{"id":679,"date":"2020-05-30T16:44:00","date_gmt":"2020-05-30T16:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quellochenonho.news\/?p=679"},"modified":"2020-07-20T17:35:11","modified_gmt":"2020-07-20T17:35:11","slug":"luomo-e-forte-di-corrado-alvaro-e-1984-di-george-orwell-le-affinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quellochenonho.news\/index.php\/2020\/05\/30\/luomo-e-forte-di-corrado-alvaro-e-1984-di-george-orwell-le-affinita\/","title":{"rendered":"&#8216;L\u2019uomo \u00e8 forte&#8217; di Corrado Alvaro e &#8216;1984&#8217; di George Orwell, le affinit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>La dimensione europea di Corrado Alvaro<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"35\" height=\"18\" class=\"wp-image-573\" style=\"width: 35px;\" src=\"https:\/\/www.quellochenonho.news\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/icona-autore-ospite.png\" alt=\"\"> di <strong>NADIA CRUCITTI<\/strong>*, scrittrice<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo mio scritto \u00e8 uscito sul numero 1, anno 1986, della rivista Historica; lo ripropongo oggi perch\u00e9 \u00e8 un periodo in cui si sta parlando della grandezza senza confini geografici di Alvaro, come fanno per esempio Francesco Idotta e Maria Grazia Sfameni, autori di&nbsp;<em>Alvaro e Belmoro nel dedalo tantalico<\/em>, edito da Citt\u00e0 del sole.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scrittore Corrado Alvaro, oltre ai romanzi e racconti legati alla Calabria, \u00e8 anche l\u2019autore del romanzo&nbsp;<em>L\u2019uomo \u00e8 forte<\/em>, un libro affascinante la cui lettura riporta continuamente al pi\u00f9 conosciuto romanzo&nbsp;<em>1984<\/em>&nbsp;di George Orwell.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019uomo \u00e8 forte<\/em>&nbsp;\u00e8 stato pubblicato nel 1938, il romanzo di Orwell nel 1949. Quindi, tra i due libri corre un lasso di tempo, a favore di Alvaro, di circa undici anni. Ma quando si parla di regimi totalitari, di ideologie miranti a livellare ogni individualit\u00e0, delle violenze fisiche e psicologiche esercitate da un potere assoluto si cita sempre&nbsp;<em>1984<\/em>&nbsp;e mai&nbsp;<em>L\u2019uomo \u00e8 forte<\/em>, che pure ebbe molto successo in Italia: nel 1945 aveva gi\u00e0 toccato la quinta edizione, e fu poi tradotto in altre lingue. Dunque perch\u00e9 questa dimenticanza?<\/p>\n\n\n\n<p>I motivi potrebbero essere due: il primo credo sia dovuto all\u2019avvertenza che Alvaro ha premesso al libro, avvertenza&nbsp; in cui dichiara che l\u2019azione si svolge in Russia e cio\u00e9 in una zona ben delimitata del mondo;&nbsp;<em>1984<\/em>, invece, non ha confini territoriali. Per\u00f2, non bisogna dimenticare che il titolo originario del romanzo&nbsp;<em>L\u2019uomo \u00e8 forte<\/em>&nbsp;era&nbsp;<em>Paura sul<\/em>&nbsp;<em>mondo<\/em>, titolo che svelava la volont\u00e0 dell\u2019autore di non ascrivergli alcun luogo preciso, e che Alvaro fu costretto a cambiare dalla censura del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo motivo \u00e8 dato, forse, dal senso di modernit\u00e0 tecnologica che traspare dalle pagine di Orwell e molto meno da quelle di Alvaro. Certo un\u2019invenzione tecnica fantastica suscita ammirazione, e in un contesto letterario valido pu\u00f2 costituire anche il fulcro dell\u2019opera, come accade nel romanzo&nbsp;<em>La macchina del tempo<\/em>&nbsp;di Wells. Ma in Orwell le innovazioni tecnologiche non sono poi cos\u00ec strabilianti. A questo proposito c\u2019\u00e8 da ricordare che durante il periodo della seconda guerra mondiale, per questioni di supremazia bellica, si perfezionarono e s\u2019inventarono strumenti sofisticati. Orwell lavora quindi di fantasia su una base tecnica gi\u00e0 esistente, cosa che non poteva fare Corrado Alvaro a meno di non trasformarsi in uno scrittore fantascientifico. Aggettivo questo che non entusiasmava certamente alcuno dei due, dato che a quel tempo la fantascienza veniva considerata un sottogenere letterario.