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Referendum sul lavoro proposti dalla Cgil: Consulta boccia referendum su art.18; sì, invece, a voucher e appalti. Camusso: "Parte campagna per i sì. In merito all’art. 18 valuteremo ricorso a Corte europea"

30 Gen 2016 | Archivio

 

 

 

Ecco il verdetto della Consulta al termine di quasi due ore di udienza a porte chiuse: No al referendum sull’articolo 18. Sì a quelli sui voucher e sugli appalti.

 

La Corte Costituzionale era stata chiamata dalla Cgil, che aveva raccolto 3,3 milioni di firme, a decidere se dare o meno via libera a tre referendum abrogativi in materia di lavoro. I tre quesiti riguardavano, appunto, le modifiche all’articolo 18 sui licenziamenti illegittimi contenute nel Jobs act, le norme sui voucher e il lavoro accessorio e le limitazioni introdotte sulla responsabilità solidale in materia di appalti.

 

Nel dispositivo la Consulta ha dichiarato "ammissibile la richiesta di referendum denominato abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti"; ha dichiarato, inoltre, "ammissibile la richiesta di referendum denominato abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)"; infine, ha dichiarato "inammissibile la richiesta di referendum denominato abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi".

 

Il quesito sull’articolo 18 era politicamente il cuore dell’iniziativa della Cgil, ma è stato ritenuto inammissibile. La confederazione di corso d’Italia mirava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori ed a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. La Cgil, infatti, chiedeva che fosse ripristinata e ampliata la "tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo", estendendola a tutte le aziende con oltre cinque dipendenti, contro il tetto dei 15 dipendenti del vecchio articolo 18. Il Jobs Act, come si sa, ha abolito l’articolo 18, sostituendo il diritto al reintegro con un indennizzo economico in caso di licenziamento senza giusta causa.

 

“Parte ora la campagna referendaria e da oggi chiederemo tutti i giorni al Governo di fissare la data in cui si voterà per referendum su voucher e appalti”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Confederazione dopo la decisione della Consulta.

 

La consultazione referendaria, secondo quanto prevede la legge, dovrebbe svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Salvo, però, elezioni anticipate: in questo caso, la legge prevede che i referendum abrogativi che hanno avuto il via libera dalla Cassazione e dalla Corte Costituzionale vengano rinviati all’anno successivo.

Per Camusso, quello dei voucher è uno strumento “malato” e bisognerebbe avere il coraggio di “azzerarlo. Ci vuole – ha detto – una riforma per una contrattualizzazione pulita e esplicita che regolamenti il lavoro occasionale”.

 

 

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