Riapre sabato 11 marzo alle ore 11, 30 il Parco Archeologico dei Tauriani "A. De Salvo" a Palmi (Reggio Calabria), dopo la chiusura durante la quale sono stati portati a termine i lavori di completamento per una migliore fruizione e valorizzazione dell’area archeologica, grazie a fondi POR (programmi operativi regionali) Calabria gestiti dal Segretariato Regionale del Mibact per la Calabria.
Oltre alla grande novità di un nuovo percorso che collega il Parco con il complesso di San Fantino, lungo il costone roccioso con una vista mozzafiato, sono stati effettuati interventi di scavo archeologico nell’area dell’edificio per spettacoli, interventi di consolidamento e restauro di alcune strutture più a rischio. Il tutto è stato dotato di impianti di illuminazione e di videosorveglianza.
È stato infine riposizionato il locale per l’accoglienza dei visitatori distrutto da un incendio doloso nel 2014.
Il Parco archeologico dei Tauriani "Antonio De Salvo" si trova nella zona in cui anticamente sorgeva l’antica città di Tauriana, occupa la parte centrale di un pianoro dominante la costa Viola Costa, splendido tratto della costa meridionale tirrenica calabrese.
Il parco è intitolato al medico chirurgo Antonio De Salvo (Palmi, 1851 – 1924), che nel XIX secolo fece le prime scoperte archeologiche dell’antica città bruzia e poi romana di Tauriana. L’interesse storico-archeologico verso il pianoro dove, fino all’anno 951, sorgeva l’antica città di Tauriana e le conseguenti indagini scientifiche iniziarono alla fine del XIX secolo proprio in seguito alle mappature del De Salvo risalenti al 1886, che ricordava i ruderi ancora visibili a quel tempo.
Nel XX secolo, a partire dal 1995 iniziarono importanti campagne di scavo nell’area, a cura della Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria, in collaborazione con università italiane e straniere.
Le strutture rinvenute ed evidenziate all’interno del parco sono resti di capanne di un villaggio dell’età del bronzo, attivo per circa mille anni a partire da 4.000 anni fa; architetture pubbliche, sacre e private come la "casa del Mosaico" che fa parte del quartiere abitativo brettio-romano (I secolo a.C.); il "santuario urbano", meglio conosciuto come la "casa di Donna Canfora"; una strada romana con pavimentazione in basoli di dura pietra locale, dalla quale si accedeva alle gradinate dell’ edificio per spettacoli e che conduceva alla via Popilia, importante asse viario tra Reggio Calabria e Capua-Roma; un anfiteatro con una capienza di circa 3.000 spettatori dove avvenivano combattimenti, giochi e rappresentazioni teatrali.
Alla riapertura del Parco intervengono Dorina Bianchi – Sottosegretario di Stato – Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Mario Oliverio – Governatore della Regione Calabria; Giuseppe Falcomatà – Sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria; Giovanni Barone – sindaco di Palmi; Salvatore Patamia – Segretario Regionale del Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo della Calabria; Simonetta Bonomi – ex Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria; l’architetto Angela Canale e l’archeologo Fabrizio Sudano della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia che illustreranno le opere realizzate.
Angelina De Salvo
Per il Segretariato regionale Mibact Calabria
