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La "FaiMarathon 2016" del Fondo Ambiente Italiano di Reggio Calabria apre per la prima volta il 16 ottobre il grande Forte "Siacci" di Matiniti, a Campo Calabro: ecco il programma della giornata

30 Gen 2016 | Archivio

Ritorna l’appuntamento con la FAIMARATHON del Fondo Ambiente Italiano.

E la delegazione reggina del Fai, con Rocco Gangemi capodelegazione, e il Gruppo Fai Giovani di Reggio Calabria, hanno scelto per questo appuntamento d’autunno un sito a dir poco unico.

 

Il luogo scelto è il FORTE SIACCI DI MATINITI SUPERIORE, nel Comune di Campo Calabro (l’evento è patrocinato dal comune): un bene di eccezionale importanza storica, architettonica ed ambientale che il Fondo Ambiente Italiano intende far conoscere, tutelare e valorizzare, tanto da averlo inserito anche tra i Luoghi del Cuore.

 

Il forte si apre per la prima volta ad una grande manifestazione ed al pubblico grazie alla cortese disponibilità ed alla collaborazione del Comune di Campo Calabro che ne è l’ente detentore.

 

 

Le visite saranno guidate dai Volontari FAI all’interno del Forte Siacci, con un lungo percorso di visita: circa un chilometro e mezzo, dalle 10 alle 16 di domenica 16 ottobre.
 

Come arrivare: uscita A3 Campo Calabro; strada provinciale da Campo Calabro in direzione Melia. A circa cinque chilometri da Campo Calabro si troveranno le insegne FAI all’altezza del Forte Siacci di Matiniti Superiore. Si potrà quindi posteggiare l’auto  ed entrare a piedi nella stradina che conduce , a soli 50 metri,  all’ingresso del forte.
 

Una volta entrati nel forte,  saranno consegnate ai visitatori le schede ed il materiale informativo sul sito, con le note storiche sul Forte Siacci e le indicazioni sul percorso di visita.
 

Da ricordare che la visita è a contributo libero.
 

La  FAIMARATHON, infatti, è anche un evento di autosostegno per il FAI e si colloca all’interno della campagna autunnale di raccolta pubblica di fondi dal titolo “Ricordati di salvare l’Italia”.

 

In questa giornata speciale, inoltre, eccezionalmente,l’iscrizione al FAI è agevolata con una riduzione di 10 euro su tutte le formule di adesione.

 

FAIMARATHON è una  passeggiata culturale a tappe, non sportiva, adatta a persone di tutte le età. Un evento per far riscoprire agli italiani, attraverso itinerari interessanti e curiosi, quanti sorprendenti tesori si nascondano tra i luoghi della propria vita quotidiana.

 

Ed ecco la storia di questo sito tutto da scoprire.

 

Sui colli che dominano lo Stretto di Messina con una eccezionale visione a 360° che comprende dall’Etna ai monti Peloritani, le coste siciliana e calabrese, le Isole Eolie ed il massiccio dell’Aspromonte,  sorgono i“ forti umbertini ”,  22 batterie facenti parte del sistema difensivo dello Stretto di Messina, realizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1884 e il 1914 con lo scopo di difendere una parte del territorio meridionale, dislocate nella città di Messina nella costa siciliana e Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Campo Calabro per la costa calabra.
 

Le prime fortezze ad essere costruite furono il Forte Polveriera detto Masotto e il Forte di Matiniti Superiore  detto Siacci rispettivamente sulla sponda messinese e calabrese. Furono queste ultime le fortificazioni dello Stretto più importanti per dimensioni, caratteristiche architettoniche e funzioni.
 

Il Forte Siacci di Matiniti Superiore  si presenta con una pianta poligonale di quattro lati di forma trapezoidale, a questa è planimetricamente giustapposta la pianta triangolare di un bastione con un fossato di protezione che circonda tutto il forte. La sua grande dimensione consentiva, per via della moltitudine di ambienti posti a vari livelli, una ricettività pari a 300 uomini di truppa. È una grande architettura militare complessa e significativa per l’articolazione dei sistemi difensivi, dei piani e delle strutture che presenta anche sofisticate soluzioni per i sistemi di aereazione naturale e di raccolta e purificazione delle acque anche per gli usi potabili.Gli ambienti sia interni che esterni hanno un’ elevata  accuratezza delle finiture.
 

Due caponiere di differente forma, sono state previste per  il tiro sul fossato, e la sagoma triangolare corrispondente al blocco giustapposto sul lato monte aveva la funzione di salvaguardare il fossato nella zona d’ingresso, mentre al suo interno nella parte più profonda, accoglieva i depositi delle polveri e delle munizioni.
 

I due "forti" Masotto e Siacci, per la loro ampiezza e complessità funzionale  si distinguono da tutte le altre strutture difensive che avevano solo funzione di tiro perciò dette “batterie”. E’ interessante l’aspetto tipologico dei due forti per la cui progettazione il Genio Militare Italiano si ispirò ai modelli della scuola prussiana.
 

L’armamento del forte Siacci era costituito da 10 obici da cm. 28 GRG ret, 2 cannoni da 12 cm. GRG ret, 4 cannoni da 9 cm. BR ret, 2 mortai da 15 Krupp.

 

(Scheda redatta a cura Delegazione FAI di Reggio Calabria da Cinzia Alibrandi e Maria Teresa Rizzo).

Bibliografia: M. Lo Curzio / V. Caruso –  LA FORTIFICAZIONE PERMANENTE DELLO STRETTO DI MESSINA – Storia , conservazione e restauro di un patrimonio architettonico e ambientale – EDAS Edizioni, 2006.

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