Anna Maria Guiducci è la nuova soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.
Vincitrice di concorso, Guiducci arriva a oltre cinque mesi dalla precedente direttrice, Irene Berlingò, rimasta in sella solo 66 giorni e poi andata in pensione. Quiescenza, questa, contestata in tribunale dalla stessa Berlingò (contro il Ministero dei Beni culturali) e in merito alla quale si attende la decisione del giudice.
Intanto il ministero ha proceduto alla nomina della nuova soprintendente (che ha firmato ieri e dovrebbe insediarsi dopo il 18 luglio) per le due province calabresi, teatro (negli ultimi due anni) di un ininterrotto balletto di direttori.
Nelle due province meridionali della Calabria, infatti, la figura dello “storico dell’arte”– incredibilmente – non c’era più da quando l’ultima storica dell’arte era andata a riposo.
Nell’organico ministeriale periferico di questa parte della Calabria ritorna così una competenza di cui si soffriva (ovviamente!) la mancanza.
Guiducci, finalmente e fino a prova contraria, non solo avrà quindi un incarico da soprintendente per la durata naturale del mandato (e non più un interim come quelli affastellati per due anni con un continuo vai e vieni di dirigenti mordi e fuggi) ma andrà a coprire una lacuna imperdonabile nella struttura dei Beni culturali della più estrema Calabria.
Conosciamo, allora, la nuova soprintendente: Anna Maria Guiducci, una laurea alla facoltà di lettere di Siena con tesi su Jacques Courtois e la pittura di battaglie nel Seicento. Un corso biennale di perfezionamento in storia dell’arte, sempre nella stessa università. Numerose docenze e corsi di aggiornamento e una attività professionale che va da allestimenti museali e di mostre in Italia e all’estero a conferenze ed organizzazione di eventi, nell’ambito della valorizzazione dei musei nonché sui temi della tutela del patrimonio artistico.
Guiducci ha anche curato progetti di ricerca su analisi non invasive dei dipinti della Pinacoteca Nazionale di Siena in collaborazione con l’Università di Siena e interventi sperimentali (come “Imago”) sulla mappatura dei beni a rischio sismico.
Decine le pubblicazioni scientifiche e, in qualità di direttore della Pinacoteca nazionale e di responsabile territoriale della soprintendenza Sbsae di Siena e Grosseto, corposi gli interventi di restauro su opere d’arte di varia natura (tavola, tela, affresco, carta, tessili, oreficerie, manufatti etnografici).
Vale la pena ricordare che prima di Anna Maria Guiducci la soprintendenza dell’estrema Calabria era diventata la più "calda" d’Italia: dopo Simonetta Bonomi, infatti, alla direzione di Reggio e Vibo, in due anni, si sono contati: Francesco Di Gennaro, sostituito per un periodo da Luigi la Rocca, Gino Famiglietti, in avocazione, Salvatore Patamia (in interim) ed ancora Elena Calandra, chiamata a dirigere la soprintendenza unificata per Vibo e Reggio ma dopo 70 giorni trasferita a nuovo incarico romano; quindi Caterina Bonn Valsassina (in avocazione dalla direzione generale con una delegata sul territorio) ed infine i pochi giorni di Irene Berlingò per l’ormai noto (e contestato) decreto di pensionamento.
