{"id":1724,"date":"2016-01-30T00:00:00","date_gmt":"2016-01-30T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quellochenonho.news\/index.php\/2016\/01\/30\/da-piazza-garibaldi-alla-nuova-piazza-de-nava-fino-a-kaulon-la-parola-alla-soprintendente-anna-maria-guiducci-su-siti-paesaggio-e-nuove-strategie-per-il-patrimonio\/"},"modified":"2016-01-30T00:00:00","modified_gmt":"2016-01-30T00:00:00","slug":"da-piazza-garibaldi-alla-nuova-piazza-de-nava-fino-a-kaulon-la-parola-alla-soprintendente-anna-maria-guiducci-su-siti-paesaggio-e-nuove-strategie-per-il-patrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.quellochenonho.news\/index.php\/2016\/01\/30\/da-piazza-garibaldi-alla-nuova-piazza-de-nava-fino-a-kaulon-la-parola-alla-soprintendente-anna-maria-guiducci-su-siti-paesaggio-e-nuove-strategie-per-il-patrimonio\/","title":{"rendered":"Da Piazza Garibaldi alla nuova Piazza De Nava fino a Kaulon: la parola alla soprintendente Anna Maria Guiducci su siti, paesaggio e nuove strategie per il patrimonio"},"content":{"rendered":"<p>Piazza Garibaldi sventrata e la nuova Piazza De Nava da disegnare. La tutela degli alberi secolari della via Marina che iniziano a cedere e Kaulon, pronta a sfidare le mareggiate. E poi Villa Zerbi diventata un rottame, i lavori sul Corso Garibaldi,\u00a0 i Palazzi storici, i siti archeologici cittadini da riaprire e una pi\u00f9 incisiva sorveglianza sulle opere d\u2019arte mobili: la nuova soprintendente unica per Reggio Calabria e Vibo, Anna Maria Guiducci, incontra Quellochenonho e rivela novit\u00e0 e strategie per affrontare l\u2019eterna sfida del nostro patrimonio in attesa, tra tutela e valorizzazione, di legarsi infine a un sospirato turismo di qualit\u00e0. Un dialogo che prospetta una filosofia inedita, alla luce delle novit\u00e0 portate nella struttura ministeriale dalla riforma Franceschini e che, a queste latitudini, ha visto anche la \u201cgrana\u201d della divisione di spazi e uffici tra Museo e diramazioni Mibact.<\/p>\n<p>Arrivata sullo Stretto\u00a0in una soprintendenza testata da\u00a0avvicendamenti vertiginosi, Anna Maria Guiducci \u00e8 vincitrice di concorso, storica dell\u2019arte (figura che in questi uffici periferici mancava da tempo). Direttrice della Pinacoteca nazionale di Siena con responsabilit\u00e0 nella soprintendenza della stessa Siena e di Grosseto, ha\u00a0una robusta esperienza nel restauro di opere d\u2019arte e nella valorizzazione museale, oltre ad essere autrice di numerose pubblicazioni. Ha voglia di fare, Anna Maria Guiducci, e si dice subito molto felice dell&#8217;ambiente trovato e dell&#8217;abnegazione dei suoi funzionari: &quot;Abbiamo un rapporto costante e proficuo col segretariato guidato da Salvatore Patamia e le scelte sono condivise \u2013 su tutte le attivit\u00e0 della soprintendenza &#8211; con un senso di un ministero che lavora in compattezza. E questo si rivela fondamentale\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Soprintendente, se c\u2019\u00e8 un tema sul quale i cittadini si interrogano con non poca passione \u00e8 la sorte di Piazza Garibaldi, con i suoi ritrovamenti archeologici a dir poco unici. Quali sono le novit\u00e0 scaturite dalle indagini con il georadar e come si agir\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u201cInformalmente possiamo gi\u00e0 anticipare che tutto ci\u00f2 che noi cerchiamo si trova sulla parte alta della Piazza, lato corso Garibaldi. Questo \u00e8 l\u2019esito dell\u2019indagine fatta col georadar. L\u2019insediamento d\u2019interesse \u00e8 dunque quello che si trova all\u2019altezza del Podium e che si espande verso l\u2019edicola e l\u2019angolo che segue l\u2019edicola stessa. Dalla statua di Garibaldi verso la stazione non dovrebbe esserci nulla e questo ci aiuter\u00e0 nella progettazione futura perch\u00e9 non dovremo indagare tutta la piazza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa succeder\u00e0 dunque al saggio che si trova sul versante Stazione Centrale, visto che il georadar non ha fornito esiti di interesse archeologico?