Sono pronti a tornare a casa i sessanta esperti che da gennaio ad oggi hanno dato man forte alle boccheggianti soprintendenze italiane, a corto di funzionari.
Anche in Calabria, dove la penuria di archeologi bibliotecari e archivisti si fa sentire, dal 30 settembre i giovani in rinforzo agli uffici periferici del ministero sono pronti a fare i bagagli.
Erano arrivati qui, come gli altri colleghi italiani, per sopperire alla cronica mancanza di personale tecnico presso diversi uffici, selezionati dal Mibact con un avviso pubblico di selezione per titoli e colloquio per l’assunzione a tempo determinato di “60 esperti per il Patrimonio culturale” (pubblicato sulla GU IV serie speciale – Concorsi ed esami n. 98 del 22 dicembre 2015 – ex art. 8 del D.L. 83/2014).
Alla fine del 2016 una commissione di dirigenti ministeriali aveva selezionato, dopo un’attenta valutazione dei titoli di studio e professionali (e alla quale fece seguito un regolare esame orale), il gruppo dei “60 esperti” da assegnare alle diverse amministrazioni con la qualifica di Funzionari di Area III (posizione economica F1).
In questo periodo di servizio, oltre alle competenze già riconosciute dalla commissione esaminatrice in fase selettiva, i funzionari hanno così acquisito conoscenze, abilità e competenze tecniche spendibili a totale vantaggio dell’Amministrazione, che di fatto ha investito quotidianamente sulla loro formazione, ponendo in parte rimedio alle lunghe carenze della stessa.
La loro presenza in qualità di funzionari – e ciò viene da più parti riconosciuto – ha infatti contribuito a portare avanti le azioni di tutela e valorizzazione in modo più rapido ed efficace in ragione della loro competenza e dell’elevata qualità del lavoro.
Entrati in servizio a partire dal primo gennaio 2017, questi funzionari archeologi, bibliotecari e archivisti hanno iniziato a lavorare presso le rispettive sedi (tra le quali la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e provincia di Vibo Valentia nella quale erano in servizio solo 2 Funzionari Archeologi).
Ora la scadenza per loro si avvicina. In tutta Italia si sono messe in azione una serie di iniziative (spesso anche negli uffici delle soprintendenze) per far sì che almeno questi rinforzi permangano almeno fino all’assegnazione delle sedi dei 500 vincitori di concorso ancora “congelati”.
Quest’ultimo concorso, per il quale la procedura per la relativa assegnazione delle sedi non è stata ancora espletata per tutti i profili, prevede per la regione Calabria un numero davvero esiguo di posti per ricoprire la carica di Funzionario Archeologo (solo sette), da dividere tra soprintendenza della città metropolitana di Reggio Calabria e provincia di Vibo Valentia, soprintendenza per le province di Catanzaro Cosenza Crotone, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e Polo Museale della Calabria.)
Dunque una situazione che non risolverà del tutto le carenze esistenti, né in Calabria né altrove, per la verità.
I dati nazionali dicono chiaramente come per i soli funzionari archeologi, il Ministero risulti essere sotto organico di 270 unità (fonti sindacali), cifra questa che da gennaio aumenterà in vista dei prossimi pensionamenti.
I nuovi archeologi vincitori di concorso in Italia saranno 203 tra vincitori e idonei, dimostrando quindi che rimarrà in negativo anche il saldo per queste professionalità in Italia.
