di ANTONIETTA CATANESE
Massimiliano è il partner di Michela, una donna di 35 anni che, a seguito di un’analisi di routine, scopre di avere un cancro al seno.
Massimiliano e Michela dichiarano guerra al tumore. E questa battaglia, dura ma condivisa, diventa racconto.
“Parenti del tumore. Vorrei fosse capitato a me”: dice molto il titolo scelto da Massimiliano D’Anastasio per raccontare cosa significhi combattere il cancro, anche quello che aggredisce non te, ma chi ami.
Come si fa? Cosa non si fa? C’è un modo “giusto”?
Massimiliano, che è business e life coach (ma anche massaggiatore e formatore), ammette candido: “La verità – ci dice seduto sul tavolo di un B&B romano – la verità è che non puoi fare assolutamente niente”.
E allora? “E allora – continua – nel libro affrontiamo proprio questo aspetto: il sentirsi impotenti, quasi tagliati fuori (ad un certo punto) da un rapporto esclusivo che si crea invece tra il tumore e chi ne è attaccato.
Quando, poi, quella persona è la persona che ami, credimi, non puoi accettare di sentirti inutile. Proprio per questo, via via che io e Michela, ognuno per la propria parte, vivevamo – insieme – questa esperienza, ho pensato che potesse servire condividere tutti i miei dubbi, le mie paure, il mio percorso per riuscire a non far sentire Michela sola, e per non rimanere spalle al muro. Peraltro ci sono molte autobiografie sul cancro, ma forse nessuna su cosa e come, invece, viva il parente, l’amico, il marito”.
E poi c’è il silenzio: “Sì – dice Massimiliano – se io posto la foto del mio cane su Fb magari raccolgo 30 like in un minuto. Se io posto qualcosa di specifico sul cancro, noto che invece succede qualcosa. La gente schiva, diciamo la verità, anche solo l’argomento. O tende a parlarne il meno possibile. C’è paura, ovviamente, ma non solo quella. Io credo invece che anche in questo campo ci sia un gran bisogno di formazione, oltre che di informazione”.
Accanto a Massimiliano ci sono, curatrici del volume edito da Alpes Italia (13 euro, 144 p.), la psicologa clinica Marina Parziale, specializzata in psicoterapia strategica e sessuologia clinica, e la psicoteraupeuta familiare e psicologa dell’emergenza Francesca Bartoccini. Sono loro a seguire ed a spiegare i risvolti psicologici, delicati e difficili da indagare, di chi vive il tumore non direttamente, ma comunque in modo totale.
Su questo cammino Massimiliano scrive “Parenti del tumore. Vorrei fosse capitato a me”: un racconto semplice, in prima persona, autentico.
Dentro c’è tutto: “il percorso emotivo, relazionale e psicologico che la coppia è costretta ad affrontare ad ogni tappa della lotta al tumore: il trauma iniziale della scoperta, la realtà parallela in cui ci si trova a vivere, la scelta del protocollo terapeutico e della struttura ospedaliera cui affidarsi, le ansie prima di ogni esame medico, il terrore dell’operazione, la desolazione della chemioterapia, le speranze di ritornare a una vita normale, le dinamiche interne alla coppia e l’evolversi delle relazioni con amici, parenti e conoscenti”.
Lo presenta così, l’autore e marito di Michela: “Il testo percorre l’esperienza della malattia dall’ottica di un parente del tumore e offre spunti di riflessione per rimuovere gli ostacoli che possono rendere difficile sentirsi ed essere una figura di supporto efficace per il malato e il sistema relazionale in cui è inserito.
Gli approfondimenti psicologici permettono una lettura razionale ed emozionale della complessità degli eventi e offrono strumenti pratici per delineare il proprio piano d’attacco alla malattia”.
Nel giorno della lotta contro il cancro, la storia di Massimiliano e Michela ha un valore in più: perché loro non solo hanno affrontato la malattia con coraggio, ma hanno pensato a chi potrebbe trovarsi nella propria situazione.
Testimonianza. Ed aiuto, grazie alle due psicologhe che ne hanno curato la parte specialistica.
Perché di tumore si deve parlare. Perché per combatterlo con armi affilate, bisogna infrangere il tabu.
Magari ascoltando chi ne ha fatto esperienza e può dirti che sì, qualcosa si può fare. Anche dalla seconda linea.
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