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cTutta quella parte dovrebbe essere negativa \u2013 attendiamo solo la trascrizione dell\u2019esito secondo quanto anticipatoci\u00a0 dai geologi &#8211; e dunque il futuro scavo sar\u00e0 fatto dal Podium verso il McDonald. Poi capiremo anche come limitare la piazza e lasciare visibili questi resti importanti, anche rispetto al Corso Garibaldi. Quelle saranno scelte future&quot;.\u00a0<\/p>\n<p><strong>In attesa del progetto del Parco archeologico come si interverr\u00e0 ora sui resti e sulla Piazza?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cA met\u00e0 novembre si iniziano a coprire gli scavi, come richiesto al Comune da noi gi\u00e0 nel marzo scorso. Adesso l\u2019ente ha sbloccato determinato, deliberato e aggiudicato i lavori. Inizieranno tra pochi giorni. Copriremo i primi due saggi lato Corso Garibaldi con il tessuto non tessuto e la sabbia. Arriveremo a un livello di copertura sottostrada, in modo tale che l\u2019eventuale spazzatura che, diciamo cos\u00ec, dovesse essere trasportata dal vento, almeno vada sulla sabbia e non a contatto con le strutture. Ovviamente prima di coprire sar\u00e0 tutto definitivamente ripulito. Sul terzo saggio, che \u00e8 quello che non ha evidenze archeologiche, stiamo valutando se farlo ricoprire subito totalmente, per restituire almeno quello spazio all\u2019area parcheggio (visto che l\u2019idea \u00e8 quella di non scavare in quell\u2019area). Siamo per\u00f2 ancora fermi sulla progettazione perch\u00e9 potremo avviarla solo quando il Comune ci comunicher\u00e0 quale disponibilit\u00e0 economica sar\u00e0 investita. Ma intanto la cosa urgente \u00e8 mettere sotto tutela l\u2019area\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chi deve decidere quando e come realizzare il Parco archeologico di Piazza Garibaldi?<\/strong><\/p>\n<p>&quot;E\u2019 il Comune, perch\u00e9 l\u2019area \u00e8 comunale. Una volta coperti gli scavi, come da noi prescritto, noi non potremo far altro che aspettare il via dall\u2019ente. Se il comune ha interesse a fare il parco archeologico noi ci siamo, ma deve scavare il Comune perch\u00e9 l\u2019area \u00e8 di sua competenza. A nostra parere sarebbe un peccato non farlo: noi la crediamo una occasione importante essendo un parco archeologico all\u2019aperto, con un ritrovamento a dir poco unico e\u00a0 vicino a uno scalo centrale della citt\u00e0. Quando il Comune decider\u00e0 quanto investire per realizzarlo noi potremo procedere, per quanto di nostra competenza e per quanto richiestoci, ad una progettazione che deve allinearsi al budget che il Comune preveder\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Siti archeologici cittadini: \u00e8 stato firmato questo accordo con il Comune. Le aree archeologiche sono chiuse da tempo e vengono aperte solo in casi eccezionali. Adesso cosa succeder\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNoi riteniamo che con questa convenzione &#8211;\u00a0 che affida a noi tutta la verifica sulla manutenzione e che noi \u00a0gestiamo anche con fondi nostri \u2013 riusciremo a mantenerli nel maggior decoro possibile, salvo poi le necessit\u00e0 di esplorare meglio alcuni luoghi della citt\u00e0 su cui bisogna anche sviluppare progetti. Sull\u2019esistente mi pare che siamo sulla buona strada&quot;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dell\u2019apertura dei siti al pubblico chi si occuper\u00e0 e quali sono i tempi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNoi non abbiamo competenza specifica ma daremo una mano: abbiamo