{"id":733,"date":"2018-10-20T10:15:47","date_gmt":"2018-10-20T10:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quellochenonho.news\/?p=733"},"modified":"2025-05-19T18:44:31","modified_gmt":"2025-05-19T18:44:31","slug":"incontro-con-mario-carbone-non-fotografavo-zavattini-o-fellini-pur-lavorandoci-insieme-la-gente-comune-il-mio-soggetto-preferito-il-mio-archivio-vorrei-ne-nascesse-un-libro-fotografico-come-qu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quellochenonho.news\/index.php\/2018\/10\/20\/incontro-con-mario-carbone-non-fotografavo-zavattini-o-fellini-pur-lavorandoci-insieme-la-gente-comune-il-mio-soggetto-preferito-il-mio-archivio-vorrei-ne-nascesse-un-libro-fotografico-come-qu\/","title":{"rendered":"Incontro con Mario Carbone: &#8216;Non fotografavo Zavattini o Fellini, pur lavorandoci insieme. La gente comune il mio soggetto preferito. Il mio archivio? Vorrei ne nascesse un libro fotografico, come quello su Matera dal mio lavoro con Levi nel 1960&#8217;"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Il grande fotografo e regista, gi\u00e0 Leone D&#8217;argento a Venezia, si racconta a Quellochenonho e annuncia: &#8216;Ho deciso di vendere 52 scatti del reportage in Lucania con Carlo Levi. La fotografia? Non finir\u00e0 mai di vivere. La mia Calabria \u00e8 nel cuore del Pollino e nella sua genuinit\u00e0&#8217;. Il 4 novembre sar\u00e0 nella sua San Sosti (Cs) per il premio internazionale a lui dedicato<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>di Antonietta Catanese<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cIncontrare\u201d Mario Carbone significa entrare in un secolo di immagini popolate di persone, di fatti, di atmosfere<\/strong>: il suo \u201cocchio\u201d &#8211; sensibile alla luce, ai volti, alle mani della gente autentica \u2013 ha aperto \u201cfinestre\u201d su storie che sono oggi un patrimonio inestimabile: decine di documentari, migliaia di fotografie, al fianco di Cesare Zavattini e Carlo Levi, nei luoghi in cui girava Federico Fellini, nella Roma del grande cinema e delle avanguardie, con poeti scrittori pittori, e in prima linea durante le rivolte degli studenti nel \u201868, nelle fabbriche degli scioperi nel Nord Italia e nelle campagne dei picconi alzati al cielo tra il Sud e le Isole, come pure sulle rive dell\u2019Arno esondato del 1966. Una vita condivisa, in arte e in amore, con la moglie artista e gallerista Elisa Magri, scomparsa di recente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quando gli confesso la voglia di subissarlo di domande, il Maestro ride di gusto.<br>Si schermisce, ricordandomi con candore e dolcezza i suoi 94 anni. Tuttavia l\u2019energia che sprigiona da quella voce ferma, lucida, e dalla sua predisposizione all\u2019ascolto, ne consegnano &#8211; da questa parte della \u201ccornetta\u201d\u2013 la tempra forte e tersa che emana dalle sue stesse fotografie.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 per questo che Carbone ama cos\u00ec&nbsp;<strong>tanto la sua \u201cgenuina\u201d San Sosti, la cittadina calabrese adagiata sul Pollino<\/strong>&nbsp;che gli diede i natali, con le sue vette e la sua aria pulita, dove \u2013 come ogni anno &#8211;&nbsp;<strong>il prossimo 4 novembre<\/strong>&nbsp;far\u00e0 ritorno per la quarta edizione del&nbsp;<strong>Concorso fotografico internazionale a lui dedicato e ideato dal fotografo e videomaker Giuseppe D\u2019Addino.<\/strong>&nbsp;In quella occasione<strong>&nbsp;lo scrittore Nicola Coccia presenter\u00e0 la nuova edizione del suo&nbsp;<\/strong><strong>\u201cL\u2019arse argille consolerai: Carlo Levi&nbsp;<\/strong>dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti\u201d ( Edizioni Ets), testo vincitore, nel 2016, del premio Levi ad Aliano.&nbsp;<strong>Il volume contiene un nuovo capitolo dedicato proprio a Mario Carbone e al suo lavoro realizzato tra i Sassi con il grande scrittore e pittore torinese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mario Carbone ha vissuto ogni suo giorno dietro un obbiettivo:&nbsp;<strong>ha fotografato Guttuso, lavorato con Cesare Zavattini. Carlo Levi lo conobbe in casa della figlia di Umberto Saba e, tra via Margutta e Piazza del Popolo dove visse a lungo, fu tra i protagonisti del grande cinema italiano.&nbsp;<\/strong>Una vita tra le stelle, ma con il riserbo che anche oggi lo connota.