di Francesco Alì
Il Tribunale di Messina ha rimesso alla Corte Costituzionale sei delle tredici questioni di legittimità costituzionale sollevate dai ricorrenti messinesi e, accogliendo le argomentazioni
del ricorso, ha rilevato dei profili di incostituzionalità dell’Italicum interpellando la Corte Costituzionale che adesso è investita della questione e dovrà giudicare se l’Italicum è
incostituzionale.
Con il ricorso, proposto in maniera analoga dinanzi ad altri diciotto Tribunali in Italia, i cittadini elettori hanno richiesto di poter esercitare il “diritto al voto libero ed eguale, secondo modalità conformi alla Costituzione, violata dall’Italicum, come già dal porcellum”.
La prima risposta in Italia arriva, dunque, dal Tribunale di Messina che, con ordinanza 17/24.2.2016, ha dichiarato: “sono rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di costituzionalità sollevate nel giudizio, tutte incidenti sulle modalità di esercizio della
sovranità popolare”.
Secondo i ricorrenti, “Viene messo in discussione l’impianto derivante dal combinato
disposto della riforma costituzionale in fase di approvazione e la legge elettorale ultrapremiale italicum, nei termini denunciati in Sicilia e in tutta Italia dal gruppo di avvocati organizzati dall’Avv. Felice Besostri”.
Si tratta di un’iniziativa nata nell’ambito del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale: il ricorso presentato a Messina, dall’avvocato già Senatore e membro del CSM Enzo Palumbo (e dagli avvocati Tommaso Magaudda, Francesca Ugdulena, Giuseppe Magaudda) è infatti uno dei 18 depositati in diversi tribunali italiani.
Il Tribunale di Messina ha, dunque, disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi, ancor prima che la legge elettorale "Italicum" venga applicata, per non vanificare i diritti elettorali dei cittadini italiani, sulla legittimità costituzionale della stessa.
La palla passa ora alla Suprema Corte. In caso di pronuncia di incostituzionalità, gli effetti della sentenza potranno condurre a votare secondo le regole del cosiddetto Consultellum (niente liste bloccate, niente premio di maggioranza senza soglia al ballottaggio) così come accadde per il Porcellum.
E proprio ieri Paolo Grossi è stato eletto nuovo presidente della Corte Costituzionale. Giurista e storico fiorentino, classe 1933, è stato nominato giudice costituzionale dall’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 2009.
Eletto con 14 voti, Grossi prende il posto di Alessandro Criscuolo. Giorgio Lattanzi è stato eletto vicepresidente vicario, affiancato da altri due vicepresidenti: Aldo Carosi e Marta Cartabia.
Il nuovo Presidente della Corte, durante l’incontro con i giornalisti, ha affrontato proprio il nodo Italicum e legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Messina: "Prevedo un tempo ragionevolmente breve per arrivare a qualcosa di definito. Alla Corte non si hanno lunghe attese, oggi non c’è se non un arretrato minimo di un mese un mese e mezzo". Grossi ha infine risposto alle domande sul controllo preventivo sulle leggi elettorali previsto dalla riforma Costituzionale, su cui il suo predecessore aveva manifestato perplessità: "Quando si parla di istituzioni parlamentari occorre la massima cautel,a ma mi sento di condividere quanto espresso da Criscuolo".
Ed ecco le sei motivazioni accolte dal Tribunale di Messina sulle tredici presentate dai ricorrenti:
III° MOTIVO: Il vulnus al principio della rappresentanza territoriale;
IV° MOTIVO: Il vulnus ai principi della rappresentanza democratica;
V° MOTIVO: La mancanza di soglia minima per accedere ballottaggio;
VI° MOTIVO: Impossibile scegliere direttamente e liberamente i deputati;
XII° MOTIVO: Irragionevoli le soglie di accesso al Senato, residuate nella L. 270-2005;
XIII MOTIVO: Irragionevole applicazione della nuova normativa elettorale per la Camera a Costituzione vigente per il Senato, non ancora trasformato in camera non elettiva, come vorrebbe la riforma costituzionale.
©Riproduzione riservata
Foto Grossi, fonte Ansa
Foto Besostri, fonte sito Besostri
Foto Renzi, fonte fattoquotidiano.it
Puoi seguire www.quellochenonho.net anche sulla pagina facebook
https://www.facebook.com/Quello-Che-Non-Ho-577508899066195/?ref=aymt_homepage_panel