gi\u00e0 avuto il bando \u2013 per produrre un nostro parere &#8211; che il Comune vuole lanciare per la manifestazione di interesse rivolta alle associazioni proprio per la gestione dei siti, ma questa volta le associazioni potranno anche avanzare idee e si stabiliranno dei criteri di punteggio per portare miglior\u00ece: sulla qualit\u00e0 di idee e progetti noi ci esprimeremo. L\u2019idea \u00e8 quella,\u00a0 con l\u2019architetto Neri e l\u2019assessore Calabr\u00f2, di portare tutti i siti a un livello \u201czero\u201d, cio\u00e8 di renderli tutti perfettamente puliti e fruibili per poi consegnarli &#8211; all\u2019esito del bando &#8211; alle associazioni che lo vinceranno e che andranno a gestirlo. Nella convenzione si chiarisce che passano sotto la nostra supervisione tutte le attivit\u00e0 che il Comune, o chi per il Comune, far\u00e0 nei siti, in un\u2019ottica di collaborazione: in occasione di eventi, mostre, concerti, noi tuteliamo e garantiamo che ci sia un utilizzo consono del sito, ma sempre in un\u2019ottica non sanzionatoria, bens\u00ec per concordare (prima) le forme migliori di utilizzo. SI tratta anche qui di inaugurare un nuovo approccio: per vari passaggi storici delle funzioni delle soprintendenze, noi siamo spesso stati percepiti come lo Stato che impone la propria normativa. Bisogna adesso ricucire il rapporto col territorio, perch\u00e9 si capisca che le nostre sono proposte per evitare problematiche successive e che quindi noi siamo al servizio della comunit\u00e0. I nostri funzionari hanno anche di recente fatto un sopralluogo nel sito di Piazza Italia, per fare un esempio, in vista di una mostra che dovrebbe tenersi a breve ed in piena collaborazione: c\u2019\u00e8 stato un confronto per rendere possibile questa iniziativa al meglio ma ovviamente nel pieno rispetto del sito\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Corso Garibaldi? Tempi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI lavori adesso stanno procedendo e se ne vede la fine. A mio parere c\u2019\u00e8 stata una buona mediazione tra le varie problematiche sorte negli anni passati. Percorrendolo, la parte col basolato originale e con quello nuovo non provoca contrasti forti\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Piazza De Nava si prepara a rifarsi il \u201clook\u201d: come si proceder\u00e0 e qual \u00e8 l\u2019idea, dopo la bocciatura della precedente progettazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn tempi rapidi si istituir\u00e0 un comitato che lavorer\u00e0 sulla valutazione dei progetti. Poi verr\u00e0 bandito un concorso internazionale di idee. Di ufficiale non abbiamo ancora nulla, ma sar\u00e0 un bel banco di prova per far dialogare la piazza col Museo, per allargare la fruibilit\u00e0 di questo luogo senza questa cesura con questa strada di passaggio. E credo sia importante dotare di verde questo luogo. Ora si pensa a una grande piazza che mantenga lo stesso livello con l\u2019ingresso del Museo. Ma ripeto, sono solo le idee iniziali. Sar\u00e0 di certo un progetto rispettoso della identit\u00e0 storica di questo luogo, per restituirlo alla collettivit\u00e0. Oggi la piazza non \u00e8 curata. Un recupero a verde, a spazio di gioco, da vivere, \u00e8 l\u2019obiettivo e l\u2019abilit\u00e0 dei progettisti dovr\u00e0 andare in questa direzione. Il tema del verde all\u2019interno delle citt\u00e0 (vedi Boeri e il giardino verticale) va ripreso e ha costi anche contenuti. Dovr\u00e0 essere una rivisitazione che non alteri la percezione storicizzata del luogo. Credo che, per la \u00a0popolazione, vedere una cosa completamente trasformata crei disagio e non ce n\u2019\u00e8 bisogno. Una riqualificazione attenta a volte sembra minimale ma non \u00e8 cos\u00ec. E l\u2019arredo urbano nelle scelte \u00e8 fondamentale\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il problema del verde in questa citt\u00e0 esiste, peraltro. E il verde pi\u00f9 prezioso che abbiamo \u00e8 l\u2019orto botanico della Via Marina palesemente in pericolo, a quanto pare, visti i crolli ripetuti di alberi anche molto antichi. La soprintendenza ha un ruolo nella sorveglianza?