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L’omaggio dell’artista Nuccio Schepis all’arte e all’amore : il noto restauratore dei Bronzi di Riace entra con la sua scultura “Fusion a. 2008” nella collezione permanente di “Limen”, il neonato Museo dell’arte contemporanea di Vibo Valentia

30 Gen 2016 | Archivio

 

 

di ANTONIETTA CATANESE
 

 

Un inno all’arte. E all’amore. Un omaggio ad un Museo che nasce come un fiore in una terra partorita nell’arte. E che proprio di arte ha bisogno, ora più che mai, per poter rinascere, nuovamente.
 

 

“Fusion Anno 2008” è nata così nella mente e nel cuore di Nuccio Schepis: una scultura in bronzo che, insieme ad oltre cinquanta opere di quotati artisti internazionali, è parte della collezione permanente del neonato Museo di Arte contemporanea “Limen” di Vibo Valentia.
 

 

La ricca galleria d’arte contemporanea, messa insieme negli anni dalla Camera di Commercio di Vibo con un minuto lavoro di ricerca artistica, grazie all’arrivo di questi cinquanta nuovi lavori, è divenuta, ora, e a tutti gli effetti, un vero e proprio museo.
 

 

“Limen”, inaugurato lo scorso sabato, è infatti già a pieno titolo dentro l’alveo dei musei regionali (perché riconosciuto tale con decreto della Regione Calabria).

Una realtà che fa sperare davvero tanto bene per il futuro culturale calabrese.
 

 

Tra le sue opere, tutte pregiate creazioni di artisti ben noti, ecco “Fusion a. 2008”.

 

Un’opera che ha due anime. Quelle del suo artista e restauratore, Nuccio Schepis. E che oggi andiamo a conoscere.
 

 

Bronzo da restaurare. Bronzo da plasmare: è un filo rosso che segna le due principali attività professionali dell’artista di Reggio Calabria, questa materia plastica che si muta in arte, attraversando secoli e storia.
 

 

Lui, che proviene dall’esperienza internazionale del gruppo I Mediterranei, deve infatti la sua fama nel mondo non solo alla sua arte creativa, ma anche alla sua altissima professionalità, quale restauratore della soprintendenza di Reggio Calabria, ed in particolare di quelle due magnificenze assolute che sono i Bronzi di Riace.
 

 

Così, appena ricevuto l’invito dai curatori di Limen, a cedere una propria opera per la nuova collezione, Schepis non ha avuto alcun tentennamento. Ha detto “sì” ed ha messo a disposizione la sua intera produzione.
 

 

“La scelta è caduta su “Fusion”, un’opera alla quale sono molto legato – ci spiega Schepis da Chicago, dove attualmente si trova – il curatore di Limen, Enzo Le Pera, mi conosceva da anni: mi aveva, a suo tempo, inserito in una pubblicazione sugli artisti calabresi, ed in seguito in un catalogo, oltre ad avermi voluto per una mostra presso il Castello di Corigliano. L’opera per la collezione di Limen  l’ha scelta personalmente Le Pera, tra quelle da me proposte. E sono stato felice di questa scelta”.
 

 

“Fusion 2008 è una scultura in bronzo”, spiega, “è stata fusa a cura di Franco Cimino, titolare di una fonderia artistica a Lamezia Terme. Cimino, già docente presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio, insegna adesso presso l’Accademia di Catanzaro, ed ha realizzato perfettamente ciò che avevo immaginato”.
 

 

“Sono due figure, fuse in una sola: un uomo e una donna. Che si “mescolano”, nell’atto d’amore, perdendo i propri confini, ma solo per vederli espandere in quelli dell’altro. Un inno all’amore, sì – conferma l’artista e restauratore – un omaggio a “Limen”, che parte dal confine per abbattere i confini”.
 

 

E “Fusion Anno 2008”, aggiungiamo noi, è un’opera che conferma, ove ce ne fosse bisogno, la vitalità di questo artista inesauribile. Una scultura nella quale ritroviamo i tratti salienti dell’arte di Schepis. Il suo costante, quasi ossessivo, richiamo ai miti, alla metamorfosi, al Mediterraneo, col suo mare in movimento in mezzo alle terre. Con le sue suggestioni ancestrali, i suoi colori, qui plasmati nel bronzo piuttosto che sulla tela o che a carboncino, sugli amati fogli che Schepis ama schizzare, ovunque si trovi.
 