<strong>&nbsp;Nel 1967 conquister\u00e0 il Leone D\u2019Argento alla Biennale di Venezia con il suo \u201cFirenze, novembre 1966\u201d, prodotto da Elisa Magri, confezionato da Carbone con i testi di Vasco Pratolini letti da Giorgio Albertazzi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inutile cercare le \u201cstar\u201d nei suoi scatti, pur avendole avute tutte \u201csotto il naso\u201d:&nbsp;<strong>\u201cNon ho neanche mai fotografato Zavattini o De Sica e Fellini, eppure ci lavoravo insieme. Non volevo che il soggetto fosse in posa. Mai\u201d,<\/strong>&nbsp;confess\u00f2 nel 2013 al microfono della Soprintendenza romana che lo intervistava in occasione della mostra a lui dedicata e allestita nel Museo di Trastevere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carbone fotografava \u201cla spontaneit\u00e0\u201d. E la \u201cgente\u201d: era questo il soggetto che prediligeva. A questo avrebbe dedicato tutta la sua vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"395\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-1956-donnaalveroalbano-small.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-744\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-1956-donnaalveroalbano-small.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-1956-donnaalveroalbano-small-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Donna al Vero Albano,&nbsp;1956<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"445\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-levi-ed-anziano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-743\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-levi-ed-anziano.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-levi-ed-anziano-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Levi ed anziano, Matera, Lucania 1960<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><strong>Nel 1955 sceglieva di vivere nella Capitale. Quattro anni dopo vinceva con \u201cI vecchi\u201d, del regista Raffaele Andreassi, il suo primo Nastro D\u2019Argento per la fotografia.<\/strong>&nbsp;Nel 1968 era alla facolt\u00e0 di Architettura, mentre la polizia azionava gli idranti contro gli studenti. Fu il primo a voler raccontare la malattia della mente, il primo a varcare i cancelli di un manicomio con una telecamera e una macchina fotografica, documentando l&#8217;arte-follia di Oreste Nannetti nel manicomio di Volterra in \u201cGraffiti\u201d, con i testi di Vito Riviello, poeta lucano. Premiato sui tappeti rossi, Carbone rimarr\u00e0 se stesso: sobrio, discreto, con l\u2019animo \u2013 e la sua immancabile camera \u2013 rivolti su chi stava sul bordo della strada piuttosto che sotto i riflettori. E poi l\u2019India, gli Stati Uniti, l\u2019Inghilterra, l\u2019Olanda e la Francia. Negli anni \u201960 l\u2019incontro con Carlo Levi e il lavoro su Matera dove documenter\u00e0 i luoghi di \u201cCristo si \u00e8 fermato ad Eboli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"430\" data-id=\"740\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-740\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-2.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-2-300x215.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"430\" data-id=\"742\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-742\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-3.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-3-300x215.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"430\" data-id=\"739\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-739\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-4.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-4-300x215.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"430\" data-id=\"741\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-741\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-1.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-1-300x215.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"430\" data-id=\"738\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-738\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-valle-giulia-300x215.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<figcaption class=\"blocks-gallery-caption wp-element-caption\"><em>Cinque fotogrammi dal filmato della Battaglia di Valle Giulia, 1968<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emigrazione, fame, radici. Carbone scatta e filma. Carlo Levi tradurr\u00e0 le sue foto in un\u2019opera pittorica con ben 160 soggetti, permanentemente esposta, insieme alle foto dello stesso Carbone, presso&nbsp;Palazzo Lanfranchi,&nbsp;al&nbsp;Museo nazionale d&#8217;arte medievale e moderna della Basilicata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E proprio dalla citt\u00e0 dei Sassi, che oggi si appresta a vivere un 2019 quale Capitale Europea della Cultura, si avvia la nostra conversazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maestro, per raccontare Matera all\u2019Europa non posso non pensare alle sue fotografie e ai ritratti che Levi ne trasse. Come era Levi? E cosa porta con s\u00e9 di quel viaggio nell\u2019anima della Lucania?