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer il paesaggio certamente.\u00a0 Noi dobbiamo stare attenti che gli alberi secolari non vengano abbattuti n\u00e9 maneggiati in maniera impropria. Qualunque intervento non deve alterare l\u2019identit\u00e0 del paesaggio. Si tratta di una quinta vegetale che media anche quel traffico intenso che si muove sulla strada accanto al lungomare. Questo patrimonio va tutelato, \u00e8 una delle cose pi\u00f9 belle della citt\u00e0, e noi sorveglieremo in tal senso\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Soprintendenza e risorse umane: non c\u2019\u00e8 uno storico dell\u2019arte (oltre lei) e pi\u00f9 volte \u00e8 stato sollevato il problema della scarsa dotazione di figure specializzate a fronte di un patrimonio sterminato. Abbiamo novit\u00e0 in merito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u201cQui si sente il bisogno di personale per tutto il funzionariato, soprattutto di storici dell\u2019arte, ma anche di archeologi: questo territorio enorme non pu\u00f2 essere gestito da due esperti soltanto, in questo settore. Una novit\u00e0 comunque c\u2019\u00e8: gli archeologi stanno per arrivare, perch\u00e8 il decreto \u00e8 stato fatto pochi giorni fa\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<strong>Quanti archeologi arriveranno?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u201cTre archeologi al Museo, due alla soprintendenza per Reggio e Vibo, uno al segretariato , uno al Polo Museale e due a Cosenza. Per storia dell\u2019arte ancora non \u00e8 uscito nulla ma in pianta organica regionale ce ne sono tre (posti da coprire), su Reggio ne \u00e8 previsto uno solo, ma io spero che ci ripensino perch\u00e9 c\u2019\u00e8 davvero tanto lavoro da fare. Devo aggiungere che i funzionari sono pochi, ma sono stati un presidio preziosissimo sul territorio. La voglia di collaborare, di non tirarsi indietro, in una parola l\u2019abnegazione sicuramente c\u2019\u00e8. Certo, noi siamo oberati anche dalle pratiche burocratiche, che investono problematiche come i controlli su terreni su cui si vuole costruire, per la situazione archeologica. Insomma, \u00e8 un lavoro articolato che merita attenzione. I nuovi archeologi in arrivo ci servono moltissimo\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Beni mobili: si avvia \u00a0un lavoro sul territorio che prima della riforma era demandato a una soprintendenza ad hoc con sede a Cosenza. Cosa cambia e quale situazione avete trovato rispetto alle opere d\u2019arte?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 in questo campo un bisogno di una ripresa del contatto con la realt\u00e0 della stretta sorveglianza, dei restauri, ma anche della valorizzazione, pur se questa non \u00e8 di nostra diretta competenza. Sui beni mobili non statali, tuttavia, abbiamo competenza, perch\u00e9 i Comuni o le diocesi, ad esempio, possano\u00a0 prendere coscienza di questo immenso patrimonio che hanno e riescano a proporlo, oltre che a salvaguardarlo. In questo diamo loro una mano e abbiamo trovato disponibilit\u00e0 e grande collaborazione. Non ci sono persistenze storiche lontanissime nel tempo, perch\u00e9 sappiamo che la Calabria \u00e8 terra di terremoti, ma c\u2019\u00e8 un tessuto molto ampio di materiali che testimoniano anche una religiosit\u00e0, una ritualit\u00e0 e un modo di concepire, ad esempio, tutti gli arredi liturgici che rappresenta nel suo insieme un patrimonio unico. Ci sono davvero pezzi preziosissimi a Locri, a Gerace, ma anche alla Certosa di Serra San Bruno, uscendo fuori dal nostro territorio. E ci sono luoghi che gi\u00e0 &#8211; in parte &#8211; si tenta di far emergere a livello locale ma che devono entrare a far parte di una visione di insieme.