, 686 morti

Valutazione del rischio ECDC (aggiornamento all’ 8 aprile 2020)

“Il rischio di malattia grave associata all’infezione COVID-19 per le persone in Europa (UE/SEE e Regno Unito) è attualmente considerato moderato per la popolazione generale e alto per gli anziani e le persone con malattie croniche di base.
Il rischio è molto elevato se non siano in atto misure di mitigazione efficienti o se le stesse fossero revocate improvvisamente o troppo presto, causando una probabile ripresa dei casi. Il rischio di malattie più lievi e il conseguente impatto sull’attività sociale e lavorativa sono considerati elevati.
Il numero di casi COVID-19 è aumentato molto rapidamente, il rischio di insorgenza di cluster, simili a quelli in Italia, Spagna, Germania e Francia associati a COVID-19 in altri Paesi europei è considerato molto elevato.
Il rischio di insorgenza di una trasmissione diffusa in Paesi europei nelle prossime settimane è elevato.
Il rischio di superare la capacità di risposta dei sistemi sanitari nei Paesi europei nelle prossime settimane è elevato.
Oltre all’impatto sulla salute pubblica con esiti fatali sostanziali in gruppi ad alto rischio, i focolai di COVID-19 possono causare enormi perturbazioni economiche e sociali. L’attuazione di misure di mitigazione determinerà l’eventuale livello di impatto dell’epidemia sulla popolazione e sulle capacità dei sistemi sanitari.

Covid-19, distribuzione dei casi nel mondo (fonte ECDC)

Dal 13/02/2020 il numero dei casi notificati dalla Cina include tutti i casi sospetti con una diagnosi clinica di polmonite, non soltanto casi confermati in laboratorio di Covid-19

Notizie e immagini Ministero della Salute

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