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Salta il soprintendente: a soli due mesi dalla nomina, via dalla Calabria anche Elena Calandra, che guiderà il neonato "ICA". In 18 mesi il Mibact cambia a Reggio cinque soprintendenti

30 Gen 2016 | Archivio

di ANTONIETTA CATANESE

 

Brava. Di più, bravissima. Con un curriculum monumentale e grande esperienza; una ricercatrice di statura internazionale rafforzata da capacità organizzative maturate in una soprintendenza complessa, come quella del Lazio.
 

Insomma, il top.
 

E sì che dopo ben cinque successioni in un anno e mezzo, tra nomine, interim e avocazioni, la Calabria una brava se la meritava!
 

Con questo bagaglio, a Reggio Calabria, arrivava due mesi fa, la nuova soprintendente, Elena Calandra.
 

Mission: costruire la nuova soprintendenza unica (che accorpa Archeologia, Belle Arti e  Paesaggio) per le province di Reggio e Vibo, due territori enormi, con poli archeologici importanti e una montagna di problemi da districare tra lavori sospesi, cantieri aperti e continue scoperte da gestire tra mancanza di fondi, carenza di personale e corsi e ricorsi.
 

Elena Calandra  conquistava subito tutti, capacissima di gestire le novità di una riforma che portava anche alla “suddivisione” del personale tra soprintendenza e Museo (divenuto autonomo), e nonostante una dislocazione degli uffici schizofrenica  in due sedi diverse in attesa della nuova dimora di via Fata Morgana.
 

A metà rodaggio,  con un soprintendente non più “interinale” e a contratto triennale, si iniziava a tirare il fiato.

Ottimo, insomma. E invece no!
 

Perché a due mesi esatti dalla nomina, la nuova soprintendente viene ri-nominata per un più alto ruolo (che peraltro merita tutto, sia chiaro!).
 

Succede infatti che, pochi giorni fa, il ministero per i Beni culturali, che due mesi addietro aveva scelto Elena Calandra come soprintendente calabrese per Reggio e Vibo, si accorga che invece, lei, sia la più titolata per guidare un altro ente: si chiama ICA, Istituto nazionale per l’Archeologia, organismo nuovo di zecca figlio della riforma Franceschini, che non si occuperà solo di tutela ma anche di ricerca in ambito archeologico.

Detto fatto: “Elena Calandra è la migliore e andrà all’ICA!”, decidono al Mibact.
 

Così, a soli settanta giorni dal suo arrivo, la soprintendente fa (di nuovo) le valigie in direzione Capitale.
 

E la Calabria?  Attenderà le decisioni del ministero.
Quindi? Una nuova nomina. Quale? La sesta!

Perché dopo Simonetta Bonomi arrivava Francesco Di Gennaro, che a sua volta veniva sostituito per un periodo da Luigi La Rocca (in interim); Seguiva Gino Famiglietti (il direttore generale avocava a sè la nomina in attesa di un nuovo soprintendente
 

A Reggio non si fanno i salti di gioia. Anzi.
 

E a Roma lo sanno bene! Tanto è vero che i ben informati sussurrano già che questa volta si tenterà di evitare almeno l’ennesimo interim, nominando da subito un nuovo soprintendente di ruolo.
 

Tempi? Una o due settimane, secondo le previsioni, tutte da sottoporre alla prova del nove.
 

Elena Calandra saluterà Reggio con le Giornate Europee del Patrimonio: anche a lei si ascrive il merito di riaprire i siti archeologici cittadini insieme al Comune per l’evento internazionale, mentre già aveva gettato le basi per l’attesa convenzione che dovrebbe ridare l’intero percorso archeologico in forma stabile a cittadini e visitatori.
 

Sembrava fatta! Adesso tutto si ferma. E poi si dovrà ricominciare.
 

Con un nuovo soprintendente che, almeno, si spera possa mettere radici un po’ più profonde di quelle dei suoi ultimi predecessori.

 

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