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCon Carlo Levi abbiamo raccolto volti e storie nella Matera degli anni Sessanta. La gente viveva nei Sassi. Poi cacciarono via tutti. In quegli anni era gi\u00e0 in costruzione un altro luogo dove portare quelle persone, ma era tra quei sassi che loro si sentivano a casa. Non volevano andare via. La definirono \u201cUna vergogna nazionale\u201d, ma invece l\u00ec c\u2019era, malgrado il disagio, la autentica Matera. Carlo Levi era una persona disponibile. Ascoltava tutti. Parlava con tutti. Per i 100 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, (Mario Soldati lo incarica di rappresentare la Basilicata alla Mostra delle Regioni, Italia \u201961)&nbsp;<\/em><em>&nbsp;lo mandarono in Lucania e lui scelse me come fotografo. Non mi dava indicazioni. Io fotografavo ci\u00f2 che mi colpiva. E poi lui ne trasse i soggetti del suo grande pannello esposto nel museo nazionale lucano. Nel mio archivio conservo oltre 400 fotografie di quel lavoro. Adesso ne ho scelte 52 e voglio metterle in vendita. Io spero che queste immagini possano diventare un patrimonio comune\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il suo Archivio: registrazioni, fotografie, riprese, pellicole, documentari. Una mole enorme di testimonianze, molte delle quali inedite, in bianco e nero e a colori. Mi vengono in mente le riprese che lei fece nel 1968, siamo nel cinquantenario, durante gli scontri alla facolt\u00e0 di Architettura. Ce lo racconta?<br><\/strong><em>(in gallery alcuni esclusivi frame del filmato di Carbone durante la Battaglia di Valle Giulia*)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPensi. Mi trovavo l\u00ec per caso. Ma quando vedevo che qualcosa stava accadendo era pi\u00f9 forte di me. Dovevo filmare. Mi ritrovai senza pellicola e chiesi a mia moglie, Elisa Magri, di correre a prenderne alcune. Cos\u00ec lei me le port\u00f2 e iniziai a riprendere. C\u2019era un gran caos. Ma riuscii a fare un po\u2019 di girato, che poi consegnai a Mondo Operaio. \u00c8 ancora possibile visionarlo, richiedendolo. Sono circa venti minuti, proprio durante la rivolta nella facolt\u00e0 romana. Io conservo copia di questo girato nel mio archivio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa rappresenta per lei questo archivio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQuesto archivio rappresenta la mia vita: ci sono migliaia e migliaia di fotografie. Adesso lo sto riordinando e sono venute fuori fotografie che neanche ricordavo di aver fatto. Sono migliaia. Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Olanda, India. Ci sono ancora centinaia di scatti inediti. Quando sono andato a rivederli me ne sono stupito io stesso. Addirittura avevo dimenticato molte di quelle foto, in quei viaggi, tantissimi, lungo la mia lunga vita\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come vorrebbe che venisse valorizzato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCredo che il modo migliore per valorizzarlo sarebbe farne un corposo libro fotografico. Come abbiamo fatto per la Lucania narrata per parole immagini e pittura con Carlo Levi (vedi \u201cViaggio in Lucania, 1980, e il documentario dedicato allo scrittore-pittore, Omaggio a Carlo Levi, 1983, ndr). S\u00ec, sarebbe l\u2019ideale. Questo archivio io lo lascer\u00f2 a mio figlio. \u00c8 lui a gestirlo e a lui rester\u00e0. Ma voglio anche lasciare qualcos\u2019altro a mio figlio e cos\u00ec ho deciso di mettere in vendita 52 foto scelte, scattate negli anni Sessanta, proprio con Carlo Levi a Matera\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dove vive adesso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIo vivo in affitto in un appartamento al Fleming. E vivo solo. A dire il vero questo \u00e8 un quartiere che non mi piace. Ci vive gente ricca e ci sono solo negozi che vendono abiti e scarpe, soprattutto da donna. Questa cosa la trovo incomprensibile. Solo vestiti e scarpe. Non ci sono cinema, non ci sono gallerie d\u2019arte. \u00c8 un peccato. Io qui ci vivo male\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Penso al suo studio con Franco Angeli, alla galleria d\u2019arte di sua moglie, Elisa Magri; a quel vostro set in cui giraste \u201cInquietudine\u201d, il corto che folgor\u00f2 Zavattini tanto che il regista scelse lei tra gli autori de \u201cI misteri di Roma\u201d. Come era quella vita, quando viveva a Piazza del Popolo? Le manca?