UN compagno di scuola, ma soprattutto di vita. Di buona vita. È così che il comitato “Quello che non ho” e l’Ente scuola edile per la formazione e la sicurezza concepiscono il diario. Non una semplice agenda su cui annotare i compiti, ma un’opportunità per diventare protagonisti di un percorso condiviso di formazione e crescita. Questa opportunità sarà data agli alunni di alcune
scuole reggine, che si impegneranno a costruire il “diario della legalità”. Un diario creato dai ragazzi e destinato ai ragazzi stessi. Il progetto in questione, ideato da “Quello che non ho” e sostenuto dall’Ente scuola edile, con la collaborazione
di associazioni come l’Anpi, “Da Sud”e la fondazione “Giuseppe Di Vittorio”, è stato presentato ieri agli studenti presso il Liceo
scientifico “Leonardo da Vinci”. Protagonista dell’incontro, un ospite d’eccezione: l’ex magistrato milanese, oggi presidente della Garzanti Libri, Gherardo Colombo. Una presenza di spessore quella del pubblico ministero di “Mani pulite”, invitato a parlare ai ragazzi di legalità, ma soprattutto di democrazia, autentico baluardo contro ogni forma di ingiustizia. Di spicco i relatori che hanno animato il dibattito, affiancando Colombo nell’illustrazione dei valori cardine del vivere civile, che consentiranno ai giovani di costruire il proprio futuro in una società migliore. Il “diario della legalità” costituirà il primo passo di
questo percorso. A spiegare il senso del progetto è il dirigente del Liceo scientifico Giuseppina Princi, che sottolinea l’importanza della missione di quattro scuole che, pur nelle difficoltà affrontate dagli istituti meridionali, «si mettono in rete con un obiettivo comune: la crescita dei ragazzi ». Dello stesso avviso i dirigenti degli altri tre istituti coinvolti: il comprensivo
“Ibico-Vitrioli-Pascoli”, il “Vittorino da Feltre” e il tecnico “Righi”. Soddisfatto del progetto è anche Vincenzo Geria, coordinatore
dell’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria. A entrare nel dettaglio è Francesco Alì, rappresentante della rete anti-ndrangheta “Quello che non ho”. «Il diario – spiega Alì – è un compagno di viaggio per ogni studente. Abbiamo pensato che non dovesse essere precostituito, ma pensato dai ragazzi come occasione di approfondimento di temi cruciali, quali
legalità, giustizia, sicurezza, diritti, democrazia». Il titolo del diario, così come del sito che lo accompagnerà, è “Quello che non
ho”, da una canzone di Fabrizio De Andrè. Ed è proprio da qui che parte Gherardo Colombo, chiedendo agli studenti:
«Cos’è che vi manca?». Interagendo con i giovani, l’ex magistrato tratteggia un quadro della libertà, «condizione
basata sulla possibilità di scegliere». «Non possiamo scegliere – afferma Colombo – senza sapere. Allora studiare è
necessario per essere uomini liberi. La libertà è bellissima, ma contempla la responsabilità e questo incute timore. Non dobbiamo avere paura della libertà, solo così potremo difendere la democrazia». Su democrazia, costituzione e
legge elettorale verte la seconda parte dell’incontro. Sono questi temi che Colombo conosce bene, per averli sviscerati nel suo ultimo saggio, intitolato non a caso “Democrazia”, parola abusata, ma mai come oggi in ballo, in un periodo in cui storture politiche e disoccupazione rischiano di negarla. A prendere parte al dibattito, moderato dal presidente dell’Anpi di Reggio
Calabria Sandro Vitale, anche Vincenzo Moretti della fondazione “Giuseppe Di Vittorio” e il giornalista Danilo Chirico, presidente
della associazione “Da Sud”. Un contributo importante è stato dato dal procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza e dal sostituto procuratore della Dda reggina Giuseppe Lombardo. Il primo ha sottolineato
il valore della “militanza politica”, intesa come «esercizio di un diritto di cittadinanza e impegno degli stessi magistrati nella
diffusione della cultura della legalità». Lombardo, che ha ricevuto un attestato di solidarietà da parte degli studenti per l’ennesima intimidazione subita, ha esortato i giovani a «riempire gli spazi di libertà creati dai magistrati che fanno
il proprio dovere e prenderne pieno possesso da cittadini indipendenti».
Da Il Quotidiano della Calabria
di ANNALICE FURFARI
