Bronzi senza controlli: attrezzature "sparite" e centraline rimaste alla ditta dal 2014, basi antisismiche da ricontrollare e sistemi rimasti fermi da anni sono solo alcune delle verità emerse dal verbale, inedito fino a ieri e qui pubblicato, redatto dopo le verifiche eseguite al Museo nazionale di Reggio Calabria dal direttore Carmelo Malacrino, i tecnici dell’Iscr e della ditta Tecno.El con alcuni funzionari di Museo e soprintendenza.
La buona notizia, come si scriveva ieri, è che le statue pare non abbiano subito danni, almeno evidenti, vista la prima verifica visiva realizzata con un videoendoscopio dall’esperto dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, Roberto Ciabattoni.
Sulla vicenda oggi interviene, dal Comitato scientifico del Museo archeologico, Marisa Cagliostro.
Denuncia il silenzio rimasto intorno a questa vicenda e soprattutto la mancata comunicazione al Comitato scientifico da parte del direttore Malacrino di quanto accaduto e di quanto emerso dalle verifiche.
“Ho chiesto a più riprese notizie su quale fosse la situazione dopo aver letto l’ennesima denuncia apparsa sulla stampa – commenta Marisa Cagliostro – e attendevo di poter chiedere al direttore Malacrino informazioni e chiarezza nella riunione che il Comitato del Museo avrebbe dovuto tenere lo scorso 10 novembre. Appreso tuttavia – continua – dell’ulteriore rinvio del nostro incontro, comunicatoci dal direttore, ho inoltrato una richiesta di chiarimenti via mail, anche in merito alle iniziative intraprese per rimettere in funzione tutto il sistema".
"Credo – aggiunge ancora – che per il ruolo che il Comitato svolge all’interno del Polo sia giusto condividere notizie così importanti. Spero dunque che a breve questa riunione si tenga, visto anche il fatto che l’ultima volta in cui il Comitato è stato riunito risale a mesi e mesi fa. Anche questa sporadicità nel confronto non ci consente infatti di svolgere come si deve il nostro ruolo che, voglio ricordarlo, resta un ruolo istituzionale”.