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma neppure questo secondo motivo costituisce una valida giustificazione perch\u00e9 a rendere interessante un libro sono le emozioni e le sensazioni che riesce a suscitare, non certo i particolari o le singolarit\u00e0 meccaniche. E sia le emozioni, sia le sensazioni che la lettura dei due romanzi suscita si possono considerare identiche, originate come sono&nbsp; dall\u2019atmosfera da incubo, dovuta alle stesse cause, che circola nelle due opere. C\u2019\u00e8 da riconoscere per\u00f2 che&nbsp;<em>1984<\/em>&nbsp;risulta pi\u00f9 moderno nel linguaggio rispetto a&nbsp;<em>L\u2019uomo \u00e8 forte.&nbsp;<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, niente impedisce di pensare che il libro di Corrado Alvaro abbia potuto influenzare, anche in piccolissima misura, George Orwell. Ci\u00f2 non significa nulla dato che, per rafforzare le proprie tematiche e affinare il proprio stile, \u00e8 bene che un artista conosca i lavori di chi lo ha preceduto, e a volte accade pure che il pensiero di chi legge si fonda con quello dell\u2019autore tanto da originare un rifacimento personale che echeggia quello primario. E\u2019 interessante, per\u00f2, tentare di capire perch\u00e9, ipotizzando uno scenario dittatoriale, venga presa ad esempio l\u2019opera di Orwell dimenticando quella di Alvaro che pure la precede di ben undici anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma esaminiamo adesso il tessuto narrativo dei due romanzi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019uomo \u00e8 forte&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Il protagonista, ingegner Dale, era cresciuto all\u2019estero. Subito dopo l\u2019adolescenza aveva saputo che nel suo Paese era scoppiata la guerra civile tra due partiti: Partigiani e Bande. Avevano vinto i Partigiani e Dale, condividendo le loro idee, si era deciso a far ritorno, per mettere al servizio della nuova societ\u00e0 le sue capacit\u00e0 tecniche. Rivede Barbara, un\u2019amica d\u2019infanzia, e tra loro nasce l\u2019amore. Ma Barbara \u00e8 figlia di una coppia di \u201cnemici del popolo\u201d uccisa dai Partigiani e lo stesso Dale \u00e8 considerato con sospetto perch\u00e9 ha vissuto all\u2019estero. Inoltre l\u2019amore \u00e8 reputato un sentimento che esalta l\u2019individualit\u00e0, quindi pericoloso per la stabilit\u00e0 del nuovo assetto sociale. Inizia cos\u00ec una sottile persecuzione psicologica del potere mirante a distruggere l\u2019equilibrio dei due giovani; la manovra riesce in parte, infatti Barbara arriva a denunciare Dale e quest\u2019ultimo, divorato dalla paura e dall\u2019angoscia, diventa un burattino manovrato dall\u2019Inquisitore. In un impeto di ribellione, decide di fuggire dopo aver ucciso il Direttore dell\u2019Ufficio Tecnico Industriale di Stato. Cerca di unirsi alle Bande, ma viene fatto prigioniero da un gruppo di Partigiani che lo giustizia sulla riva di un lago. Nonostante il colpo sparatogli in testa e le dodici sciabolate al ventre, rimane miracolosamente vivo. Si risveglia in un letto d\u2019ospedale credendo di essere finalmente in salvo. Si tratta, per\u00f2, di un ospedale dei Partigiani. Curiosamente tutti lo credono uno dei loro e decidono di innalzarlo ad eroe.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma Dale progetta una nuova fuga.&nbsp;<br><br><br>1984<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>(Il titolo indica il periodo di tempo -futuro per l\u2019autore- in cui si svolge l\u2019azione dei fatti narrati. La data \u00e8 ricavata dall\u2019inversione delle ultime due cifre del 1948, anno in cui Orwell ultim\u00f2 il libro)&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mondo \u00e8 diviso in tre grandi Stati: Oceania, Eurasia ed Estasia che i sudditi credono in continua guerra tra loro. Il protagonista, Winston Smith, vive in Oceania dove l\u2019unica ideologia ammessa \u00e8 quella del Socing (Socialismo Inglese).