Avremmo voluto scrivere di lui per annunciare una sua nuova iniziativa solidale. O per dare i nomi di giovani eccellenze che con orgoglio ed entusiasmo avrebbe sostenuto con le borse di studio intitolate al suo amato padre – e indimenticato preside reggino – Salvatore Zema, ogni anno consegnate nel Liceo scientifico Alessandro Volta e in tandem con il Rotary International Distretto 2100 – Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38, che è stato la sua seconda "casa".
Filippo Zema, stimato e noto pediatra di Reggio Calabria, è scomparso la notte scorsa improvvisamente, lasciando una intera città addolorata e sconcertata.
Impeccabile professionista, rigoroso e attento, generoso e disponibile, uomo gentile e filantropo instancabile. Filippo Zema non si è risparmiato mai. Con i suoi piccoli pazienti, con gli amici, con chi era nel bisogno, con gli ultimi, con i suoi amatissimi bambini, che ha curato e seguito abbracciando la propria professione come una autentica missione. Nelle battaglie per le vaccinazioni, ad esempio, in Italia e nei Paesi poveri; con il suo mare e la Lega Navale Sud; con l’arte – e l’associazione Ars – che amava almeno quanto il proprio lavoro – messa al servizio di una causa buona per tendere una mano concreta a chi vivesse nel disagio.
Che fosse lo sport, il teatro, il Rotary, la scuola, l’istruzione, la sanità, la solidarietà, Filippo Zema riusciva instancabile a fare, condividere, coinvolgere, spronare, creare. Rimanendo un passo indietro quando c’era da raccogliere gli applausi: "A me non interessa questo – mi ripeteva – l’importante è che si facciano le cose".
Cellulare sempre acceso, in ascolto anche tra mille richieste, un moto perpetuo per non sprecare un solo secondo di quella vita che ha amato e speso per gli altri. Di giorno e di notte, a riflettori spenti, per chi aveva bisogno di aiuto.
Leggesse ora queste parole mi direbbe: "No dai, togli questo e togli quello. Mi importa solo che ci sia il risultato. Che la raccolta fondi con la commedia vada bene e che quei vaccini vengano fatti e che i bambini sbarcati abbiano l’assistenza necessaria… ma non scrivere che ci sono io. Questo non ha importanza".
E invece ce l’ha. E l’eredità che Filippo lascia è oggi dappertutto. In ogni angolo di una città che non fa che pronunciare il suo nome, sgomenta, esterrefatta davanti a una perdita che è immensa. Prima di tutto per la famiglia, alla quale va il nostro più sentito cordoglio. E quindi per tutti coloro che hanno potuto conoscerne la squisitezza dei modi e la rigorosa preparazione.
I social scoppiano di messaggi e di testimonianze. Su tutte le parole spese in queste ore per Filippo ne prevale una: "Grazie".
"Grazie Filippo Zema", dottore amato e infallibile nelle terapie prescritte, accompagnate sempre da rassicurazioni e sorrisi, professionista senza camice (lo teneva appeso al muro per non intimorire i suoi piccoli pazienti), uomo e medico gentile e premuroso che ha sempre chiuso incontri e telefonate con il suo immancabile "Fammi sapere".
Filippo Zema, reggino orgoglioso della propria terra che – per l’instancabile attività sociale svolta – è di diritto una Istituzione di questa città.
Non dimenticheremo mai la sua passione e la sua voglia di fare bene, per Reggio Calabria, per i suoi giovani e per un futuro migliore, nel quale ha sempre creduto e per il quale si è sempre speso.
Ciao Filippo Zema, da qui e non solo da qui, faremo tutto il possibile perchè ciò che sei stato e ciò che hai fatto non venga mai dimenticato.
Confusione si è generata in merito ai funerali (a causa di un doppio manifesto che segnalava due chiese e due orari differenti: San Giorgio al Corso alle 15 e Candelora alle 16,30).
Una verifica appena fatta con il parroco di San Giorgio al Corso esclude questa ipotesi. Dunque i funerali si terranno domenica 17 febbraio presso la Chiesa della Candelora alle ore 16,30.
Ci scusiamo con i lettori per le notizie contrastanti che siamo stati costretti a fornire.
Quellochenonho.it si unisce al dolore della moglie Clelia, della figlia Lavinia e della famiglia tutta.
(Le foto a corredo dell’articolo ci erano state inviate in passato da Filippo in occasione delle sue iniziative culturali e sociali. L’eventuale autore può scriverci all’indirizzo della testata e ne inseriremo la paternità. Grazie)
