"Una delle emozioni più grandi di questi ultimi giorni: i Bronzi di Riace, un dono che il mare ha restituito all’intera umanità. Ringrazio il direttore del principale museo italiano della Magna Grecia, il MArRC.
I risultati raggiunti grazie al lavoro dei Ministri della Cultura Franceschini e Bray non devono essere vanificati. È da qui, dalla Cultura, che deve partire il rilancio del Sud".
Lo ha dichiarato Geri Ballo, una ragazza di 34anni originaria di Tirana, già console e responsabile della cultura all’ambasciata albanese a Roma, in corsa alle elezioni Europee per il Partito Democratico che desidera raccontare una nuova storia, fatta di accoglienza e di talenti che non hanno bisogno di volare altrove. Anzi, lei punta a recuperare i fondi non spesi dell’Unione Europea per rimetterli a disposizione dei giovani.
A Reggio Calabria Geri ha voluto conoscere anche i progetti sociali che fanno la differenza. Come “Sole insieme“, laboratorio sartoriale in un bene confiscato alla mafia, che punta sull’artigianato e sulla creatività delle donne. Il laboratorio va avanti senza finanziamenti pubblici, ma con tanta passione e impegno.
"Ho avuto la fortuna di visitare anche la più grande bottega equo solidale del Sud Italia – ha dichiarato – le botteghe delle terre del sole, luogo dove trovare colori e profumi della Calabria e del Sud del mondo".
Geri ha visitato il museo della liquirizia Amarelli a Rossano-Corigliano.
"La Calabria è patria della liquirizia – ha dichiarato – la sua produzione è andata di pari passo con l’evoluzione della società calabrese. Questo museo, che accoglie decine di migliaia di visitatori ogni anno, è da visitare per conoscere la storia della liquirizia Amarelli e del territorio calabrese".
Italiana, ma nata in Albania, progressista cresciuta in Piemonte, oggi candidata nella circoscrizione Sud alle elezioni europee, Geri Ballo, 34 anni, è impegnata in una serie di incontri in vista del voto di domenica prossima. Di lei si è molto discusso, nei giorni scorsi perché è stata bersaglio di insulti dopo aver suggerito al ministro Salvini di pensare più al suo incarico che a stare sui social.
Dopo l’ennesima valanga di insulti sessisti, il segretario dem, Nicola Zingaretti l’ha difesa via twitter: "Un grande abbraccio a Geri Ballo, minacciata e insultata solo perché di origine albanese, ecco a cosa sta portando la cultura dell’odio nel nostro paese. Geri dobbiamo lottare insieme per fare trionfare valori come rispetto e uguaglianza".
E dopo gli incoraggiamenti lei rilancia: "C’è un’Italia migliore. Le cose che dice Salvini non sono vere. L’Italia si è formata e si è arricchita sull’incontro di culture".
"Io voglio dimostrare che esiste un’altra Italia, quella che accoglie. Gli albanesi negli anni 90 diedero agli italiani un cambio di prospettiva, da paese di emigranti a paese di immigrazione: non fu certo semplice per gli italiani, non lo fu per chi arrivò, ma certo resta quella che oggi si può definire una buona pratica. L’Italia non è quella di Salvini, dell’odio, della paura", ha dichiarato Geri al quotidiano ‘LeccePrima’.
Poi ha sottolineato: "Io sono cresciuta nell’Italia Settentrionale dove la Lega, dopo aver insultato i meridionali, è passata agli albanesi e a tutti gli altri. C’è una storia bella, quella in cui gli italoalbanesi formano una comunità molto integrata, con studenti, imprenditori, tanti cittadini che danno il loro contributo. Oltretutto ora la stessa Lega da qualche tempo porta ed esempio l’integrazione degli albanesi. Ma chi non ha memoria dimentica cosa si diceva degli albanesi venti anni fa. Il fatto che io abbia fatto quella battuta ha scoperchiato un livore che gli albanesi non percepivano da un po’ perché ci sono altri target, più deboli e senza diritti".Perché penso che questo sia un momento cruciale per il futuro dell’Europa e di tutti noi. La sfida è importantissima per evitare di essere ricacciati nei nazionalismi. Mi pare che sia sottovalutata e che si sia per questo arrivata alla Brexit. I nazionalismi sono la cosa peggiore che possa capitare. Significa ricadere in quelle logiche che ci hanno portati all’ultima guerra mondiale. Alzare muri non fa che isolare".
Geri Ballo è pienamente consapevole, però, che "L’Europa di oggi è molto lontana da quella che veniva sognata a Ventotene, da quella che è stata costruita dalle generazioni successive: si è data troppa importanza ai mercati, dimenticandosi dei diritti sociali. La sinistra ha dimenticato di fare la sinistra negli ultimi anni e di questo bisogna prendere coscienza".
Per questo, dalle elezioni del 26 maggio, si aspetta "Un’Europa per l’Europa, un voto di consapevolezza della scelta europeista fatta tanti decenni fa e non un voto che non abbia altra prospettiva di quella dei muri".