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019autorit\u00e0, incarnata dal Grande Fratello la cui immagine \u00e8 posta in ogni luogo, controlla la vita pubblica e privata dei cittadini tramite il Partito e i suoi Ministeri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Smith \u00e8 un funzionario addetto all\u2019aggiornamento dei vecchi numeri del quotidiano Times. Il suo lavoro consiste nella manipolazione degli articoli che vengono redatti in modo corrispondente alla versione storica decisa dal Partito. Egli s\u2019innamora, ricambiato, di Julia e con lei s\u2019inserisce nella Fratellanza, un movimento di resistenza interna che dovrebbe rovesciare l\u2019attuale Governo. Ma Winston Smith non sa che il Partito spia ogni loro movimento e che perfino la Fratellanza non \u00e8 altro che una macchinazione del potere per stroncare ogni germe di opposizione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando viene arrestato spera di riuscire a conservare, almeno dentro di s\u00e9, il sentimento d\u2019amore per la sua donna, ma, torturato fisicamente e psicologicamente, rinnega anche questo. Una volta rilasciato, Winston Smith non \u00e8 pi\u00f9 che un essere completamente assoggettato alla volont\u00e0 del Partito.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ora confrontiamo alcune parti dei due libri che presentano forti punti di contatto.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019uomo \u00e8 forte<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVi assicuro che tutti, tutti cadranno i nemici del popolo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Queste parole provocarono un urlo compatto come un tuono\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea della morte aveva fatto andare in delirio la folla che si guardava minacciosa intorno, cercando quasi le vittime. Per poco, Dale ebbe l\u2019impressione che qualcosa pi\u00f9 forte di lui cacciasse un grido\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dell\u2019orologio doveva esser finita come ella stessa aveva sperato: la ladra doveva essere stata una delle sue compagne di ufficio, e non per altra ragione che per tenerselo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Costei doveva essere sicura che Barbara non avrebbe fiatato con nessuno di quella perdita: da parte sua non avrebbe mai mostrato il suo furto, lo avrebbe tenuto gelosamente e si sarebbe appagata di contemplarlo sola, come un confidente, una creatura di un altro regno. Conosceva ella queste cose: sedersi sola nella propria stanza, mettere sul tavolo davanti a s\u00e9 quell\u2019oggetto, un qualunque oggetto insolito, straniero, proibito, e guardarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sconosciuto parlava serio e convinto, come con s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguit\u00f2: \u201cPerci\u00f2, anche informarsi di cose che sono lontane da noi, \u00e8 un delitto. I tre giustiziati di oggi non erano innocenti. Avevano gi\u00e0 il seme del delitto\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Dale lev\u00f2 il capo, e vide, lungo la cornice del soffitto, una frattura, e su questa, della forma di un rettangolo largo un palmo, una piccola inferriata. Ella tese il dito senza dir parola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi possono ascoltare?\u201d chiese Dale sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ella si mise un dito sulle labbra: \u201cNe parleremo in un altro momento\u201d, rispose.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>1984<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un momento d\u2019improvvisa lucidit\u00e0, Winston si accorse che anche lui stava strillando come tutti gli altri\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 terribile dei Due Minuti d\u2019Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, proprio nel fatto che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni. In trenta secondi, ogni tentativo di resistere andava all\u2019aria.