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh, Piazza del Popolo e via Margutta erano i luoghi in cui lavorai e vissi per anni. Erano i tempi del grande cinema. Nascevano amicizie con artisti registi poeti. Era una vita stimolante, anche se non facile eh, eravamo un po\u2019 squattrinati. Ho un ricordo in particolare: pensi che un giorno mi scrisse una ragazza svedese che avevo conosciuto girando un documentario. Sulla lettera scrisse solo \u201cMario Carbone, Piazza del Popolo\u201d. E quella lettera, dalla Svezia, incredibilmente arriv\u00f2 (ride). Me ne stupii, davvero. Certamente il postino mi conosceva. Ma ancora lo trovo incredibile\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo trova strano? Ma lei era famoso\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNo, io non mi sono mai sentito famoso. Vede, io facevo cinema, ma mi sono dedicato al sociale. Era quello che volevo raccontare. Le persone vere. Al di l\u00e0 dei personaggi celebri con cui lavoravo e che frequentavo: vede io vivevo l\u00ec, a Piazza del Popolo, ma io di quel luogo amavo l\u2019umanit\u00e0 fortissima e l\u2019arte che si respirava anche solo camminandoci, per la strada. Ricordo una fotografia che mi \u00e8 rimasta nel cuore e che scattai in quei luoghi: la fotografia s\u00ec che \u00e8 famosa, e forse lei la ricorda, \u00e8 \u201cOsteria del Vero Albano\u201d<\/em>&nbsp;(questa foto &#8211; in alto sotto il ritratto di Carbone &#8211; fu esposta nella mostra nel Museo di Trastevere organizzata dalla Soprintendenza romana nel 2013: una mostra \u2013 scriveva il Ministero &#8211; sulla \u201cpoetica realista (di Mario Carbone) che document\u00f2 ambulanti e operai nei rioni della citt\u00e0 popolare, le vie dell\u2019arte o della moda, donne e uomini ritratti nella semioscurit\u00e0 delle osterie e la Roma degli anni Settanta e Ottanta del XX secolo: le manifestazioni politiche e di protesta, la scena \u201cpovera\u201d e le pareti spoglie di cantine e garage adattate a palcoscenici dove Carbone ritrae l\u2019avventura irripetibile dei teatri d\u2019avanguardia romani\u201d, ndr).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale \u00e8 la cifra della sua produzione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo realizzato documentari per raccontare la condizione dei lavoratori, degli operai, dei contadini; delle persone vere, come quelle che vivevano tra i Sassi a Matera, come&nbsp;<\/em>i pescatori di Cabras o i minatori di Carbonia in Sardegna\u201d<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel suo viaggio professionale e umano un posto speciale lo ha avuto l\u2019india. Cosa ricorda? Poteva essere paragonabile, quella povert\u00e0, a quella italiana?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh, io amavo la fotografia dell\u2019uomo di strada. E l\u2019India era strada, erano milioni di persone, con i suoi colori unici e le sue atmosfere. No. Quella povert\u00e0 non aveva eguali e non si pu\u00f2 confrontare con quella italiana. Due realt\u00e0 che raccontano cose diverse, anche povert\u00e0 diverse. Andai in India a girare due reportage con Giuseppe Ferrara per l\u2019Eni, Ente nazionale Idrocarburi. Ancora riguardo le foto, ne ho decine e decine, indimenticabili\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una vita di viaggi e scoperte. Ed in questi ultimi anni il ritorno a San Sosti, la sua citt\u00e0 natale \u201critrovata\u201d, in Calabria. L\u2019occasione questo Concorso fotografico internazionale, che il 4 novembre celebrer\u00e0 la sua quarta tappa. Cosa la lega alla piccola San Sosti, lei che ha girato il mondo e vissuto gomito a gomito con quello che oggi si direbbe il Jet set?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIo trovo in San sosti un luogo di pace. Un luogo sano. Non \u00e8 la Calabria raccontata dai giornali e dai giornalisti. Lei conosce il santuario? \u00c8 un luogo meraviglioso; in questo luogo la gente \u00e8 rimasta pulita e genuina. \u00c8 rimasta pura. E io ci sto bene. Mi \u00e8 stata data la cittadinanza onoraria. Io ci ho vissuto poco l\u00ec. Poi Giuseppe D\u2019Addino, amico e fotografo, ha pensato questo premio fotografico dedicato a me ed io ci tengo tanto. Sono felice, ogni volta, ogni anno, di poter ritornare a San Sosti. E sono felice di vedere quanto la fotografia sia viva, amata, praticata\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha gi\u00e0 visionato le foto in concorso che saranno premiate il 4 novembre?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh guardi, le ho qui con me le copie. E ce ne sono alcune davvero, davvero eccezionali. Non sa quanto mi rende felice\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale futuro immagina, per la fotografia: vince il passato o il futuro, l\u2019analogico o l\u2019alta definizione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa fotografia avr\u00e0 sempre un futuro. Anche economicamente, ha un valore. Una mia fotografia all\u2019asta \u00e8 stata battuta 800 euro. La fotografia \u00e8 arte ed \u00e8 artigianato. Pensi a tutto il procedimento per far riemergere una immagine, alla \u201cmagia\u201d dei sali d\u2019argento. La fotografia \u00e8 cura, manualit\u00e0\u2026 Continuo a riguardare queste foto per il concorso ed \u00e8 emozionante. Una gioia grande vedere quanta passione ci sia. La fotografia non finir\u00e0 mai\u201d.