Il pattinaggio artistico a rotelle non è più uno sport praticabile a livello agonistico a Reggio Calabria. Da domani. Non si sa per quanto tempo.
È questione di poco, si racconta in giro … nei bar, nelle interviste alla stampa, sul Corso. Giusto il tempo che occorre per risistemare le strutture del Parco Caserta e tutto ricomincerà come e meglio di prima. Speriamo meglio di prima.
Tuttavia quanto durerà questo "poco" e cosa si dovrà "risistemare" non è chiarissimo a Marisa Lanucara – presidente regionale della FIHP, Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio – che ha quindi deciso di raccontare questa storia alla stampa, presso la sede della Confcommercio, sperando di suscitare l’interesse di qualcuno.
Perché esistono ragazzi che vogliono continuare a praticare il loro sport ed esistono società sportive che devono organizzare il loro lavoro e che vivono del loro lavoro, che al momento è interrotto sino a data da destinarsi.
Questione di poco, per carità, si dice nei corridoi dei palazzi, nelle sale d’attesa degli aeroporti, nelle pizzerie e al circolo del bridge. Ma sarebbe carino vedere un Gantt, tanto per dirne una, o un elenco di lavori programmati che chiarisca il motivo per il quale i pattinatori debbano sloggiare dalla struttura da domani.
Sarà stato tutto pianificato fino al dettaglio e da domani cominceranno ad arrivare le ruspe al Parco Caserta, sono sicuro. È un disfattista reazionario chi pensa il contrario. È solo per un eccesso di discrezione che non vengono resi noti i dettagli dei lavori definiti già da tempo con pignola precisione dai tecnici "risistematori", questo mi viene da pensare.
È quindi comprensibile che dia un po’ fastidio ai "risistematori del Parco" l’indiscrezione di chi vuol sapere quando potrà tornare a lavorare e che cosa farà nell’attesa che "alla città venga riconsegnata la sua struttura", che da mesi è ostaggio delle bambine del pattinaggio, delle società sportive e del presidente FIHP che si sono sdraiati a terra da luglio per fermare l’ingresso delle ruspe al Parco Caserta, ruspe che ora stazionano sotto casa dell’assessore Zimbalatti provocandogli evidenti problemi condominiali
Gli spudorata insistono pure facendo presente che loro praticano sport agonistico, partecipano ai campionati italiani, e devono venire temporaneamente alloggiati in strutture un minimo decenti per potersi allenare. Non sarebbe carino, dico per dire, levare la piscina a Federica Pellegrini per tre mesi e proporle, nel frattempo, di nuotare in una vasca da bagno.
Sono problemi piccoli questi per una città che ha problemi enormi, sono d’accordo. Ma allora non sarebbe carino sedersi attorno a un tavolo e lavorare su soluzioni "possibili", nell’attesa che il nuovo parco olimpico di Reggio Calabria veda la luce?
Nelle foto le pattinatrici protestano a piazza Italia davanti a palazzo San Giorgio