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le Bande<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, se Dale avesse cacciato un grido qualunque\u2026 che cosa sarebbe accaduto? Immaginava la confusione. Lo avrebbero portato fuori, e in breve giro di ore non avrebbe pi\u00f9 parlato\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pens\u00f2 a Barbara\u2026 Era un pensiero che evitava, per timore che qualcuno lo potesse leggere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Inquisitore la consider\u00f2 alquanto, e levando le mani: \u201c\u2026Se mi fosse concesso dirlo, affermerei che noi amiamo il colpevole; noi lo seguiamo trepidamente; egli \u00e8 l\u2019amico e il compagno della nostra opera\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dale pens\u00f2: \u201cCerto mi sta guardando la nuca\u201d. Isidoro gli guardava veramente la nuca, e pensava: \u201cL\u00e0, un colpo l\u00e0. Senza che se ne accorga\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p>La Fratellanza<\/p>\n\n\n\n<p>Fu preso da una irresistibile tentazione di urlare una quantit\u00e0 di parole sudice con quanta voce aveva in corpo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era pericolosissimo lasciar trasparire i pensieri quando si stava in luogo pubblico ovvero a portata del campo visivo del teleschermo. Anche il minimo movimento avrebbe potuto perdervi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era O\u2019Brien che dirigeva ogni cosa\u2026 Era lui a decidere quando Winston doveva urlar di dolore e quando la tortura doveva avere un intervallo,\u2026 Lui era il carnefice, era l\u2019aguzzino, il protettore, l\u2019inquisitore, l\u2019amico. E una volta\u2026 una voce mormor\u00f2 alle sue orecchie: \u201cNon temere, Winston, tu sei sotto la mia custodia. Ti ho sorvegliato per sette anni. Ora \u00e8 giunto il momento decisivo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Camminava lungo il corridoio dalle pareti bianche, e gli sembrava di camminare alla luce del sole, e aveva una guardia armata dietro le spalle. La pallottola attesa tanto a lungo stava entrandogli nel cervello.<\/p>\n\n\n\n<p>Winston pag\u00f2 immediatamente i quattro dollari e fece sparire quell\u2019oggetto concupito in una tasca. Ci\u00f2 che pi\u00f9 glielo aveva fatto desiderare non era stata tanto la sua intrinseca bellezza, quanto quel suo aspetto di cosa appartenente a una et\u00e0 completamente diversa dall\u2019attuale\u2026 Era davvero un oggetto bizzarro, e persino compromettente, almeno per un membro del Partito. Qualsiasi oggetto antico o anche soltanto bello era sempre vagamente sospetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>O\u2019Brien lo ferm\u00f2 con un cenno della mano \u201cUn altro esempio\u201d disse. \u201cQualche anno fa hai avuto una seria delusione. Credevi che tre uomini\u2026 non fossero colpevoli dei delitti di cui erano stati accusati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il teleschermo riceveva e trasmetteva simultaneamente. Qualsiasi suono che Winston avesse prodotto, al disopra d\u2019un sommesso bisbiglio, sarebbe stato colto.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Naturalmente, vi sono altri punti simili, ma \u00e8 superfluo elencarli tutti. Piuttosto, proviamo a tracciare un quadro della situazione generale che si ricava dalle due opere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I protagonisti sono prigionieri di un\u2019atmosfera da incubo. Ogni loro passo, ogni gesto, ogni pensiero \u00e8 controllato dal potere. Anche quando credono di esser riusciti a eluderne la sorveglianza, si ritrovano improvvisamente coscienti della loro illusione. La societ\u00e0 di cui fanno parte \u00e8 rigorosamente determinata, qualsiasi azione ha per fine il suo irrigidimento e la sua conservazione; cos\u00ec come qualsiasi lievissimo scarto dalle regole ferree imposte dal potere \u00e8 considerato un tradimento. Tradimento che comporta l\u2019eliminazione di chi lo ha perpetrato anche se \u00e8 rappresentato solo da un pensiero autonomo fine a s\u00e9 stesso. E\u2019 vero che i protagonisti vorrebbero legarsi rispettivamente alle Bande e alla Fratellanza, due movimenti armati che combattono il potere vigente (il secondo, per\u00f2,&nbsp; \u00e8 ormai un inganno), ma non \u00e8 questo a perderli. A perderli \u00e8 la loro capacit\u00e0 di critica, il loro essere uomini inteso nel senso spirituale del termine e cio\u00e8 persone dotate di<\/strong>&nbsp;<strong>pensiero<\/strong>&nbsp;<strong>indipendente e di sentimento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;In&nbsp;<em>1984,<\/em>&nbsp;O\u2019Brien, dopo mesi di tortura inflitta a Winston, gli chiede: \u201cE allora quale pu\u00f2 essere questo principio che ci annienter\u00e0?