In occasione del Tricentenario della nascita di Carlo di Borbone il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), il Dipartimento Architettura e Territo¬rio (dArTe) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e il Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia promuovono il Convegno internazionale "L’antichità nel Regno", archeologia, tutela e restauri nel Mezzogiorno preunitario.
Secondo quanto comunicato dall’Università Mediterranea, lanciando il call for paper dell’evento qualche settimana fa, il convegno dovrebbe tenersi nelle giornate del 27 e 28 aprile prossimi, a cura di Carmelo Malacrino, Angela Quattrocchi e Riccardo Di Cesare.
Dedicato agli anni compresi fra il 1734 e il 1861, un periodo nel quale il Regno borbonico diede un impulso significativo per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Una fase storica fondamentale anche per la cultura antiquaria, nella quale alle grandi scoperte dell’archeologia e a una nuova lettura del passato si affiancarono importanti provvedimenti di tutela e l’avvio di interventi di restauro.
L’emanazione dei nuovi decreti sulla dispersione delle opere d’arte e sul divieto di esportazione fu essenziale per la formazione delle principali raccolte archeologiche, ma anche per la nascita di una serie di straordinarie collezioni, ancora oggi poco note alla maggior parte dei visitatori che raggiungono il Sud dell’Italia.
L’evento ha lo scopo di ripercorrere le tappe della costruzione di questo modello culturale assolutamente all’avanguardia per l’epoca.
Gli obiettivi sono molteplici:
• offrire ad archeologi, storici, architetti e restauratori un’occa¬sione di confronto e dibattito sulle tematiche proposte
• far conoscere anche il patrimonio finora ritenuto "minore"
• divulgare la conoscenza di concetti e prassi operative di cui non possiamo disperdere l’eredità di senso e signi¬ficato.
Sono previste relazioni in lingua italiana, francese e inglese.
