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#Falcone e #Borsellino: Dimenticati?

30 Gen 2016 | Archivio

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Il 23 maggio 1992 venivano uccisi in un terribile attentato sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci: Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

 

Quest’anno ricorre il ventiquattresimo anno dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio. 

 

Per non dimenticare, riproponiamo iniziative, riflessioni, foto e video con gli studenti dell’Istituto Tecnico Statale Settore Tecnologico “Augusto Righi" di Reggio Calabria, realizzati da "Quello che non ho" in occasione della "giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia", nell’ambito del percorso per la realizzazione del diario scolastico dei diritti, il primo diario “per gli studenti” realizzato “dagli studenti” di Reggio Calabria.

 

Per consultare i diario clicca di seguito:

 

http://www.quellochenonho.net/pdfdiario/index.html

Il tema dell’evento-seminario è stato quello della memoria, ospitato, di fronte a tantissimi studenti, presso la sala conferenze dell’Istituto Tecnico Statale Settore Tecnologico “Augusto Righi" di Reggio Calabria e trasmesso in diretta sulla web tv del sito www.quellochenonho.net

A presiedere e aprire i lavori dell’iniziativa dal titolo suggestivo "Dimenticati?",
Francesco Alì (portavoce di “Quello che non ho”) che ha evidenziato “quanto sia
importante la memoria, ricordare gli uomini che hanno combattuto la mafia a costo
della propria vita”. “L’impegno e la responsabilità” – ha continuato Alì – sono le gambe della democrazia e oggi possiamo dire che in questi mesi di lavoro, grazie a questi ragazzi bravi, colorati, generosi che hanno partecipato al progetto, abbiamo fatto un passo avanti sui temi della democrazia e dei diritti nella nostra città”. 

Nella giornata della memoria, gli organizzatori hanno deciso di iniziare i lavori con il ricordo di Falcone e Borsellino.

 

"Quello che non ho" ha voluto affidare a Marcelle Padovani, giornalista francese del Nouvel Observateur e autrice del libro intervista a Giovanni Falcone "Cose di cosa nostra", il compito di spiegare ai ragazzi l’importanza
del lavoro e del sacrificio di due uomini, servitori dello Stato, la cui
testimonianza deve essere patrimonio di un intero popolo, per unire nel nome
dei diritti, della legalità, delle regole, vecchie e nuove generazioni.

 

“Non credo che Falcone e Borsellino siano stati dimenticati – ha esordito Marcelle Padovani – il problema è se siano ricordati nel modo giusto, se la loro eredità sia raccolta”. Dopo aver raccontato alcuni aneddoti sugli incontri con Giovanni Falcone che hanno preceduto la realizzazione del libro, la giornalista francese ha ringraziato gli organizzatori per l’opportunità che le hanno offerto: “Il rapporto con i giovani è  sempre benefico per
chi scrive da tanto tempo come me. I giovani di Reggio poi mi hanno colpita per la loro preparazione culturale e per la ‘modernità’ delle loro domande”.

 

Ha, infine, parlato della legislazione sui pentiti: “fissare nell’arco temporale di un massimo di 180 giorni il tempo entro cui i pentiti possono rendere le testimonianze, è un periodo troppo breve che rischia di vanificare la loro collaborazione e circostanze importanti ai fini dei processi e della ricostruzione della verità. Mi chiedo se si sia trattato di
un’ingenuità del legislatore”.

Danilo Chirico, giornalista e scrittore, vincitore insieme ad Alessio Magro del premio Indro Montanelli con il libro "Dimenticati", ha offerto in videoconferenza un contributo per la
ricostruzione della memoria dei calabresi, e in particolare vittime innocenti della ‘ndrangheta. Ha sostenuto con forza “che la giornata della memoria sia istituzionalizzata, perché è attraverso il ricordo delle donne e degli uomini che hanno combattuto la ‘ndrangheta, di quelli che continuano a combatterla ogni giorno e il racconto delle cose positive che succedono in Calabria che si trova un buon antidoto per sconfiggere la ‘ndrangheta”.

Hanno preso parte al seminario anche il dirigente scolastico del Righi, Francesco Praticò, l’allora coordinatore dell’ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Geria, Fabrizio Smorto, direttore dell’E.S.E.F.S. che ha curato lo spazio dibattito con gli studenti.

Durante l’iniziativa, in collaborazione con Libera, sono stati proiettati su maxi schermo i nomi delle vittime calabresi della violenza mafiosa.

Le conclusioni del dibattito sono state affidate a Sandro Vitale, presidente dell’ANPI che ha sottolineato agli studenti l’importanza del lavoro perché realizzare con il proprio lavoro e le proprie idee un diario scolastico per i diritti significa lavorare per affermare i principi della Costituzione e raccogliere il testimone dei partigiani che 60 anni fa hanno combattuto per la liberazione.

I Lavori sono stati aperti e chiusi da un contributo musicale a cura della band dell’Istituto "Augusto Righi".

 

Di seguito i link ai video dell’iniziativa:

 

Il video integrale dal titolo “Dimenticati?” prodotto da “Quello che non ho”:

 

http://www.quellochenonho.net/video.php?vedi=13

 

 

Servizio dal titolo “Il giorno della memoria” a cura di Anna Foti andanto in onda sul TG di Reggio TV:

 

http://www.quellochenonho.net/video.php?vedi=10

 

 

Servizio dal titolo “In ricordo delle vittime di mafia” a cura di Anna Foti andanto in onda sul TG di Reggio TV:

 

http://www.quellochenonho.net/video.php?vedi=9

 

 

La galleria fotografica di www.quellochenonho.net:

 

 

http://www.quellochenonho.net/fotografie.php?pag=1&visualizza=alb-20120416184206 

 

 

 

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