<br><br><br>\u00a9La riproduzione \u00e8 riservata<br><br>E&#8217; vietata la riproduzione delle fotografie pubblicate a corredo di questo articolo e gentilmente concesse dagli autori a Quellochenonho.it Press<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-2 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"436\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-via-francesco-crispi-1956.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-737\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-via-francesco-crispi-1956.jpg 436w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-via-francesco-crispi-1956-218x300.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Via Francesco Crispi 1956<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"424\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-donna-con-scala.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-736\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-donna-con-scala.jpg 424w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-donna-con-scala-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 424px) 100vw, 424px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Donna con scala<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"376\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-2-discutono-1956-isolatiberina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-734\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-2-discutono-1956-isolatiberina.jpg 376w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-2-discutono-1956-isolatiberina-188x300.jpg 188w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>IsolaTiberina, 1956<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"442\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-donna-e-uomo-al-mercato.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-735\" srcset=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-donna-e-uomo-al-mercato.jpg 600w, https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mariocarbone-donna-e-uomo-al-mercato-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Donna e uomo al mercato<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em><strong>Credits:<br><\/strong><br>&#8211; Si ringrazia il Maestro Mario Carbone per la gentile concessione d&#8217;uso delle sue preziose fotografie a Quellochenonho.it Press e per i fotogrammi tratti &#8211; per la nostra testata &#8211; dal suo storico filmato della Battaglia di Valle Giulia, Roma, 1968<br><br>&#8211; Si ringrazia Giuseppe D&#8217;Addino, fotografo e videomaker, \u00e8 autore del documentario &#8220;Giuseppe Carbone, il fotografo con la telecamera&#8221;, per la concessione d&#8217;uso del trailer (&#8220;Pi\u00f9 di mezzo secolo di storia italiana documentata da una sola persona&#8221;. Un geniale \u201cladro di immagini\u201d, dal Sud al Nord Italia, dalla realt\u00e0 sociale all\u2019arte: questo \u00e8 Mario Carbone, fotografo e documentarista, osservatore acuto e colto di decenni, dai Cinquanta in poi, in cui l\u2019Italia \u00e8 cambiata profondamente. Dal viaggio con Carlo Levi in Lucania nel 1960 alle prime immagini dell\u2019alluvione di Firenze del 1966, dal terremoto del Belice del 1968 alla battaglia di Valle Giulia a Roma nello stesso anno, dalle rivolte contadine all&#8217;industrializzazione, Mario Carbone ha saputo operare con la macchina da presa e con quella fotografica in \u201cun modo intuitivo, spontaneo e non meditato\u201d. Questo film ne racconta l\u2019attivit\u00e0 di fotografo e quella, ingiustamente meno nota, di documentarista, attraverso una ricchezza di immagini che compone il mosaico, singolare e insieme universale, dello sguardo di un artista sulla societ\u00e0 &#8211; di Giuseppe D&#8217;Addino)<br><br>&#8211; Si ringrazia&nbsp;Manuela de Leonardis, autrice della fotografia di Mario Carbone in apertura di servizio<br><br><br><strong>Le foto:<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mario Carbone,&nbsp;autrice Manuela de Leonardis<br>Donna al Vero Albano, 1956<br>Levi ed anziano, Matera, Lucania 1960<br>Cinque fotogrammi dal filmato della Battaglia di Valle Giulia, 1968<br>Via Francesco Crispi 1956<br>Donna con scala<br>IsolaTiberina, 1956<br>Donna e uomo al mercato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande fotografo e regista, gi\u00e0 Leone D&#8217;argento a Venezia, si racconta a Quellochenonho e annuncia: &#8216;Ho deciso di vendere 52 scatti del reportage in Lucania con Carlo Levi. 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