16/03/2017
di FRANCESCO ALI’
Il Consiglio dei Ministri, dopo ben 46 giorni, ha fissato la data per i #ReferendumLavoro: si voterà domenica 28 maggio. Ma la maggioranza parlamentare fa un passo indietro e va verso l’abolizione totale dei Voucher.
Un emendamento, infatti, ha cancellato gli stessi tre articoli di cui la Cgil chiede l’eliminazione con il referendum e viene fissato un periodo di transizione, fino al 31 dicembre, per consentirne l’utilizzo a chi li ha già acquistati.
Dunque, la maggioranza parlamentare alla fine ha scelto la soluzione dell’abolizione dei voucher per disinnescare il referendum promosso dalla Cgil. "Oggi voteremo per l’abrogazione totale dei voucher", aveva annunciato nel pomeriggio Patrizia Maestri (Pd), relatrice della proposta di legge votata in commissione Lavoro della Camera. "Ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2017 per permettere di utilizzarli a chi li ha già acquistati", ha continuato Maestri precisando che l’abrogazione "va bene, è un risultato inatteso ma positivo, speriamo però che il governo non li faccia poi rientrare sotto altre forme".
Dopo l’abolizione dei Voucher passata in Commissione lavoro della Camera, domani il Consiglio dei ministri dovrebbe adottare il relativo decreto. "Chiediamo – ha concluso la
relatrice Maestri – che si tenga conto anche del tema appalti", su cui pende l’altro referendum voluto della Cgil".
Così, venerdì 17, il Cdm potrebbe cancellare gli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act, come richiesto dal quesito Cgil. Già domani potrebbe arrivare un decreto legge che sarà poi convertito dal Parlamento.
Il quesito della Cgil sui voucher, infatti, recita: "Volete voi l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, recante ‘Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183’?".
Il decreto dovrebbe comprendere anche norme che ristabiliscano il principio della solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore rispetto alle prerogative dei lavoratori. Il testo avrebbe quindi l’obiettivo di soddisfare anche il secondo quesito che riguarda gli appalti.
Sull’intervento del governo nei confronti dei buoni lavoro, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, era già intervenuta questa mattina dall’Università di Cosenza per la due-giorni in Calabria a sostegno della campagna referendaria. “L’esecutivo avrebbe in programma un intervento. Se questo dovesse corrispondere ai quesiti, lo considereremmo uno straordinario risultato, ma ribadiamo che deve essere una legge”. Sul voucher il sindacato valuterà “ciò che concretamente verrà fatto, perché gli annunci sono importanti, ma il referendum ha una dinamica molto precisa”. La campagna referendaria ha comunque già avuto un effetto molto importante: “Un paese che ha discusso a lungo solo dei temi della precarietà da introdurre per favorire lo sviluppo, ora si rende conto che bisogna scegliere la strada contraria, cioè quella della stabilità e dell’investimento di qualità sul lavoro”.
I due quesiti sono alla base di una proposta più complessiva, quella della Carta dei diritti universali.
“Consideriamo un primo risultato – ha concluso Camusso – che la proposta sia stata incardinata nella Commissione Lavoro della Camera, ma riteniamo essenziale che ci sia una decisione sui temi dei voucher e degli appalti”.