\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cNon lo so. Lo spirito dell\u2019Uomo\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cE tu, ti consideri forse un uomo?\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cS\u00ec\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cSe tu sei un uomo, Winston, tu sei l\u2019ultimo uomo\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Winston Smith \u00e8 ormai una larva umana, ma si sente ancora profondamente uomo perch\u00e9 sopravvive in lui, nonostante tutto, il sentimento d\u2019amore per Julia. Egli ha gi\u00e0 rinnegato Julia a causa della tortura, ma ha tradito la persona fisica, non il sentimento che lo lega a lei. Quando sar\u00e0 costretto a rinunciare anche a questo nulla pi\u00f9 d\u2019umano gli rester\u00e0 se non le fattezze.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In&nbsp;<em>L\u2019uomo \u00e8 forte,<\/em>&nbsp;anche Dale perde in un primo tempo la propria dignit\u00e0 a causa della tortura psicologica che gli fa rinnegare Barbara cos\u00ec come Barbara rinnega lui. Ma la societ\u00e0 che imprigiona Dale non \u00e8 ancora giunta allo stadio di perfezione negativa di quella orwelliana e cos\u00ec, dalla frase che chiude il libro, intuiamo la forza dell\u2019uomo che riesce a recuperare il proprio individualismo: \u201cDale si mise a progettare un nuovo piano di fuga\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La fuga \u00e8 la sola speranza di salvezza. Anche l\u2019amore perde ogni contrassegno di autoaffermazione spirituale, inquinato com\u2019\u00e8 dalla paura. L\u2019amore \u00e8 una forza trasgressiva e, in quanto tale, mina le basi di queste societ\u00e0 il cui fine \u00e8 reprimere, non certo esaltare i valori che uniscono gli esseri umani. L\u2019unione di due non significa soltanto sentimento d\u2019amore reciproco, ma anche apertura verso gli altri perch\u00e9 \u00e8 noto che chi ama, riamato, avverte uno stato di felicit\u00e0 e di grazia che lo rende aperto, ottimista, coraggioso, pronto ad affrontare rischi e cambiamenti. Dato che spesso i sentimenti vengono espressi con i colori, potremmo dire che l\u2019amore dipinge la realt\u00e0 di rosa (cos\u00ec cantava Edith Piaf con la sua&nbsp;<em>La vie en rose<\/em>). Il grigio invece domina ogni pagina di questi due libri. Il grigio opprimente della paura, del sospetto, della delazione, dell\u2019angoscia, del sottile senso di colpa che dilania pur essendo innocenti. Sono questi gli stati d\u2019animo che il potere deve a tutti i costi mantenere per sopravvivere. Un potere che si serve di qualunque mezzo per annullare l\u2019esistenza spirituale dei cittadini, per renderli macchine perfette al suo servizio. Un potere che per conservarsi cancella il passato o lo altera cos\u00ec come altera la realt\u00e0, manipolando le notizie, senza riuscire per\u00f2 a imbrigliare del tutto le tensioni umane. Ed ecco allora che fomenta l\u2019odio perch\u00e9 sa che questo pu\u00f2 costituire una valvola di scarico, e, affinch\u00e9 tutti esauriscano nell\u2019odio contro terzi qualunque tensione che altrimenti gli si rivolterebbe contro, crea \u201ci nemici del popolo\u201d, crea&nbsp; \u201cLa Fratellanza\u201d, addebitando loro qualunque bruttura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle due opere i simboli del potere non divergono molto. In Corrado Alvaro sono dati dai caratteri iniziali maiuscoli dei nomi comuni di persona: