di ANTONIETTA CATANESE
Onore al merito dei funzionari della soprintendenza e del Mibact in Calabria. Che in 18 mesi hanno avuto cinque “capi” diversi e che smaltiscono, per quanto possibile, da martedì scorso di nuovo senza soprintendente, l’ordinaria e anche la straordinaria amministrazione (fin dove la legge lo consenta).
Ora, in mezzo a tutte le altre cose da sbrigare, ci ri-entra anche Piazza Garibaldi (finalmente, per la verità!).
Il Comune (titolare del sito e delle spese da affrontare per gli scavi e il futuro parco archeologico) si sarebbe determinato.
Secondo spifferi che soffiano da un paio di giorni, l’ente avrebbe in realtà già individuato un progettista (un architetto) per il prossimo scavo della piazza che dovrebbe allargare, in primis e verosimilmente, il saggio del Podio romano, scoperto al momento per i suoi tre quarti.
In soprintendenza è stato a sua volta indicato il funzionario responsabile per gli scavi.
Il “cerino” delle responsabilità su quel sito è tutto in mano al Comune. Ma fa ben sperare il fatto che il sindaco abbia più volte dichiarato che il parcheggio è accantonato a favore del parco archeologico.
La soprintendenza, per parte sua, ha già prodotto da tempo una ipotesi progettuale per l’intero lavoro di scavo sulla piazza. Ora il tandem sembra pronto a ripartire. E questa è una buona notizia.
Resta tuttavia un ma. Anzi due.
Il progetto per portare a compimento un Parco archeologico delle dimensioni di Piazza Garibaldi vale un po’ meno di mezzo milione di euro. Cifra astronomica in tempi di magra. E allora è legittimo chiedersi quale sarà il percorso che dovrà portare, a partire dai fondi a disposizione, alla realizzazione del primo parco archeologico nel cuore della città.
Domande che, se confermato il già programmato ed imminente incontro tra i due enti, potrebbero a breve avere risposta.
Non si sa invece quando l’altro garbuglio sarà districato.
La soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria è ufficialmente vacante.
Condizione che di fronte ad interventi di una certa importanza, come quello di Piazza Garibaldi, che richiedono spesso anche atti straordinari, rischia di rallentare procedure e tempi.
Elena Calandra, come già scritto, martedì della scorsa settimana è ritornata a Roma ed ha firmato il contratto da primo direttore del neonato ed inedito “Istituto centrale per l’Archeologia”, figlio della riforma Franceschini.
La delega speciale, in assenza del soprintendente nominato, è andata ad un funzionario Mibact sul territorio.
In attesa di conoscere nel dettaglio come si intenderà procedere per la partita di Piazza Garibaldi, l’auspicio non può non essere duplice: che il Mibact si decida, proprio per l’esistenza di questa e tante altre emergenze del patrimonio, a nominare un nuovo soprintendente stabile e di finirla con i dirigenti “interinali” o a singhiozzo per la Calabria.
Due: che questo scavo, nel centro storico cittadino, si trasformi davvero in una chance, a partire da subito.
Chiarezza su intenti, tempi e modi per intervenire. E magari, proprio per questo, anche uno sforzo in più: far parlare questo pezzo di storia che riemerge. Farlo conoscere bene, dentro e fuori la città.
Farne un polo di attrazione e conoscenza, sin d’ora. Perché se la gente sa, può condividere e anche sostenere qualche disagio, conoscendone l’obiettivo, a maggior ragione adesso che i reggini sono diventati i veri custodi di questa scoperta.
Hai visto mai che la bella favola di un parco archeologico che scalza un parcheggio sotterraneo non faccia sbocciare l’amore vero tra la città e i suoi beni archeologici ancora tutti da mettere a sistema?
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