Come si ricorderà, nella notte tra il 27 e il 28 giugno, il Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria è stato colpito da un atto vandalico. Sabato notte, infatti, è stata imbrattata, con circa dieci metri di vernice nera, la facciata di Palazzo Piacentini, la casa dei Bronzi di Riace.
Una mano ancora ignota, con una bomboletta spray, ha scarabocchiato frasi ingiuriose sulla facciata principale del Museo
Archeologico, da poco finito di ristrutturare e la cui esposizione è in fase di ultimazione.
Quello che non ho, aveva segnalato, però, anche l’altra faccia della medaglia, quella bella, rappresentata da quei due ragazzi in t-shirt e calzoni corti (foto Francesco Mortara) che si sono recati in bici davanti al Museo e sono andati a pulire. Li abbiamo ringraziati perché, grazie a loro, una brutta notizia si è trasformata in una bella pagina per Reggio Calabria e per il Paese.
Da qualche giorno possiamo registrare qualche passo in avanti. E’ stato, infatti, dato avvio, come si legge dal profilo facebook di Roberta Schenal (Archeologa presso la Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria), ad una operazione di pulizia e rimozione più tecnica. Il compito è stato affidato al restauratore dott. Giuseppe Mantella che, (come si può vedere dalle foto pubblicate dalla Schenal) ha avviato l’opera di rimozione delle scritte vandaliche sul prospetto del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Nella speranza che l’autore o gli autori del gesto vandalico siano scoperti al più presto, rimane necessario rafforzare un processo culturale attraverso investimenti che passino per le scuole allo scopo di creare innanzitutto una coscienza civile, condizione necessaria perché ognuno sia consapevole della dignità propria e di quella altrui.
Se si investe in cultura non si sbaglia mai perchè "La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande (cit. Hans Georg Gadamer).
Francesco Alì
Portavoce Quello che non ho