\u00a0Visione mancata fin qui forse perch\u00e9 un po\u2019 oscurata dalle preminenti evidenze archeologiche di questa parte di Calabria, in emergenza costante, ma anche\u00a0dall&#8217;articolazione delle soprintendenze preriforma che ad esempio non aveva sul territorio chi si occupasse di opere d&#8217;arte. Adesso, \u00a0questa nuova creazione del ministero e della soprintendenza unica assume una forte valenza metodologica in questo senso, perch\u00e9 mette insieme le competenze e questo \u00e8 fondamentale se si vuol fare una politica integrata del territorio. Certo, comporta per noi (abituati alla vecchia tradizione da ufficio in cui ognuno seguiva solo il proprio settore) lo sforzo, necessario, di gestire e armonizzare le varie anime della tutela. \u00c8 un bel compito comunque, non voglio dire se sia facile o difficile, ma ognuno di noi deve spogliarsi in parte delle proprie vesti di provenienza e dialogare con archeologi, architetti, antropologi e cos\u00ec via\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Arrivando in Calabria, e rispetto a tutti e tre i campi che la soprintendenza si trova a coprire, quali sono le cose che l\u2019hanno colpita positivamente di questo territorio e quali le emergenze?<\/strong><\/p>\n<p><strong>&quot;Inizio dai beni storico-artistici<\/strong>, rispetto ai quali manca una capacit\u00e0 di mettere in rete le varie realt\u00e0, di conoscere l\u2019importanza del patrimonio che ogni singola comunit\u00e0 custodisce e anche di integrare la manutenzione programmata, pi\u00f9 che gli interventi di restauro vero e proprio. Per riuscirci bisogna ragionare su una costante sorveglianza, su interventi per una buona conservazione delle opere, che spesso mancano, per non trovarci di fronte poi alle spese ingenti che richiederebbe un restauro. La manutenzione si pu\u00f2 fare davvero con poco e con attenzione. Ho qui scoperto che ci sono ditte di restauro di grande competenza e che hanno una visione allargata sulle metodologie pi\u00f9 attuali, capaci di interloquire con le altre realt\u00e0 italiane e ben formate, con stretti rapporti con istituzioni come l\u2019Istituto centrale per il Restauro. Ecco, manca un po\u2019 la tradizione d\u2019ufficio in questo settore, cio\u00e8 quella che permette di mettere insieme tutte queste competenze.<\/p>\n<p><strong>Sui beni etnoantropologici \u00e8 tutto nuovo per tutti<\/strong>: qui hanno una valenza fortissima, perch\u00e9 le ritualit\u00e0, le feste, le attivit\u00e0 artigianali sono un patrimonio vero e proprio su cui puntare. Mi viene in mente la tessitura della ginestra, che \u00e8 bellissima e varrebbe davvero un progetto di livello europeo; qualcosa che metta in rete, penso, le realt\u00e0 residue in ambito europeo che coltivino questa tradizione. Un tema, insomma, che in Calabria sarebbe molto forte. Ma anche le seterie, le filande: su questi versanti bisogna ragionare per far s\u00ec che non si disperdano le memorie e le competenze. Mi \u00e8 capitato di seguire alcune attivit\u00e0 sull\u2019area grecanica, che conta il museo Rohlfs, ma anche il Museo del Parco nazionale dell\u2019Aspromonte, che ha proposto questa valorizzazione dei temi connessi alle ritualit\u00e0 in grado di\u00a0 riaccendere i riflettori su realt\u00e0 poco conosciute. Mi vengono in mente anche le belle dissertazioni di Vito Teti sul tema dell\u2019abbandono dei paesi. Insomma, qui c\u2019\u00e8 tutto per poter lavorare bene e sento anche un bel fermento&quot;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Avete trovato una soluzione per i locali della Soprintendenza, dopo i problemi sorti per la divisione dal Museo e pi\u00f9 volte denunciati dai sindacati?