 

L’artista, dagli States, crucciato di non aver potuto partecipare al battesimo di Limen, affida a questa pagina i propri auguri per questo museo che muove i primi passi, forte tuttavia di tanta storiaspesa per l’arte: “Un museo è una speranza. Ancora di più nella nostra terra – ci dice Schepis – è un fiore, in una terra che di arte ha tanto bisogno. Un fiore che deve germinare iniziative, incontri, scambi, futuro. Per tutti gli artisti contemporanei che, di spazi espositivi e creativi, hanno veramente un gran bisogno”.
 

 

Un laboratorio aperto, insomma, delle arti e per le arti. La sua vocazione è questa. Essere  “confine” da cui si parte per divenire linea aperta.
 

 

Lo hanno ribadito gli illuminati fautori del progetto, anche durante l’inaugurazione di sabato a Vibo Valentia.
 

 

 “Il Museo Lìmen rappresenta – per il  presidente dell’Ente Michele Lico e per il segretario generale Donatella Romeo    – il più importante riferimento d’Arte Contemporanea a livello regionale nonché parte di un percorso complesso di interventi tra loro strettamente connessi. Dal 2006, con la pubblicazione della Rivista istituzionale Lìmen per promuovere e valorizzare imprese e territorio, al 2008, con la presentazione dell’Enciclopedia dell’Arte di Calabria ‘800 e ‘900” di Enzo Le Pera e l’incontro con il noto critico Giorgio Di Genova, si arrivava all’idea del Premio Lìmen Arte, subito avviato nel 2009, con la formula dell’acquisizione al patrimonio dell’Ente delle opere vincitrici e delle donazioni, proprio per la costituzione del Museo della città. Poi la riqualificazione del Valentianum per il trasferimento della sede camerale ci convinceva dell’opportunità di far coesistere armonicamente uffici e ambienti museali in un rapporto di reciproca funzionalità”.
 

 

Ed ora eccolo, il piccolo gioiello museale di Vibo Valentia: si sviluppa al primo piano del Valentianum, in ampi spazi e lungo i corridoi circolari, suddivisi in quattro gallerie: Silver, Gold, Platinum, Black; al piano terra, il museo occupa aree del chiostro, ora riqualificato con l’area esterna grazie alla concessione di un finanziamento attivato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale; qui si collega anche al Museo d’Arte Sacra e ai locali destinati a laboratorio di arte, ricerca, innovazione che, di recente, hanno ospitato il progetto Limen Bottega Aperta, con corsi di ceramica e xiliografia curati dai maestri Antonio Montesanti e Antonio La Gamba. Antonio La Gamba ha quindi realizzato, con l’innovativa tecnica della Metalxilografia, la stele dedicata al Museo Lìmen, sviluppando su ogni lato un tema: memoria, cultura, storia, speranza nel futuro.

 

 

La grande ambizione? “Non essere un tradizionale Museo”, rilancia Lico. “Non solo un luogo che parla di cultura ma che produce cultura e sapere. Performance, workshop, laboratori per creare nuove occasione professionali, soprattutto per i giovani”.

 

I numeri forniti dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia parlano di una sfida che può essere vinta: “Il sistema produttivo culturale e creativo in Italia  è in continua crescita e produce 79,8 miliardi l’anno. Una recente ricerca ci dice che in Italia ci sono quasi 450.000 imprese del sistema produttivo culturale e rappresentano circa il 7,3% delle imprese nazionali producendo il 5,4% della ricchezza del  Paese.

 

 

 «Vogliamo che il Museo crei un sistema, un circuito virtuoso intorno al quale far vivere la Città», afferma Donatella Romeo, direttore di Limen. “La collezione è ormai molto vasta, e questo ha permesso di sviluppare un progetto curatoriale che vedrà un continuo rinnovamento degli spazi espositivi, con mostre sempre nuove e collegamenti sorprendenti tra artisti”.

 

 

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