Inquisitore, Direttore, Segretaria; in George Orwell dai nomi dei quattro Ministeri \u201cnei quali era divisa tutta l\u2019organizzazione governativa. Il Ministero della Verit\u00e0\u2026 il Ministero della Pace\u2026 il Ministero dell\u2019Amore\u2026E il Ministero dell\u2019Abbondanza\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 appunto questa qualit\u00e0 simbolica a rendere impersonale il potere e quindi inattacabile. E quindi eterno. Quando i protagonisti capiscono di non poter ribellarsi con le armi, la loro rivolta diventa mentale perch\u00e9 l\u2019essenziale ormai non \u00e8 distruggere materialmente il potere imperante, essenziale \u00e8 mantenere o recuperare, al di l\u00e0 del terrore e della naturale vilt\u00e0 che ne consegue, la propria dignit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dale, infine, ci riuscir\u00e0. Winston Smith no.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, le due opere esprimono situazioni simili e simile \u00e8 il loro intento: indicare il pericolo che sovrasta l\u2019uomo quando gli ideali si trasformano in ferree ideologie. Dove impera l\u2019ideologia non vi \u00e8 posto n\u00e9 per la tolleranza n\u00e9 quindi per la libert\u00e0 fisica e spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, questa minima trattazione riguardo le affinit\u00e0 tra i due libri riveste un semplice carattere di curiosit\u00e0. Quel che desideravo era soltanto trovare una risposta al perch\u00e9 due opere cos\u00ec somiglianti abbiano avuto destini cos\u00ec diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, non dimentichiamo che quando si parla di precedenti letterari in rapporto a Orwell si citano:&nbsp;<em>Noi<\/em>&nbsp;di Zamj\u00e0tin,&nbsp;<em>Il nuovo mondo<\/em>&nbsp;di Huxley e&nbsp;<em>Kallocain<\/em>&nbsp;della scrittrice svedese Boye, ma non si cita mai il libro di Corrado Alvaro. Eppure, tornando alla nostra domanda, forse una risposta esiste. Una risposta di ordine psicologico. Nel 1938, quando fu pubblicato&nbsp;<em>L\u2019uomo \u00e8 forte<\/em>, il nazismo imperava in Germania, il comunismo in Russia, il fascismo in Italia, e in Spagna si preparava il franchismo; ma ancora non si era giunti agli eccessi tipici di ogni dittatura, ancora non si parlava di sanguinose epurazioni e di lager; notizie in tal senso, e neppure del tutto sicure nei loro eccessi, giungevano dalla Russia. Ma la seconda guerra mondiale non era scoppiata e milioni di uomini non si accorgevano delle trappole ideologiche in cui erano volontariamente caduti. Nel 1949, invece, quando fu pubblicato il romanzo di Orwell, la realt\u00e0 era conosciuta in tutta la sua spaventosa tragicit\u00e0. Tutto il male derivato dal folle desiderio del potere, tutto il male derivato da aberranti ideologie era ormai visibilissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro di Orwell racchiudeva, quindi, un\u2019esperienza negativa gi\u00e0 vissuta, rappresentava un monito contro future tentazioni di totalitarismo, di quel totalitarismo che milioni di uomini avevano gi\u00e0 sperimentato e che si era rivelato un tragico, distruttivo inganno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1938 gli animi erano ancora accecati da follie di potenza, di supremazia, di grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1949, di quelle passate follie non restava che sangue e dolore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore Corrado Alvaro, oltre ai romanzi e racconti legati alla Calabria, \u00e8 anche l\u2019autore del romanzo L\u2019uomo \u00e8 forte, un libro affascinante la cui lettura riporta continuamente al pi\u00f9 conosciuto romanzo 1984 di George Orwell.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":680,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[208,205,207],"class_list":["post-679","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-societa","tag-208","tag-corrado-alvaro","tag-george-orwell","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.3 - 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