Tre piani (compreso il museo San Paolo) con circa 400 dipinti.
Da De Chirico a Modigliani (quadri confiscati).
Da Marino a Bava ( collezione Calarco).
Fino agli oltre 200 artisti locali contemporanei in mostra permanente.
Sabato 7 Maggio alle ore 11,00: lo scrigno di tanta bellezza si chiama Palazzo della Cultura "Pasquino Crupi". Ed è pronto ad aprire le porte.
Si parte così per il lungo viaggio negli Stati generali della Cultura 2016.
Una ghiotta anteprima viene offerta qui ai lettori con le preziose fotografie elaborate dalla Digi.Art di Rosanna Pesce (a lato – cliccare per ingrandire – Copyright Digi.Art®).
Una nuova tecnologia che mostra un assaggio della mostra che si inaugura al nuovissimo Palazzo della Cultura "Pasquino Crupi".
Lancia la seconda edizione degli Stati Generali della Cultura, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa: “La nostra è una terra dalle grandi potenzialità culturali, ma la sua valorizzazione, spesso, poggia sull’autoreferenzialità degli organizzatori, sulla presunzione di gradimento da parte dei fruitori, dando vita a manifestazioni che non catturano l’interesse dei grandi flussi turistici e sistematicamente vengono ignorati dai media. Gli “Stati generali della cultura” hanno cambiato questo modo di ragionare e attraverso una programmazione condivisa abbiamo tracciato la strada che dovrebbe aiutare la crescita socio-economica del territorio e agevolare l’uscita dall’isolamento. Con il nostro impegno abbiamo contribuito a tracciare un percorso che ha prodotto un’aggregazione mai registrata in passato con nuovi protagonismi culturali dei giovani. Adesso spetterà ad altri percorrere la strada del rinnovamento”.
Arriva l’atteso taglio del nastro, che apre le porte della Casa della Cultura intitolata al meridionalista e letterato calabrese per eccellenza del nostro tempo, Pasquino Crupi.
Anima e “macchina” dell’evento, l’assessore a Cultura e legalità della Provincia, Eduardo Lamberti-Castronuovo.
Che, nella sua introduzione a questa cavalcata tra arte, musica, teatro, condivisione, mette l’accento sulle iniziative principali di questa edizione 2016.
“Gli Stati Generali della Cultura, nella loro 2a edizione, rappresentano l’evento, da una parte, conclusivo di un percorso suggestivo, dall’altra, l’inizio di una nuova era culturale. Inarrestabile grazie all’entusiasmo, soprattutto giovanile, suscitato. Più di 700 manifestazioni in 31 giorni sono la dimostrazione che l’arte è viva ed uniformemente presente su tutto il nostro territorio. Tutti sono coinvolti.
Pittura, scultura, musica di ogni genere, letteratura, storia, ogni campo culturale, esce allo scoperto e dimostra, a chiare lettere, la sua potenza ed il suo grado ed il suo ruolo di farmaco antimafiosità. A sicuro effetto.
Non esiste altro farmaco civile più potente di essa, contro chi della legalità non ha né rispetto né “talvolta” conoscenza.
Ma come siamo arrivati a questa manifestazione, così massiccia e convintamente partecipata? La sinergia è stata la padrona assoluta di questo processo virtuoso. Con la Sovrintendenza ai Beni Culturali, abbiamo realizzato il restauro di opere d’arte, quali la Pala d’altare di Battistello Caracciolo, l’Arazzo Fiammingo del 1600, del quale abbiamo curato l’esposizione sia al Museo Archeologico che al Palazzo Alvaro, solo per citare alcuni esempi.
Con il mondo della musica bandistica, abbiamo realizzato una rete che comprende quasi tutti i 97 Paesi della Provincia. Rete che ha avuto un successo strepitoso, sia per la splendida direzione del M° Riccardo Muti nel luglio 2012, sia per quella del M° Riccardo Rizza, nell’estate del 2015. Per ambedue i concerti si è registrata la presenza di ben mille orchestrali sul palco!
Oggi le nostre orchestre giovanili di fiati, suonano ed incidono in tutta Europa! Applaudite, direi quasi osannate compagini, che mietono successo su successo. Con la pittura si è stabilito un nesso talmente evidente e positivo, che sono innumerevoli le mostre promosse. Ovunque. Lo stesso dicasi con le sculture. Con il Conservatorio e la musica sinfonica, coinvolgendo anche l’Accademia di Belle Arti e l’Università, siamo riusciti a mettere in
scena anche un’opera lirica, sia pure parzialmente, e numerosi concerti con i senior e i giovani. Successi lusinghieri di pubblico e di critica. Oggi addirittura, riusciamo a presentare i nostri giovani musicisti accanto all’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, nel Tempio della Musica Reggina.
Ma, la punta del nostro iceberg culturale, ormai riemerso, è senza dubbio rappresentata dalla inaugurazione del Palazzo della Cultura, intitolato a Pasquino Crupi. Anche questa, una dimostrazione che la politica vola alto, quando indossa i panni della cultura. Il palazzo rappresenterà uno dei luoghi di aggregazione intellettuale più importanti della città metropolitana. Punto di forza è senza dubbio la mostra dei 125 quadri confiscati alla malavita organizzata, con autori come De Chirico, Dalì, Fontana, Migneco ed altri molto importanti.
Ma, non sono da meno, i quadri appartenuti alla collezione Calarco e quelli dei giovani artisti che avranno la possibilità, in permanenza, di esporre le loro opere, sostituendole ogni qualvolta lo desiderino al fine di farsi conoscere dal pubblico. Una iniziativa unica in Italia.
Una mostra dell’arte del popolo, libero di esprimersi senza steccati o vie preferenziali riservate a pochi.
Una sorta di mostra in fieri, mai uguale a se stessa! Un continuo aggiornarsi, un perenne divenire artistico, a disposizione di tutti. Dunque la cultura, quale esaltazione della bellezza in tutte le sue forme, è veramente patrimonio di questa Terra, che lo possiede, ben definito,
nel suo codice genetico.
Era in una fase di sonnolenta riflessione, probabilmente, oggi con l’aiuto della gente, è tornata a rendere più bello il nostro territorio, la nostra città, la nostra provincia. Gli Stati Generali che qui si presentano, nella loro 2a edizione, saranno un successo di tutti. Nessuno escluso, mai. Per dirla con un grande Reggino, Don Italo Calabrò”.
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