Difficile non emozionarsi di fronte alla commozione di Rafael Nadal durante l’inno nazionale spagnolo alla Martin Carpen Arena di Malaga. C’è il pubblico delle grandi occasioni per rendere omaggio al maiorchino che ha scelto di indossare la maglia della Nazionale per il suo addio al tennis giocato. La Spagna affronta l’Olanda per un posto in semifinale di Coppa Davis, il campionato del mondo a squadre che questa volta, però, passa in secondo piano. Le telecamere scorrono sui volti dei tennisti della squadra spagnola, mentre risuona l’inno nazionale, in uno stadio stracolmo e in un tripudio di colori rosso e giallo. Il cameraman indugia (e con lui tutto il mondo) sugli occhi lucidi del mancino di Manacor che guarda verso l’alto, stringe i denti, si morde le labbra, cercando di non far scendere le lacrime. Il pubblico è tutto per lui e urla il suo nome: “Rafa, Rafa”.
Lasciamolo perdere
Nelle ore successive, le prime pagine di quasi tutti i giornali e le TV gli hanno reso omaggio. Il Marca: «Gracias, Rafa», il Mundo Deportivo: «Eterno», il Superdeporte: «Irripetible», L’Equipe: «Larmes finales», Le Figaro: «Rafael Nadal, une légende de terre e d’or».
Qualcuno parlerà anche di un addio amaro al tennis professionistico. Nadal parte, infatti, da favorito per la storia, ma è sfavorito per l’età, la lunga assenza dai campi e la fragilità del suo fisico provato da tanti anni di battaglie e fatiche. Così, perde (con un doppio 6-4) la sfida con il quasi anonimo Botic van de Zandschulp. (Clicca qui per continuare la lettura)