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesta separazione anche fisica tra le soprintendenze non ha aiutato nel passato ed anche oggi non aiuta. Per esempio un tema caldissimo \u00e8 per noi riuscire a trovare un ambiente che ci possa unificare. Fin quando noi, anche fisicamente (con alcuni uffici a Palazzo Piacentini e altri in via Cimino) non riusciremo anche a convivere nella quotidianit\u00e0, per quanti sforzi si possano fare diventa tutto pi\u00f9 complicato.<\/p>\n<p>Ci siamo mossi: abbiamo avuto incontri al Comune, abbiamo chiesto anche all\u2019Agenzia per i beni confiscati, al demanio. Vedremo cosa adesso riusciremo a recuperare. Noi stiamo agendo a 360 gradi. Che poi c\u2019\u00e8 un tema forte, che non \u00e8 solo l\u2019esigenza di lavorare tutti nello stesso luogo, ma piuttosto quello dell\u2019archiviazione, perch\u00e9 noi ci troviamo a dover recuperare materiali d\u2019archivio che dovrebbero confluire tutti insieme, rispetto alle tre specializzazioni (architettura, archeologia, belle arti) in un unicum che deve essere a disposizione non solo del personale interno che ne ha\u00a0 un bisogno quotidiano (perch\u00e9 non si manda avanti nessuna pratica se non si risale allo storico) ma anche del pubblico, degli studenti, degli studiosi. Pur se non appariscente, questa per me \u00e8 tra le priorit\u00e0 assolute\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paesaggio e abusivismo: \u00a0quali sono le soluzioni per prevenire e regolarizzare?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong>Sul Paesaggio c\u2019\u00e8 un lavoro tutto particolare che la soprintendenza svolge: \u00a0io esamino le pratiche che mi vengono sottoposte &#8211; e devo dire che sono tutte molto precise anche nella tipologia di prescrizioni \u2013 ma adesso vogliamo andare oltre: bisogna porsi il problema, una volta date le prescrizioni, di organizzare una efficiente verifica dell\u2019attuazione. \u00c8 impensabile che noi, con i pochi funzionari che abbiamo, andiamo anche alla verifica. Si tratta di un enorme lavoro. Vogliamo che la soprintendenza sia vista come un ufficio aperto alla collaborazione totale: noi vogliamo evitare qualche errore che in passato \u00e8 stato fatto con permessi che non rendevano giustizia al territorio e far s\u00ec che il confronto sia preventivo, per evitare poi sanzioni che pesano\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dalla citt\u00e0 alla provincia. Arriva la stagione delle mareggiate: come siamo messi su Kaulon?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cA Monasterace marina si sta realizzando una barriera frangiflutti che dovrebbe mettere in salvaguardia l\u2019area. L\u2019opera \u00e8 in corso. Questo sar\u00e0 il test determinante. L\u2019intervento ha due finanziamenti: uno del ministero sotto il Tempio e uno della Regione per il pennello frangiflutti a mare. Noi abbiamo l\u2019onere dell\u2019alta sorveglianza sul sito, ma abbiamo anche fatto un primo tamponamento per evitare le problematiche pi\u00f9 grosse\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Rispetto agli interventi di restauro sulle opere la soprintendenza ha \u00a0qualche gestione diretta? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo Rosarno, mentre sui musei diocesani o comunali, ad esempio, abbiamo il dovere dell\u2019alta sorveglianza. Cio\u00e8 dobbiamo essere certi che la conservazione e gli eventuali\u00a0 interventi vengano operati\u00a0 a regola d\u2019arte. Con gli enti proprietari suggeriamo quelli pi\u00f9 urgenti, concordiamo le modalit\u00e0, sia per una pi\u00f9 attenta salvaguardia ma anche per una sottolineatura della loro importanza. Il restauro che si sta concludendo a Bagaladi sull\u2019Annunciazione del Gagini \u00e8 stato importante perch\u00e9 poi ha funzionato da volano per far conoscere le altre realt\u00e0 scultoree coeve o vicine per stile, che sono molte nel Parco dell\u2019Aspromonte. Il cantiere aperto a Gerace sul patrimonio ecclesiastico \u00e8 un progetto che ha coinvolto i giovani per far loro prendere dimestichezza con la difficile attivit\u00e0 del restauratore. Tutte queste realt\u00e0 iniziano a creare forme autoctone di gestione del patrimonio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Villa del Naniglio a Gioiosa e Casignana: anche l\u00ec bisogna\u00a0mettere ordine e riaprtire. C\u2019\u00e8 stata una interlocuzione con le amministrazioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSulla Jonica reggina dobbiamo riprendere in mano queste grosse emergenze archeologiche.\u00a0 Abbiamo gi\u00e0 contattato le amministrazioni locali per partire con progetti\u00a0 che diano un impulso turistico, migliorando qualche anomalia fatta nel passato e riconvertendo per dare quel segno di turismo di qualit\u00e0 che questi luoghi meritano. L\u00ec ci sono fondi regionali per gli interventi, che andranno ai comuni e noi dovremo collaborare, individuare linee di condotta gi\u00e0 in fase progettuale. Casignana per una parte \u00e8 nostra. Su questi luoghi di grande fascino bisogna puntare molto\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Edifici di pregio e centro storico reggino: ci sono situazioni di degrado oramai oltre il livello di guardia. Come intendete agire?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVanno valorizzati gli edifici storici del centro della citt\u00e0: le costruzioni post-terremoto sono bellissime e vanno studiate per metterle nella giusta luce. Anche Villa Zerbi. Noi ci impegniamo a verificare lo stato dell\u2019arte per interloquire e far s\u00ec che anche queste costruzioni abbiano la tutela necessaria\u201d.<\/p>\n<p><strong>Su Vibo Valentia, territorio di vostra competenza, quali sono gli interventi pi\u00f9 importanti in atto e le prospettive?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cA Vibo stiamo ultimando una tranche del Parco archeologico urbano. Un\u2019altra attende lo sblocco dei fondi dalla Regione e speriamo che succeda entro sei mesi. A Vibo dovrebbe riproporsi quello che abbiamo fatto qua. Il comune deve fare una manifestazione di interesse per dare in gestione i siti\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Mille fronti e ancora il miraggio di veder decollare tanta ricchezza. Soprintendente, su cosa bisogna insistere perch\u00e9 il tema della tutela si intrecci con questa benedetta valorizzazione in chiave turistica?<\/strong><\/p>\n<p style=&quot;text-align: left;&quot;>\u201cFare squadra e crederci. Avere la voglia di arrivare fino in fondo\u201d. Di default la Calabria deve diventare autonoma. Il nostro ministero ha la delega al turismo ed oggi quando si fa una azione di recupero di un bene o di un luogo bisogna porsi il tema della gestione e per quali flussi turistici si agisce. La Calabria deve privilegiare un turismo alternativo a quello importante delle coste e deve imparare a viaggiare nelle zone interne, ricchissime, alla scoperta delle eccellenze che questo territorio ha. E sono tante. Il tema grosso resta la viabilit\u00e0. Questo s\u00ec. E non si pu\u00f2 pensare di riuscire nell&#8217;intento se i collegamenti non funzionano. Noi faremo la nostra parte, questo \u00e8 certo\u201d.<\/p>\n<p><em><br \/>\u00a9La riproduzione \u00e8 riservata<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza Garibaldi sventrata e la nuova Piazza De Nava da disegnare. La tutela degli alberi secolari della via Marina che iniziano a cedere e Kaulon, pronta a sfidare le mareggiate. 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