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#ReggioCalabria, chiusura Parco Caserta, la parola ai lettori

30 Gen 2016 | Archivio

 

 

Il pattinaggio artistico a rotelle non è più uno sport praticabile a livello agonistico a Reggio Calabria. Da domani. Non si sa per quanto tempo.

È questione di poco, si racconta in giro … nei bar, nelle interviste alla stampa, sul Corso. Giusto il tempo che occorre per risistemare le strutture del Parco Caserta e tutto ricomincerà come e meglio di prima. Speriamo meglio di prima.

Tuttavia quanto durerà questo "poco" e cosa si dovrà "risistemare" non è chiarissimo a Marisa Lanucara – presidente regionale della FIHP, Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio – che ha quindi deciso di raccontare questa storia alla stampa, presso la sede della Confcommercio, sperando di suscitare l’interesse di qualcuno.

Perché esistono ragazzi che vogliono continuare a praticare il loro sport ed esistono società sportive che devono organizzare il loro lavoro e che vivono del loro lavoro, che al momento è interrotto sino a data da destinarsi.

Questione di poco, per carità,  si dice nei corridoi dei palazzi, nelle sale d’attesa degli aeroporti, nelle pizzerie e al circolo del bridge. Ma sarebbe carino vedere un Gantt, tanto per dirne una, o un elenco di lavori programmati che chiarisca il motivo per il quale i pattinatori debbano sloggiare dalla struttura da domani.

Sarà stato tutto pianificato fino al dettaglio e da domani cominceranno ad arrivare le ruspe al Parco Caserta, sono sicuro. È un disfattista reazionario chi pensa il contrario. È solo per un eccesso di discrezione che non vengono resi noti i dettagli dei lavori definiti già da tempo con pignola precisione dai tecnici "risistematori", questo mi viene da pensare.

È quindi comprensibile che dia un po’ fastidio ai "risistematori del Parco" l’indiscrezione di chi vuol sapere quando potrà tornare a lavorare e che cosa farà nell’attesa che "alla città venga riconsegnata la sua struttura", che da mesi è ostaggio delle bambine del pattinaggio, delle società sportive e del presidente FIHP che si sono sdraiati a terra da luglio per fermare l’ingresso delle ruspe al Parco Caserta, ruspe che ora stazionano sotto casa dell’assessore Zimbalatti provocandogli evidenti problemi condominiali

L’indiscrezione tuttavia non è perseguibile per legge e allora anche le persone buone, oneste e lavoratrici, che hanno a cuore il bene della città, devono beccarsi conferenze stampa organizzate da disfattisti al solo scopo di porre a loro, che tra l’altro si son guardati bene di prendervi parte, domande spudorata del tipo: cari amici, dove andremo noi a pattinare, oggi, nell’attesa che tutto sia risistemato a dovere nei modi e nei tempi previsti dal piano discretamente predisposto da qualcuno, predisposto e non sbandierato ai quattro venti, per evitare inutili strumentalizzazioni e facili consensi?

Gli spudorata insistono pure facendo presente che loro praticano sport agonistico, partecipano ai campionati italiani, e devono venire temporaneamente alloggiati in strutture un minimo decenti per potersi allenare. Non sarebbe carino, dico per dire, levare la piscina a Federica Pellegrini per tre mesi e proporle, nel frattempo, di nuotare in una vasca da bagno.

Sono problemi piccoli questi per una città che ha problemi enormi, sono d’accordo. Ma allora non sarebbe carino sedersi attorno a un tavolo e lavorare su soluzioni "possibili", nell’attesa che il nuovo parco olimpico di Reggio Calabria veda la luce?

 
Antonio Tommaso

Nelle foto le pattinatrici protestano a piazza Italia davanti a palazzo San Giorgio

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